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Ucraina-Russia, cos'è successo oggi: otto morti a Kiev. A Mariupol continua l'assedio, bombe su Odessa. Stallo nelle trattative

Kherson, spari sulla folla che protesta. Mosca attacca gli Usa per le parole di Biden su Putin: "Rapporti a rischio". Le Ue studia nuove sanzioni, ma sull’energia non c’è unità. Baerbock chiede un "ponte aereo" per i profughi
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La Russia chiede la resa di Mariupol, ma l'Ucraina non cede. Continua così il combattimento nel centro della città sul Mar d'Azov, con le bombe - fa sapere il vice-comandante dei nazionalisti del battaglione Azov - che piovono ogni dieci minuti, anche dal mare. Sono otto i morti al centro commerciale di Kiev, colpito durante un bombardamento che è iniziato nella serata di domenica. Nuovi attacchi si registrano poi a Odessa e su un centro di addestramento militare. E la Russia minaccia: continuerà ad utilizzare i missili ipersonici nella sua "operazione militare speciale". Ripartono i negoziati in video tra le delegazioni: un ora e mezzo senza che si abbia notizie di significativi passi avanti. A Bruxelles si discute di nuove sanzioni: ipotesi di includere il comparto energetico, ma c'è già chi frena. Mosca dura con gli Usa: parole di Biden "inaccettabili", dice l'ambasciata in riferimento al "…

La Russia chiede la resa di Mariupol, ma l'Ucraina non cede. Continua così il combattimento nel centro della città sul Mar d'Azov, con le bombe - fa sapere il vice-comandante dei nazionalisti del battaglione Azov - che piovono ogni dieci minuti, anche dal mare. Sono otto i morti al centro commerciale di Kiev, colpito durante un bombardamento che è iniziato nella serata di domenica. Nuovi attacchi si registrano poi a Odessa e su un centro di addestramento militare. E la Russia minaccia: continuerà ad utilizzare i missili ipersonici nella sua "operazione militare speciale". Ripartono i negoziati in video tra le delegazioni: un ora e mezzo senza che si abbia notizie di significativi passi avanti. A Bruxelles si discute di nuove sanzioni: ipotesi di includere il comparto energetico, ma c'è già chi frena. Mosca dura con gli Usa: parole di Biden "inaccettabili", dice l'ambasciata in riferimento al "criminale di guerra" con cui il leader degli Stati Uniti ha appellato Vladimir Putin. "Rapporti a rischio".

Gli sviluppi militari: Mariupol non cede, "80 mercenari morti a Rivne"

Ventiseiesimo giorno di guerra. L'Ucraina ha lasciato cadere l'ultimatum a Mariupol di arrendersi prima dell'alba. Il ruolo di "città-martire" è stato confermato dal ministro ucraino della Difesa, Oleksii Reznikov, che ha spiegato come la difesa strenua della città abbia "giocato un ruolo fondamentale nel distruggere i piani nemici". Mosca è stata costretta a concentrare lì le sue forze: "Centinaia di migliaia di vite sono satte salvate altrove in Ucraina. Oggi Mariupol sta salvando Kiev, Dnipro e Odessa. Ognuno lo deve capire". A Mariupol la situazione "è molto difficile", dicono le autorità: in trappola ci sarebbero ancora di 300mila persone, senza acqua, cibo ed elettricità. Secondo quanto riferito dal comandante del distaccamento di Azov, il maggiore Denys Prokopenko, alla Cnn "il bilancio delle vittime tra i civili cresce ogni giorno e ora supera le 3.000 persone. Ma nessuno può dire il numero esatto dei morti, poiché vengono sepolti in fosse comuni, senza nome. Molti cadaveri restano insepolti per le strade. Alcune persone rimangono intrappolate sotto le macerie, sepolte vive".

L'immagine satellitare di oggi di Mariupol, 21 marzo 2022. (ansa)

Secondo la vicepremier ucraina, Iryna Vereshchuk, la conquista di Mariupol è diventata una questione "personale" per il leader russo, Vladimir Putin: "Penso stia cercando una rivincita dopo il tentativo di annettere la città nel 2014, una punizione collettiva per il rifiuto di cadere sotto la tutela russa", ha detto a Libération. Per il capo dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, questo obiettivo potrebbe però costare tempo e risorse al Cremlino: citato da Interfax, dice di non esser "così ottimista sul fatto che bastino due o tre giorni o anche una settimana per chiudere la questione. Sfortunatamente no, la città è grande". Dal porto di Berdyansk, una settantina di chilometri da Mariupol, rimbalzano intanto video di una grande nave militare - la Orsk - che scarica mezzi e materiale bellico con l'ormai famigerata "Z" dell'invasione.

