"Armi chimiche al fosforo bianco usate a Irpin e a Lugansk": le accuse degli ucraini contro Mosca
di Paolo Brera , di Paolo BreraROMA – I civili ucraini, che da un mese cercano di sopravvivere alla follia della guerra, hanno un nuovo incubo da affrontare: le micidiali bombe al fosforo che secondo le autorità ucraine sarebbero state utilizzate negli ultimi due giorni sia nel Donbass che nella regione di Kiev. Al momento non ci sono verifiche indipendenti.
Secondo il responsabile della regione di Lugansk, Serhiy Gaidai, la scorsa notte i russi hanno usato bombe al fosforo per decuplicare gli effetti devastanti dei loro attacchi,che hanno provocato quattro morti accertati. Ma “il numero delle vittime potrebbe essere molto più alto”, ha detto Gaidai in un messaggio pubblicato su Facebook. In zona di combattimento la ricognizione delle aree colpite, dei danni e delle vittime è essa stessa pericolosa, e richiede tempo.
Le bombe sarebbero piovute dal cielo con attacchi missilistici, non con l’artiglieria pesante. Secondo Gaidai, nelle ultime 24 ore sono stati danneg…
ROMA – I civili ucraini, che da un mese cercano di sopravvivere alla follia della guerra, hanno un nuovo incubo da affrontare: le micidiali bombe al fosforo che secondo le autorità ucraine sarebbero state utilizzate negli ultimi due giorni sia nel Donbass che nella regione di Kiev. Al momento non ci sono verifiche indipendenti.
Secondo il responsabile della regione di Lugansk, Serhiy Gaidai, la scorsa notte i russi hanno usato bombe al fosforo per decuplicare gli effetti devastanti dei loro attacchi,che hanno provocato quattro morti accertati. Ma “il numero delle vittime potrebbe essere molto più alto”, ha detto Gaidai in un messaggio pubblicato su Facebook. In zona di combattimento la ricognizione delle aree colpite, dei danni e delle vittime è essa stessa pericolosa, e richiede tempo.
Le bombe sarebbero piovute dal cielo con attacchi missilistici, non con l’artiglieria pesante. Secondo Gaidai, nelle ultime 24 ore sono stati danneggiati o distrutti 31 edifici, comprese 23 case, e ci sono stati attacchi contro le località di Kreminna, Lysychansk, Novodruzhesk, Rubizhne e Severodonetsk. "La situazione a Rubizhne è molto difficile a causa dei combattimenti attivi in città", ha detto, aggiungendo che i russi "hanno iniziato a usare armi pensanti" e specificando che le "forze aeree russe hanno iniziato a sganciare bombe al fosforo su Rubizhne".
Analoghe denunce erano arrivate due giorni fa dai dintorni di Kiev: la Russia avrebbe usato munizioni al fosforo bianco a Hostomel e Irpin. Il sindaco di Irpin, Oleksandr Markushin, ha detto al The Kyiv Independent che “le forze russe hanno preso di mira le città satellite di Kiev con bombe al fosforo la notte del 22 marzo”, ricordando che “l'uso di tali armi contro i civili è vietato dalle Convenzioni di Ginevra”.
Ci sarebbe poi un terzo avvistamento dell’arma letale che brucia abiti e carne viva penetrando in profondità. Il vice capo della polizia di Kiev ha diffuso un video accusando la Russia di avere usato munizioni al fosforo anche nella città di Kramatorsk, il capoluogo del Donbass controllato dagli ucraini.
Nulla di nuovo sotto al sole, purtroppo. Non esiste guerra recente o lontana in cui le bombe al fosforo non siano state usate. Non troppo lontano dall’Ucraina, l’ultima volta sono comparse nel 2020 nel conflitto in Nagorno-Karabakh, con accuse reciproche tra esercito armeno e azeri. In Siria sono state utilizzate largamente e da tutti: tanto dai russi quanto dagli americani – che le avevano già usate in Vietnam e in Iraq - e dai turchi.
I russi non sono certo alle prime armi, con il fosforo: in Cecenia, guarda caso, le hanno utilizzate quando si sono accorti di non riuscire a conseguire una vittoria rapida come auspicavano, per portare a casa il risultato costi quel che costi: una situazione che pare ricalcare l’Operazione speciale lanciata in Ucraina a suon di bombe e avanzate sanguinose, difficili e spesso respinte. Le usò persino l’Italia, tanti anni fa in Libia e in Etiopia.
Il fosforo viene utilizzato comunemente nelle munizioni traccianti, e in quelle destinate a illuminare a giorno un’area di combattimento e a creare nuvole di fumo per proteggere i movimenti di truppe. Ma non sono queste le armi pericolose, terribili per i civili e vietate dalla Convenzione di Ginevra. Sono quelle che sfruttano la capacità del fosforo di bruciare al contatto con l’aria per infliggere danni gravissimi agli esservi viventi, potenziando l’effetto letale della deflagrazione in sé.
https://puntoitalia.online/cultura/2022/03/24/news/il_mito_kiev_dove_tutto_comincio_e_tutto_potrebbe_disfarsi-342573515/Questo tipo di uso sconfina nel campo delle armi chimiche, e sparare queste munizioni in zone abitate vuol dire togliere il velo alla bugia che si stia cercando di colpire obiettivi militari: se spari bombe al fosforo stai mirando agli esseri umani, stai colpendo per uccidere chiunque indiscriminatamente in una nuvola di fuoco.