Ucraina-Russia, cos'è successo oggi: la Nato si rafforza a Est, Zelensky chiede aerei e tank. Izyum contesa, missili sulla flotta russa

Occidente preoccupato per minaccia chimica e nucleare. Primo scambio di prigionieri. Kiev accusa di deportazioni, le vittime civili riconosciute dall'Onu superano quota mille. Il Papa contro il riarmo
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La Nato si rafforza, Zelensky chiede aerei e carri armati

Giornata di vertici. La Nato rafforza il suo fronte orientale: raddoppia i battaglioni a disposizione dispiegandone quattro nuovi in Slovacchia, Ungheria, Bulgaria e Romania. L'Alleanza atlantica promette nuovi invii di materiale bellico al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky: "Armi anti carro, difese anti missili e droni, che si sono dimostrati molto efficaci", dice il segretario Jens Stoltenberg. "Continueremo a sostenerlo e a sostenere il suo governo con una significativa assistenza di sicurezza per combattere contro l'aggressione russa - aggiunge il presidente Usa, Joe Biden - Siamo impegnati a identificare ulteriori apparecchiature, inclusi sistemi di difesa aerea, per aiutare l'Ucraina". Sul tavolo, però, non c'è la fornitura diretta di aerei e carri armati che il leader ucraino chiede a gran voce: "Avete almeno 20.000 carri armati. L'Ucraina ha chiesto l'uno per cento di tutti i vostri carri armati. Dateceli o vendeteceli. Ma non abbiamo una risposta chiara", invoca. "Non è possibile coinvolgere né Nato né Ue nella garanzia di una no fly zone", dice il premier italiano, Mario Draghi, da Bruxelles dove si trova a seguire i diversi vertici di queste ore convulse.

Oltre alla Nato, si riuniscono i G7. I leader dei Grandi concordano di impedire ogni transazione con la Banca centrale russa e si dicono pronti ad adottare nuove sanzioni, impegnandosi intanto lavorare per evitare che quelle già decise vengano aggirate anche con la vendita di oro da parte dell'istituzione centrale di Mosca. Biden muove già un primo passo, con nuovi provvedimenti contro 328 parlamentari della Duma russa, aziende e altri oligarchi. Nel mirino finiscono anche l'amministratore delegato di Sberbank e consigliere di Vladimir Putin, Herman Gref, il miliardario Gennady Timchenko e le sue società e 17 membri del consiglio di amministrazione di Sovcombank.

 Alla mossa di Vladimir Putin di pretendere il pagamento per le forniture di gas solo in rubli, risponde il cancelliere Olaf Scholz: "Abbiamo esaminato" la questione e per il gas esistono "contratti fissi" che specificano che i pagamenti devono essere effettuati in euro o in dollari. "Questo è quello che conta". Nel comunicato finale del G7 c'è anche un invito esplicito: "Sollecitiamo tutti i Paesi a non dare alla Russia assistenza militare o di qualsiasi altro genere". Fischiano le orecchie a Pechino. La Cina si astiene, in mattinata, dalla risoluzione umanitaria degli occidentali all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. A votare contro sono Russia, Siria, Bielorussia, Eritrea, Nord Corea: gli stessi che hanno votato contro la risoluzione del 2 marzo scorso. E Pechino accusa direttamente Stoltenberg colpevole - a suo dire - di "diffondere disinformazione" quando afferma che la Cina ha sostenuto la guerra della Russia. 

(agf)

I vertici e la minaccia di attacchi chimici. Biden: "Risponderemo"

Il tema di una possibile escalation nelle tattiche di guerra da parte di Mosca rimane ben forte sul tavolo delle cancellerie. Nel comunicato ufficiale dopo il vertice, gli alleati atlantici si impegnano a migliorare "la nostra preparazione e prontezza per le minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari". Il timore occidentale è che Mosca faccia di tutto per creare un falso incidente e agire di conseguenza. "Le accuse contro l'Ucraina sono assolutamente false e qualsiasi uso di armi chimiche cambia totalmente la natura del conflitto e avrà ampie conseguenze diffuse", dice il segretario Stoltenberg. La Casa Bianca annuncia la creazione di piani di emergenza nel caso in cui la Russia dovesse usare armi chimiche, biologiche o nucleari, e la bozza del comunicato finale del vertice G7 include anch'essa una messa in guardia a Putin sull'uso di queste armi non convenzionali. "Risponderemo all'uso di armi chimiche da parte di Mosca, la Nato risponderà", assicura Biden. Da Mosca, si ribalta la prospettiva: dice oggi che 30 laboratori utilizzati per lo sviluppo di armi biologiche sono stati localizzati in 14 siti in Ucraina. 

