Il viaggio di Biden in Europa per rafforzare la Nato a Est: “Minaccia chimica da Mosca”
dal nostro inviato Paolo Mastrolilli , dal nostro inviato Paolo MastrolilliBRUXELLES - Biden ripete che vuole evitare la Terza guerra mondiale, posizione saggia. Partendo per Bruxelles, però, ha detto che l’uso di armi chimiche da parte della Russia in Ucraina è «una minaccia reale», confermando che Putin potrebbe non condividere la sua preoccupazione per un conflitto globale. Per impedirlo, la Nato oggi discuterà le “linee rosse” invalicabili che provocherebbero un suo intervento. Questo per lanciare un monito di deterrenza, che tuttavia per essere credibile va accompagnato dalla determinazione ad agire.
Lo scopo politico della missione di Biden, a Bruxelles per i vertici Nato, Ue e G7, e poi in Polonia, è "dimostrare l’unità", come ha spiegato il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan. Il segretario di Stato Blinken ha accusato Mosca di aver commesso crimini di guerra. Verranno annunciate nuove sanzioni contro oltre 300 membri della Duma, mentre si studia di dirottar…
BRUXELLES - Biden ripete che vuole evitare la Terza guerra mondiale, posizione saggia. Partendo per Bruxelles, però, ha detto che l’uso di armi chimiche da parte della Russia in Ucraina è «una minaccia reale», confermando che Putin potrebbe non condividere la sua preoccupazione per un conflitto globale. Per impedirlo, la Nato oggi discuterà le “linee rosse” invalicabili che provocherebbero un suo intervento. Questo per lanciare un monito di deterrenza, che tuttavia per essere credibile va accompagnato dalla determinazione ad agire.
Lo scopo politico della missione di Biden, a Bruxelles per i vertici Nato, Ue e G7, e poi in Polonia, è "dimostrare l’unità", come ha spiegato il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan. Il segretario di Stato Blinken ha accusato Mosca di aver commesso crimini di guerra. Verranno annunciate nuove sanzioni contro oltre 300 membri della Duma, mentre si studia di dirottare i pagamenti per le forniture di gas e petrolio su un conto “escrow”. Così l’energia verso l’Europa non si fermerebbe, ma i soldi verrebbero congelati fino alla fine della guerra, impedendo a Putin di usarli per finanziarla.
Sul piano militare, Sullivan ha detto che si discuterà la "prossima fase". La prima, rapida conquista dell’Ucraina, è fallita. Ora si tratta di decidere come sostenere la resistenza, con armi più pesanti e supporto logistico, anche se la Casa Bianca continua ad escludere una no fly zone o la consegna dei Mig offerti da Varsavia.
Il segretario generale della Nato Stoltenberg ha detto che tra le forniture offerte a Kiev ci saranno anche "materiali per la protezione dagli attacchi chimici, biologici, radiologici e nucleari", mentre verrà rafforzata la presenza militare sul fianco orientale. Oggi sarà annunciato il raddoppio dei “battlegroup” in Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia, oltre a Polonia e Paesi baltici.
Il Pentagono considera l’aumento delle truppe in Europa a rotazione o permanenti, inclusa la costruzione di una base più vicina alla Russia. Gli Usa continueranno a fornire tutti gli Stinger anti aereo, Javeling anti carro e droni che possono. Hanno già dato a Kiev gli S-300 e SA-8 sovietici che avevano in magazzino, ma ora chiedono agli slovacchi di fare altrettanto in cambio dei Patriot. L’Italia ha missili contro le navi che sarebbero utili e capacità per la guerra elettronica.
Tutto ciò non basta, perché come ha detto Biden la minaccia potrebbe essere imminente, quindi verranno discusse le “linee rosse”. Una riguarda le armi chimiche, che secondo Stoltenberg "avrebbero conseguenze di vasta portata". Non ha dato dettagli, ma potrebbe significare opzioni militari. Sullivan ha detto che si discuteranno le risposte ad eventuali attacchi nucleari.
Èovvio che se fossero colpiti membri della Nato, l’Articolo 5 richiederebbe l’intervento collettivo in loro difesa, ma se l’aggressione avvenisse in Ucraina non potrebbe essere ignorata. Un’autorevole fonte con conoscenza diretta del teatro spiega che si potrebbe agire così: "In pubblico, una dichiarazione con cui la Nato avverte che la risposta alle armi atomiche o chimiche comporterebbe anche l’uso della forza. In privato, avvertire i militari russi che se le impiegheranno in Ucraina, risponderemo con le forze convenzionali per annichilire i loro reparti sul terreno. Abbiamo la capacità con missili cruise lanciati da navi e sottomarini". Il rischio sarebbe una guerra Nato-Russia, ma "i militari di Mosca non la vogliono e rifiuterebbero gli ordini di Putin".
Il professore della Boston University Laurence Kotlikoff ha scritto che le “linee rosse” dovrebbero includere attacchi all’assistenza umanitaria; l’avvicinamento ai confini di paesi Nato o la violazione del loro spazio con i droni; il danneggiamento delle centrali nucleari ucraine; minacce contro Finlandia e Moldova.
A Helsinki e Stoccolma dovremmo garantire l’ingresso immediato nella Nato, se lo volessero. In Moldova bisognerebbe iniziare a schierare forze, su sua richiesta. La no fly zone dovrebbe quanto meno essere sul tavolo come minaccia futura. Diversi europei resistono a queste proposte, la partita oggi sarà fino che punto potranno essere convinti.