Dall'Africa per combattere nella guerra in Ucraina, ma molti governi frenano le richieste di arruolamento
di Antonietta NapoliDal Mali e dalla Repubblica Centrafricana per sostenere l’invasione russa dell’Ucraina, da Nigeria, Kenya, Senegal, Sudafrica e Algeria per dare supporto alle truppe ucraine che si oppongono strenuamente all’avanzata delle truppe di Mosca. In centinaia sono pronti a partire dal continente africano per dare manforte all’uno o all’altro fronte della guerra russo-ucraina.
E non si tratta solo di foreign fighters o volontari senza preparazione bellica ma di soldati di eserciti regolari. Come i militari centroafricani che hanno affermato in un video rilanciato su varie pagine social riconducibili a esponenti della Difesa, del governo e dei servizi di sicurezza di Bangui, di voler aiutare i russi a portare “pace e ordine” in Ucraina.
“La veridicità del filmato non è in discussione - afferma Abdul Al Monir, professore di origini sudanesi e analista esperto di Africa Occidentale che da anni vive nella capitale del Centrafri…
Dal Mali e dalla Repubblica Centrafricana per sostenere l’invasione russa dell’Ucraina, da Nigeria, Kenya, Senegal, Sudafrica e Algeria per dare supporto alle truppe ucraine che si oppongono strenuamente all’avanzata delle truppe di Mosca. In centinaia sono pronti a partire dal continente africano per dare manforte all’uno o all’altro fronte della guerra russo-ucraina.
E non si tratta solo di foreign fighters o volontari senza preparazione bellica ma di soldati di eserciti regolari. Come i militari centroafricani che hanno affermato in un video rilanciato su varie pagine social riconducibili a esponenti della Difesa, del governo e dei servizi di sicurezza di Bangui, di voler aiutare i russi a portare “pace e ordine” in Ucraina.
“La veridicità del filmato non è in discussione - afferma Abdul Al Monir, professore di origini sudanesi e analista esperto di Africa Occidentale che da anni vive nella capitale del Centrafrica - Si tratta di combattenti delle Forces armées centrafricaines, con tanto di divise indosso che hanno giurato fedeltà al Cremlino annunciando che si stavano preparando a entrare in guerra con l’Ucraina. Nel video si vede il gruppo di soldati pesantemente armato mentre un portavoce spiega che “presto si sarebbero uniti ai loro fratelli russi in prima linea”.
Possibilità verosimile anche a fronte delle dichiarazioni del ministro della difesa russa Sergei Shoigu, il quale ha dichiarato che ci sono almeno 16.000 "volontari" stranieri pronti ad andare a combattere con le forze sostenute dalla Russia nella regione separatista del Donbass, nell'Ucraina orientale.
La disponibilità di Mosca ad accogliere combattenti provenienti da paesi africani potrebbe essere favorita dalle evidenti difficoltà che l’esercito russo sta riscontrando nella guerra. A suggerirlo anche la decisione dello Stato Maggiore russo di richiamare i militari dispiegati in missioni all’estero, dall’Asia centrale all’estremo Oriente, ma anche mercenari impiegati in Libia riconducibili alla Wagner Group.
Anche dal Mali, dove la giunta militare al potere ha utilizzato i contractors russi nelle fasi del golpe e nel contrasto ai gruppi islamisti nella regione, sarebbero pronti a partire a decine per supportare le truppe di Mosca. La Russia è considerata il “paese liberatore” dal giogo della Francia che ha rinunciato a tutta la sua influenza in Mali, abbandonandolo al suo destino, e che sta perdendo terreno nel resto del Sahel.
Sull’altro fronte, quello pro Ucraina, sono soprattutto i giovani a voler partire volontari “per sostenere la resistenza di un paese invaso impunemente suscitando profonda indignazione soprattutto in Nigeria, Kenya, Sud Africa e Algeria” spiega l’analista. Studenti o neo laureati, in particolare, che si dicono disposti a prendere le armi contro la Russia “anche per sfuggire alle prospettive affatto allettanti del futuro nei loro paesi”. La speranza di un futuro in Europa è di certo uno sprone per le nuove generazioni del continente africano che intendono lasciare i paesi di origine.
Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha affermato che circa 20.000 volontari da tutto il mondo hanno già presentato domanda per arruolarsi. Richieste arrivate dopo che il presidente Volodymyr Zelensky ha lanciato un appello globale affinché i combattenti stranieri "si schierino e stiano spalla a spalla con gli ucraini". “Il governo ha temporaneamente ridotto i requisiti per il visto e offerto attrezzature e uno stipendio a coloro che hanno un passaporto valido e un addestramento militare”’ spiega una fonte dell’ambasciata dell'Ucraina in Nigeria sottolineando che non c’è però “alcuna conferma ufficiale che gli stranieri possano rimanere nel paese dopo la guerra”.
Dopo l’appello del presidente Zelensky dozzine di giovani si sono diretti nella sede diplomatica ucraina ad Abuja con l'ambizione di arruolarsi, ma ancora nessuno ha ricevuto il via libera per la partenza.
L'ambasciatore in Nigeria - come in altri Stati africani - ha dovuto frenare sull’arruolamento “poiché molti governi del continente non vogliono che i loro cittadini combattano in Ucraina”. “Bohdan Soltys, un funzionario dell'ambasciata ucraina in Nigeria, ha dovuto addirittura rilasciare una dichiarazione alla Bbc per specificare che non stavano pagando gli africani per combattere e che chiunque volesse partire avrebbe dovuto coprire personalmente le spese del viaggio per raggiungere l’Europa” ha concluso Monir.
Anche in Senegal un notevole numero dì volontari ha manifestato l’intenzione dì partire per l’Ucraina, ma il governo ha messo in guardia i suoi cittadini “dall'andare in guerra” e ha ordinato all'ambasciatore ucraino di rimuovere un post su Facebook con il quale invitava i senegalesi a raccogliere l’appello dì Zelensky, definendo il tentativo di reclutamento "illegale e punibile dalla legge".
Il ministero degli Esteri algerino ha intimato lo stesso all’ambasciata di Kiev ad Algeri.
Notizie dì richieste dì arruolamento, confermate da fonti diplomatiche, arrivano anche da Sudafrica, Mozambico e Botswana.
“Centinaia di persone provenienti da tutta l'Africa meridionale si sono offerte volontarie per combattere o lavorare a titolo umanitario in Ucraina, ma non sono state in grado di dare seguito ai loro propositi perché bloccate dalle mancate istruzioni dal rispettivi governi” ha dichiarato Liubov Abravitova, ambasciatore ucraino in Sudafrica. Quest’ultimo insieme, a Senegal e Algeria, è tra i 17 dei 54 Stati africani che si sono astenuti durante il voto alle Nazioni Unite per condannare l'invasione dell'Ucraina.
La Russia, che ha ampliato la sua influenza in Africa soprattutto militarmente, aiutando paesi come la Repubblica Centrafricana. la Libia, il Mali e il Sudan a combattere gruppi ribelli o jihadisti, può dunque contare su molti governi “amici” che faranno di tutto per bloccare i propri connazionali pronti a partire per l’Ucraina.