L'inarrestabile martirio di Mariupol. Gli obiettivi civili che continuano a essere martellati dalle bombe russe, com'è accaduto a Severodonetsk, nella regione di Lugansk, dove i russi hanno fatto fuoco sulle persone in coda davanti a supermercato, secondo la denuncia del capo dell'amministrazione militare regionale, Serhiy Haidai, citato dall'agenzia Ukrinform. L'esercito bielorusso che, sostengono fonti della Nato alla Cnn, sarebbe pronto ad affiancare i russi sul campo di battaglia. E l'intervento di Volodymyr Zelensky a Montecitorio, accolto da una standing ovation. "Mariupol è come una Genova completamente bruciata, era una città di 500mila abitanti e ora ci sono soltanto rovine", spiega il presidente ucraino. "L'Italia non si gira dall'altra parte. L'Italia è al fianco dell'Ucraina. L'Italia vuole l'Ucraina nell'Unione europea", risponde il premier Mario Draghi. Prima dell'intervento in videoconferenza, Zelensky sente anche papa Francesco per chiedergli la mediazione del Vaticano.
I fronti della guerra: Mariupol allo stremo, ma resiste
"Tre bambini che conosco sono morti per disidratazione. Siamo nel 21° secolo e i bambini stanno morendo per disidratazione nella mia città. Stanno morendo di fame". È la testimonianza che Victoria, 27 anni, riuscita a fuggire da Mariupol, fa al programma '5 Live Breakfast' della Bbc Radio. "La mia città è assolutamente distrutta". La voce trema. "La gente sta nei seminterrati, ma non sono sicuri. Stanno bombardando così tanto che gli scantinati vengono distrutti", rimarca Victoria. Che però non fugge via dalla città portuale sul Mar d'Azov. "Resterò in Ucraina e cercherò di salvare la mia famiglia a Mariupol. Mariupol è la mia vita, non capisco perché dovrei lasciare la mia città, il mio Paese, a causa della Russia", aggiunge la donna.
Gli aerei russi hanno lanciato due bombe su quella che per il mondo intero è 'la città martire'. È stato il Comune di Mariupol, su Telegram, a darne notizia. "Il nemico continua a distruggere cinicamente la città. Gli aerei russi hanno sganciato oggi due bombe pesanti, abbiamo subito ancora più danni. Ancora una volta diventa chiaro che gli occupanti vogliono livellarla e ridurla in cenere," si legge nel messaggio.
Il vicesindaco Sergey Orlov, in collegamento con RaiNews24, accusa il Cremlino di genocidio: "Ormai è chiaro che Vladimir Putin vuole distruggere l'etnia ucraina. Non abbiamo neanche calcolato quante sono le persone uccise ma fra loro ci sono anche russi. Siamo assolutamente sicuri che si tratti di un genocidio non solo contro gli ucraini ma anche contro altri. Tutti devono saperlo nell'Ue perché è un crimine terribile", ha aggiunto Orlov.
La speranza, per chi ancora è Mariupol, passa dai tre corridoi umanitari verso Zaporizhzhia annunciati dalla vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk su Telegram. "Oggi stiamo lavorando duramente per l'evacuazione dei residenti di Mariupol", afferma Vereshchuk, spiegando che a questo fine funzioneranno tre "percorsi", tutti diretti a Zaporizhzhia. La vicepremier ha fatto sapere anche che 21 autobus e camion con aiuti umanitari hanno lasciato Zaporizhzhia in direzione Mariupol.
L'ospedale pediatrico bombardato e l'attacco al porto di Mykolaiv
Com'è accaduto a Mariupol, i russi hanno bombardato un altro ospedale pediatrico, questa volta a Severdonetsk, nella regione di Luhansk. È il Kiev Independent a farlo sapere. Stando al Servizio statale di emergenza ucraino, ripreso dal quotidiano, il tetto dell'ospedale ha preso fuoco e sette bambini, insieme con 15 adulti, sono stati evacuati. Sotto attacco anche Mykolaiv, 130 chilometri a nord-est di Odessa. Lì le truppe russe hanno sparato contro il porto: "L'infrastruttura è stata gravemente danneggiata. Secondo le prime informazioni, non ci sono vittime", ha sostenuto l'amministrazione dei porti marittimi dell'Ucraina su Facebook, ripresa da Ukrinform.