Missili cruise hanno colpito un'area di addestramento militare a Rivne, nella parte nord-occidentale dell'Ucraina, a circa 300 km a ovest di Kiev. L'attacco è stato confermato dal governatore dell'oblast di Rivne, Vitaliy Koval, con un video: secondo la Difesa russa sono stati "uccisi 80 mercenari" che si preparavano a combattere. Allarme a Sumy, vicino al confine con la Russia a Nord di Kharkiv. Un missile russo, hanno denunciato le autorità ucraine, nella notte ha provocato una fuoriuscita di ammoniaca da un serbatoio da 50 tonnellate. E' scattato l'alert nel giro di due chilometri e mezzo, poi a metà mattina sono arrivate notizie del contenimento della perdita. Mosca, però, smentisce di aver centrato l'impianto dove si producono fertilizzanti e accusa l'Ucraina di aver messo in scena una "provocazione pianificata" per accusare di attacco chimico.

Kiev, ecco il centro commerciale distrutto: otto morti accertati, gli abitanti sono terrorizzati

Sono otto i morti a Kiev, fuoco sulla folla di Kherson. Odessa nel mirino

A Kiev, sono stati otto i morti nel bombardamento al centro commerciale di Podilskyi, secondo quanto ha riferito il procuratore. Oltre 60 vigili del fuoco hanno lavorato per estinguere le fiamme che hanno travolto anche le macchine nel parcheggio adiacente ed edifici civili. Mosca ha detto che il centro commerciale era un deposito di razzi. Da stasera alle 20, e per le 35 ore successiva, scatta un nuovo coprifuoco sulla capitale. A Kharkiv si piange Boris Romanchenko, 96anni, ex prigioniero dei lager nazisti. "Dopo essere sopravvissuto a Buchenwald, Peenemunde, Dora Mittelbau, Bergen-Belsen, è stato ucciso da un missile russo lanciato contro il suo appartamento durante 'l'operazione di denazificazione'. I nuovi fascisti continuano il lavoro di Hitler", ha scritto su Telegram il sindaco di Leopoli, Andrij Sadovyj.

Da Kherson giunge, via social, il video (rilanciato anche dal ministro ucraino degli Esteri, Dmytro Kuleba) di una manifestazione dei cittadini che viene dispersa dalle forze russe con colpi di arma da fuoco. La Russia, riporta Reuters che non è in grado di confermare quali armi siano state usate, non ha commentato l'accaduto. Secondo le forze armate ucraine, sono state scoppiate anche grante stordenti e c'è stato almeno un ferito. Dalla stessa regione emerge, per quel che riporta il capo dell'amministrazione regionale Hennadii Lahuta, la notizia di un altro sindaco rapito: da sabato scorso è scomparso il primo cittadino di Beryslav, Oleksandr Shapovalov, con un altro attivista locale.

Colpito centro commerciale a Kiev, parcheggio e auto in fiamme: il momento dell'attacco

Anche Odessa, la città portuale sul Mar Nero finora lambita dal conflitto, entra nel quadrante della guerra. Le autorità hanno accusato le forze russe di aver bombardato i sobborghi residenziali, colpendo anche edifici comuni. Non ci sarebbero state vittime. Si parla invece di almeno quattro persone uccise (tre militari e un civile) in un attacco con lanciarazzi nella regione di Zhytomyr, nel villaggio di Selets, nell'Ucraina occidentale: a darne notizia il Kyiv Independent, che cita il governatore della zona. Si tratterebbe del debutto dei sistemi Bm-21 Grad in questo quadrante dell'invasione.

LA TIMELINE del conflitto

Le Ue studia nuove sanzioni, ma sull'energia non c'è unità

In vista del vertice europeo del 24 e 25 marzo, torna sul tavolo la questione di inasprire le sanzioni economiche verso Mosca. I mercati registrano la possibilità che venga coinvolto il comparto energetico, con il petrolio e altre materie prime (come l'alluminio) che vedono prezzi in forte salita. Il fronte dei ministri degli Esteri, però, non è compatto. La Danimarca si dice favorevole "alle sanzioni più dure possibile" compreso "l'accesso ai porti e via terra ai trasporti russi e bielorussi". Il lituano Gabrielius Landsbergis, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, chiede che l'Europa chiarisca che "i Paesi terzi" che aiutano la Russia saranno colpiti dalle "stesse sanzioni" che l'Ue adotta contro Mosca. Il riferimento è a Pechino: se la Cina dovesse sostenere la Russia concretamente, "prenderebbe parte" al conflitto in corso. Sanzioni anche contro Pechino, dunque? "Non disapproverei un dibattito simile", risponde il ministro. Per lo stesso Landsbergis è "inevitabile affrontare il settore energetico, in particolare petrolio e carbonio che sono facilmente sostituibili". Irlanda, Slovacchia e Romania si schierano tra coloro aperti a includere le forniture energetiche nei possibili obiettivi di sanzioni. "Dobbiamo essere aperti ad adottare più sanzioni contro la Russia e combattere la propaganda e la disinformazione", ha affermato il ministro Bogdan Aurescu. Ma già si vedono crepe nel fronte Ue: "Non sosterremo sanzioni che mettono a repentaglio la sicurezza energetica dell'Ungheria", ha infatti dichiarato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto assicurando che "non è possibile raggingere un consenso sull'interruzione delle importazioni energetiche dalla Russia".