Un'altra guerra, cyber, viene intanto combattuta. Anonymous alza il tiro su Mosca e dall'account @YourAnonTv, riconducibile al collettivo, annuncia di aver hackerato la Banca centrale russa e di essere entrato in possesso di 35mila file, tra cui anche contratti segreti. "Saranno pubblicati nelle prossime 48 ore", scrive su Twitter. Si tratta di una delle azioni più importanti messe a punto dall'inizio di #OpRussia, la campagna con cui gli hacker hanno deciso di aprire le ostilità con Putin e tutte le istituzioni e le aziende che supportano la guerra, iniziata poche ore dopo l'invasione del 24 febbraio.

(reuters)

Il Papa e le armi

Le intenzioni di riarmo non piacciono Oltretevere. "Io mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono compromessi a spendere il 2 per cento del Pil per l'acquisto di armi come risposta a questo che sta accadendo, pazzi!", dice papa Francesco durante l'udienza al Centro Femminile Italiano. "La vera risposta non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari - afferma il Pontefice -, ma un'altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo, non facendo vedere i denti, un modo ormai globalizzato, e di impostare le relazioni internazionali".

Stallo al fronte, attacco alle navi di Putin e scambio di prigionieri

Sul terreno, intanto, la situazione rimane di stallo: le truppe russe mantengono le loro posizioni sui tre fronti dell'offensiva, senza registrare avanzamenti significativi, e proseguono il loro bombardamento delle città ucraine, con pesanti perdite fra la popolazione civile.

Fra i principali sviluppi bellici: colpite navi da sbarco anfibio russe nel porto di Berdyansk, poco distante da Mariupol e caduto nelle scorse settimane nelle mani di Mosca. Si registrano ancora colpi d'artiglieria della marina russa contro il porto di Odessa e missili sul centro di Kharkiv, la seconda città dell'Ucraina. Secondo il governatore locale, la regione è stata colpita da 44 attacchi nelle ultime 24 ore. Kiev denuncia che "la guerra ha privato parzialmente o completamente di acqua potabile i residenti di Mariupol, Mykolayiv, Kharkiv, Okhtyrka, Izyum, Makarov, Pologi, Vasylivka Orikhiv, Huliaipil, Chernihiv, Trostyanets e molti altri insediamenti".

Come riporta la Cnn, il sindaco di Chernihiv denuncia che nella città del nord del Paese il cimitero non riesce più ad accogliere i corpi delle vittime. In un video, Vladyslav Atroshenko mostra come il fumo degli incendi che non si riescono a spegnere soffochi i polmoni. Nuove immagini da Mariupol testimoniano la devastazione della città-martire, mentre arrivano anche frame da Izyum, e la devastazione è altrettanta con i corpi abbandonati per le strade. Secondo l'esercito di Mosca, Izyum è finita sotto il controllo delle sue forze e sono stati distrutti 13 sistemi di difesa vicino a Kiev; ma gli ucraini dicono che ancora si combatte. 

La vice premier ucraina, Iryna Vereshchuk, annuncia intanto il primo scambio di prigionieri tra le parti: cinquanta tra militari e civili. In una nota diffusa sui social media, parla di un oscambio tra 10 invasori catturati e altrettanti militari ucraini. 

(ansa)

Oltre mille morti civili. Profughi e deportati

Secondo l'ultimo bilancio dell'Onu, il numero accertato di civili uccisi dall'inizio dell'invasione supera la soglia dei mille e il numero reale sarebbe in realtà molto superiore. Sempre secondo le Nazioni Unite, sono ormai 3,7 milioni (su una popolazione di 44 milioni) le persone fuggite dall'Ucraina. La metà sono bambini. In Italia finora sono arrivati circa 67mila, fra i quali solo 5.000 uomini, nonché 277 minori non accompagnati.

Dal fronte ucraino arrivano altre accuse di "deportazioni" verso la Russia. Solo da Mariupol, la città martire praticamente rasa al suolo dai russi, l'esercito di Mosca ha deportato illegalmente in Russia 15mila cittadini ucraini, denuncia su Telegram il sindaco Vadim Boychenko che accusa: "Gli invasori costringono le persone già stremate dalla guerra a salire sugli autobus, li privano di passaporti e altri documenti di identità ucraini, dei cellulari. Li portano in campi di smistamento e poi in diverse città remote della Russia. Deportati come fecero i nazisti durante la Seconda guerra mondiale". Secondo il sindaco, i russi bloccano i convogli per l'evacuazione dei cittadini (oggi sono stati fermati gli autobus da Zaporozhye a Berdyansk) "solo per impedire alle persone di tornare nel territorio controllato dall'Ucraina, contro la loro volontà".