Solo 24 ore prima Mykolaiv aveva subito gravi attacchi aerei dall'aviazione russa. L'hotel, l'ospedale, diverse case e una stazione di servizio sono stati danneggiati, tre persone sono morte e una è rimasta ferita. "Non cederemo ai russi nonostante i bombardamenti siano incessanti", ha detto il sindaco della città Olexander Syenkevtch all'emittente televisiva Bfmtv. "Dobbiamo resistere. Non un solo chilometro quadrato del nostro Stato deve essere ceduto ai russi", ha affermato, convinto che il presidente Putin "continuerà la sua operazione per prendere tutta l'Ucraina".
Rapiti oltre duemila bambini. Dieci ospedali completamente distrutti
Le forze russe hanno "rapito" 2.389 bambini da Donetsk e Lugansk, secondo l'ambasciata Usa ripresa dal Guardian. L'ambasciata degli Stati Uniti a Kiev cita il ministero degli Esteri dell'Ucraina per dire che 2.389 bambini ucraini sono stati "rimossi illegalmente" dai territori controllati dalla Russia degli oblast di Lugansk e Donetsk e portati in Russia. Sul fronte degli ospedali, invece, 10 strutture ucraine sono state completamente distrutte dai bombardamenti. Lo ha detto il ministro della salute ucraino Viktor Lyashko alla televisione nazionale, citato dal Guardian. "Il nemico ha già bombardato 139 ospedali, le cure mediche non possono più essere fornite lì e queste strutture vanno ricostruite da zero. Questa sarà una nuova costruzione, che spero inizi il prima possibile", ha detto Lyashko. "Altri ospedali - sono le sue parole - non hanno potuto essere approvvigionati di medicine e altre forniture a causa dei combattimenti nelle vicinanze"
Gli spari sui civili in fila al supermercato, Odessa e l'ospedale israeliano
È accaduto a Severodonetsk, nella regione di Lugansk. I russi hanno fatto fuoco su persone in coda in un supermercato, provocando morti e feriti. Lo ha denunciato su Facebook il capo dell'amministrazione militare regionale Serhiy Haidai, riporta Ukrinform. "È già accaduto al supermercato di Kharkiv. Gli orchi prendono cinicamente la vita degli ucraini. La gente è venuta solo per la spesa", ha scritto Haidai.
A Odessa la contraerea ucraina è entrata in azione per poco meno di un'ora. Numerosi e ripetuti i colpi avvertiti dai giornalisti internazionali che erano a ridosso del porto. Fonti militari hanno spiegato che è stato il sistema aereo difensivo ucraino a entrare in azione. La contraerea di Odessa è considerata la migliore del Paese. L'allarme è suonato attorno alle 13.20 ora locale al termine di una mattinata carica di tensione per la città sul Mar Nero. In lontananza, verso Nord, per due volte si sono sentiti dei colpi che gli abitanti della città attribuiscono alla risposta della contraerea ucraina a quelli che potrebbero essere cannoneggiamenti dal mare. Il centro di Odessa è militarmente blindato. La contraerea ucraina ha abbattuto un missile russo, hanno affermato fonti militari, secondo quanto si legge nel canale telegram Odessa Info.
Più a nord, nella città di Mostyska, a pochi chilometri dal confine con la Polonia, Israele ha aperto un ospedale da campo come annunciato dal ministero degli Esteri a Gerusalemme. La struttura si intitola 'Kochav Meir' (Stella splendente) anche in onore - hanno aggiunto i media - dell'ex premier Golda Meir, nata in Ucraina. Il centro medico - in collaborazione con il ministero della sanità e l'ospedale Sheba di Tel Aviv - sorge sul campo di una scuola elementare e dovrebbe restare aperto per il prossimo mese. Nei giorni passati circa 17 tonnellate di equipaggiamenti sono arrivate da Israele sul posto insieme a gruppi di medici.