Le diplomazie europee si posizionano, dunque, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna a chiedere una più stretta presa su Kiev. Ha infatti invitato l'Unione europea a fermare tutti i "commerci" con la Russia e in particolare a rifiutare le sue risorse energetiche. "Per favore, non sponsorizzate le armi di questa guerra. Niente euro per gli occupanti, chiudete loro tutti i vostri porti, non inviate loro le vostre merci, rifiutate le risorse energetiche. Costringete la Russia a lasciare l'Ucraina", ha esortato il presidente ucraino in un messaggio su Telegram. Poi si è rivolto direttamente alla Germania: "Voi avete la forza, l'Europa ha la forza". "Senza scambi con voi, senza le vostre aziende e le vostre banche, la Russia non avrà più soldi per questa guerra". Da Kiev si è rinnovato anche l'appello alla Cina, questa volta per bocca del ministro degli Esteri ucraino, a svolgere un "ruolo importante" negli sforzi per risolvere il conflitto: "Condividiamo la posizione di Pechino sulla necessità di trovare una soluzione politica alla guerra e chiediamo alla Cina come potenza globale di svolgere un ruolo importante in questo sforzo".

Negoziati, accuse reciproche Mosca-Kiev

Pochi progressi sul fronte delle trattative tra delegazioni di Ucraina e Russia, che oggi sono tornate a vedersi in video-conferenza per un'ora e mezza per poi lasciar spazio ai gruppi di lavoro. A gettare ombre sui colloqui era già in mattinata il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo il quale i progressi "sono minori di quelli che ci piacerebbero". Una condizione che al momento non offre alcuna base per un possibile vertice Putin-Zelensky, che il presidente ucraino chiede ormai da giorni. D'altra parte, parlando alla Bbc, il consigliere del presidente ucraino Zelensky, Alexander Rodnyansky ha accusato Mosca di avere una strategia negoziale mirata solo a "bloccare l'Occidente facendogli pensare che non siano necessarie ulteriori sanzioni" contro Mosca. "Hanno usato questi colloqui per distrarre l'attenzione da ciò che sta accadendo sul campo di battaglia - ha aggiunto - Se cerchi la pace, non bombardi le città su larga scala allo stesso tempo". Una tesi che in molte cancellerie occidentali è un forte sospetto. 

Dopo le notizie di accelerazione arrivate ieri dalla Turchia, da Israele arrivano indicazioni ci cautela. Il primo ministro Naftali Bennett, impegnato nella mediazione tra Ucraina e Russia, vede "progressi" nei negoziati ma avverte che "c'è ancora molta strada da fare perché ci sono questioni controverse, alcune delle quali fondamentali". Più vicini, dunque, ma le distanze restano "ampie". Lo stesso Bennett, secondo Ynet, potrebbe andare a Kiev. 

Le diplomazie, scontro Russia-Usa sulle parole di Biden

Un passo che starebbe valutando anche il premier britannico, Boris Johnson, secondo il Daily Mail, per mostrare "di persona" il suo supporto all'Ucraina. A Londra è intanto volato a sorpresa il ministro della Difesa ucraino, Reznikov: ha incontrato il suo omologo britannico, Ben Wallace, accusando la Russia di fare terrorismo di Stato in Ucraina e  avvertendo che attaccherà anche altri Paesi.  

Sale intanto lo scontro tra Washington e Mosca. Il ministero degli Esteri russo ha convocato l'ambasciatore americano John Sullivan protestando per le dichiarazioni del presidente Joe Biden su Vladimir Putin ("un criminale di guerra"): parole "inaccettabili e non degne di uno statista di così alto rango" e che hanno "messo le relazioni Usa-Russia sull'orlo della rottura".

Vittime e profughi. Baerbock chiede un "ponte aereo"

L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani aggiorna i dati sulle vittime civili uccise in Ucraina, dal 24 febbraio: sono almeno 925, ma si tratta di numeri ben inferiori a quelli reali. I feriti sono almeno 1.496. I profughi che hanno abbandonato il Paese sfiorano ormai i 3,5 milioni, cui si aggiungono 6,5 milioni di persone sfollate all'interno dei confini.

Arrivando al Consiglio Esteri di Bruxelles, la ministra tedesca Annalena Baerbock ha rivolto un "appello urgente a tutti i miei amici europei, ma anche alla comunità mondiale e ai nostri partner transatlantici: abbiamo bisogno di solidarietà comune per gli ucraini, non abbiamo solo bisogno di corridoi locali, ma di un ponte aereo solidale" per i rifugiati. "Ogni Paese d'Europa dovrà accoglierne centinaia di migliaia di rifugiati" e lo stesso dovrà essere fatto "dall'altra parte dell'Atlantico, insieme", ha evidenziato. Per quel che riguarda i fondi per finanziare l'accoglienza, ha spiegato il premier Mario Draghi durante la visita alla sede della Protezione civile a Palmanova, in provincia di Udine, "verranno decisi nel prossimo Consiglio Europeo. La Commissione è al lavoro per questo, ci sarà un programma organizzato e soprattutto finanziato. Ci sono paesi più colpiti da questo, come la Polonia, che sono in gran bisogno di tutto ciò". Il Viminale ha stimato in 60mila gli arrivi già registrati in Italia.