Zelensky, la serie Netflix che 'anticipava' il conflitto con la Russia. Quando il presidente-attore sfidava Putin: "Andiamo in Europa"
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Anni prima di presentarsi in maglietta militare davanti al Congresso americano, era apparso in canottiera davanti a milioni di persone. E poi: con in braccio una bambina vestita in abiti tradizionali ucraini. In posa con i suoi studenti. In bicicletta. Nella sauna. Sul water. Con l'elmetto da presidente operaio. Fotogrammi della stessa persona entrata e uscita dal mondo della fiction, passato da una commedia di successo alla guida di un Paese invaso.
Negli Stati Uniti Netflix ha messo in onda la prima stagione di "Servitore del popolo", serie tv in cui Volodymyr Zelensky interpreta la parte di un insegnante di storia al liceo, Vasiliy Petrovich Goloborod'ko, che si ritrova, a sorpresa, eletto presidente dell'Ucraina dopo che una sua filippica a scuola contro la corruzione, ripresa di nascosto da uno studente con il cellulare, era diventata virale su YouTube.
I primi ventitré episodi, messi in onda nel 2015, strappano risate tristi, con s…
NEW YORK - Anni prima di presentarsi in maglietta militare davanti al Congresso americano, era apparso in canottiera davanti a milioni di persone. E poi: con in braccio una bambina vestita in abiti tradizionali ucraini. In posa con i suoi studenti. In bicicletta. Nella sauna. Sul water. Con l'elmetto da presidente operaio. Fotogrammi della stessa persona entrata e uscita dal mondo della fiction, passato da una commedia di successo alla guida di un Paese invaso.
Negli Stati Uniti Netflix ha messo in onda la prima stagione di "Servitore del popolo", serie tv in cui Volodymyr Zelensky interpreta la parte di un insegnante di storia al liceo, Vasiliy Petrovich Goloborod'ko, che si ritrova, a sorpresa, eletto presidente dell'Ucraina dopo che una sua filippica a scuola contro la corruzione, ripresa di nascosto da uno studente con il cellulare, era diventata virale su YouTube.
I primi ventitré episodi, messi in onda nel 2015, strappano risate tristi, con scenette a volte macchiettistiche a volte poetiche, che anticipano ciò che sarebbe successo con la Russia. Questo tempo è essenzialmente tragico, ma quello precedente nella vita di Zelensky non era completamente comico. La serie tv - di cui lui è autore e regista - non è il Bagaglino, Zelensky non è Checco Zalone, ma a tratti sembra più simile ad Antonio Albanese. I testi sono filosofici, politici, a volte surreali, passano da citazioni di Lincoln a Plutarco, invocano la democrazia dell'antica Grecia, condannano la corruzione degli oligarchi, ironizzano sugli orologi di lusso di Vladimir Putin. E nella puntata finale offre una scena inquietante da sembrare scritta oggi.
Nel mezzo del duello politico in tv, in cui uno degli ospiti invoca la pena di morte per i corrotti, Zelensky-Goloborod'ko finisce per sprofondare in uno dei suoi momenti onirici, per ritrovarsi di fronte al sulfureo Ivan il Terribile, lo Zar di tutte le Russie, per il quale i "sovrani russi sono autocrati e nessuno ha il diritto di criticarli". "Cosa è la morte senza tortura? - gli dice lo Zar, allagato da una luce rossa, che oscura tutto il resto dello studio - i corrotti saranno torturati, impalati, verranno rotte loro le ginocchia". "Ma è illegale", risponde un perplesso Zelensky, in giacca e cravatta. "Ma la legge sei tu", ribatte Ivan. "Io non sono lo zar, sono Goloborod'ko, noi risolviamo le cose in modo democratico".
"Cosa stai dicendo? - lo incalza Ivan - noi siamo russi, essere cordiali viene frainteso. Tu sei lo zar". "No, io sono il presidente dell'Ucraina". "Intendi il Principe di Kiev? Come stanno i tuoi fratelli? Siete ancora prigionieri di polacchi e lituani? Ma devi pazientare, presto vi libereremo".
Il piccolo Zelensky, guadandolo dal basso verso l'alto, gli risponde spazientito: "No, grazie, non abbiamo bisogno di essere liberati. Stiamo andando in Europa". "Cosa? Davvero?", risponde lo zar, incredulo. "Ma noi abbiamo sangue slavo", aggiunge. "Ancora con questa storia del sangue - ribatte il presidente - noi andiamo da una parte, voi dall'altra, poi ne riparleremo fra trecento anni. Abbiamo un'altra strada, la nostra". "No - risponde minaccioso lo Zar - le nostre strade sono le stesse". E a quel punto colpisce Zelensky con lo scettro. Il presidente crolla a terra, svenuto, mentre Ivan si inginocchia sul corpo, gli stringe il viso tra le mani e urla: "Con chi starai? Con chi, con chiiii?".
Coloro che si sono scandalizzati perché gli interventi di Zelensky sembrano tratti dalla sua serie tv, dovrebbero guardarla. I testi - pensati all'indomani dell'invasione russa in Crimea - non sono superficiali, a volte populisti ma non da reality. Il professore attacca i politici "grandi matematici ma non storici", buoni a "fare solo addizioni e sottrazioni", denuncia il trattamento salariale da fame degli insegnanti, la corruzione del governo, le spese gonfiate, il potere paralizzante degli oligarchi, l'abbraccio letale del Cremlino.
In un dialogo surreale, Abraham Lincoln gli dice che, come lui ha liberato gli schiavi, Zelensky dovrà fare lo stesso con i sottosalariati. Plutarco ed Erodoto gli appaiono in sogno per citare i concetti di autocrazia (qui Zelensky ride sarcastico) e democrazia (qui si fa serio).
Tratteggia il paradosso dell'Ucraina, terzo maggiore produttore di grano, ma a un passo dal default per l'eccessiva corruzione. Sullo sfondo, una Kiev straordinaria e solare, popolata di persone semplici e accoglienti, giovani desiderosi di sentirsi europei. Come l'attore principale, molti di loro probabilmente sono adesso in prima linea. Del cast non si sa più niente. Nella serie Zelensky-Goloborod'ko dice che un presidente deve vivere come un professore di storia, muoversi in taxi e "parlare con onestà, guardando le persone negli occhi".
La serie tv chiuderà la quinta stagione il 28 marzo 2019. Tre giorni dopo, al secondo turno, Zelensky - alla guida del partito "Servitore del popolo", fondato nel 2017 sull'onda del successo televisivo - verrà eletto presidente, con il 73 per cento delle preferenze.