Molinari: "Zelensky si è rivolto all'Italia come Paese cattolico, europeo, terra di accoglienza e umanità"
Il discorso di Zelensky ai parlamentari italiani e la replica di Draghi
Il presidente ucraino ha parlato per 13 minuti in collegamento con Montecitorio. L'intervento è stato seguito da una unanime standing ovation del Parlamento: un paio di minuti di applausi. Ha detto di aver sentito il Papa, che "il nostro popolo è diventato l'esercito" e citato il numero dei bambini uccisi nel conflitto: 117. "E non sarà il numero finale, purtroppo". Poi l'immagine potente di Mariupol come Genova. "Immaginate Genova. La conosco ci sono stato", ha ricordato mentre nell'aula calava il silenzio. "Dopo tutta la tragedia vissuta, ora Kiev ha bisogno di vivere nella pace, una pace continua, eterna, come deve averla Roma e qualunque città del nostro mondo. Ma a Kiev ogni giorno si sentono le sirene e cadono le bombe e i missili", ha aggiunto Zelensky.
E ancora: "Dovete fermare la crisi alimentare, le uccisioni perchè la guerra deve finire al più presto, dobbiamo proteggere le famiglie ucraine, bonificare il territorio dalle mine e ricostruire l'Ucraina dopo la guerra, con voi, insieme nell'Ue".
Il premier Draghi ha preso la palla al balzo subito dopo gli applausi rivolti a Kiev. "L'Italia è al fianco dell'Ucraina. L'Italia vuole l'Ucraina nell'Unione europea", ha detto il presidente del consiglio. "La resistenza tutti i luoghi in cui si abbatte la ferocia del presidente Putin è eroica. Oggi l'Ucraina non difende solo se stessa ma la nostra pace, libertà e sicurezza. Davanti all'inciviltà non ci giriamo dall'altra parte, siamo pronti a fare anche di più", ha assicurato Draghi.
Draghi a Zelensky: "Resistenza vostro popolo eroica. Aiutiamo l'Ucraina anche con le armi"
La telefonata con il pontefice e Macron
Zelensky ha sentito Francesco e "raccontato la difficile situazione umanitaria e il blocco dei corridoi di soccorso da parte delle truppe russe", come riferito dal suo account Twitter. "Il ruolo di mediazione della Santa Sede nel porre fine alla sofferenza umana sarebbe accolto con favore", ha aggiunto Zelensky, che ha anche "ringraziato per le preghiere per l'Ucraina e la pace".
La diplomazia non smette di lavorare. Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, "ha proseguito oggi le sue lunghe precedenti conversazioni con il presidente russo Putin, e con l'omologo ucraino Zelensky, sulle modalità di un cessate il fuoco e delle condizioni di sicurezza". Lo ha reso noto in serata l'Eliseo. "Non c'è per ora accordo - ha proseguito la presidenza francese - ma il presidente resta convinto della necessità di proseguire gli sforzi. Non c'è altra soluzione che un cessate il fuoco e negoziati sinceri della Russia con l'Ucraina. Il presidente della Repubblica resta al fianco dell'Ucraina".
L'allarme armi chimiche di Biden e lo spettro atomico
Nel 27esimo giorno di guerra l'Ucraina si è svegliata con gli allarmi delle sirene antiaeree, che hanno risuonato in 17 delle 24 regioni del Paese. E si è riaffacciata anche la paura delle armi chimiche e biologiche: le accuse russe che Kiev abbia tali armamenti "sono false" e un "chiaro segnale" che Putin "starebbe valutando di usarli entrambi" nella guerra, ha affermato il presidente americano Joe Biden. Il suo omologo russo sarebbe infatti "con le spalle al muro" e "sta preparando nuove operazioni sotto falsa bandiera", secondo il leader Usa.
Ed è tornata anche la paura per l'uso delle armi nucleari da parte della Russia. "Qui abbiamo un concetto molto chiaro di sicurezza nazionale" che prevede l'uso di armi nucleari "solo in caso di minaccia alla sua stessa esistenza": ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo alla Cnn, in una lunga intervista alla giornalista-star dell'emittente, Christiane Amanpour. Di nucleare ha parlato anche il consigliere Usa per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, dicendo che gli Usa continuano ad essere "preoccupati" riguardo allo "spettro" di un attacco nucleare, evocato dal presidente russo Putin nei primi giorni dell'invasione dell'Ucraina, ma in base alle "analisi attuali" non intendono "modificare" la propria posizione sulla deterrenza nucleare. "Ci consulteremo con i nostri alleati sula questione" e sull'eventuale "risposta", ha aggiunto Sullivan, in riferimento agli incontri che il presidente Joe Biden avrà in Europa con gli alleati della Nato e dell'Unione europea.