Il sindaco di Leopoli: "Più di 21 mila volontari per le guardie territoriali e accoglienza per 400 mila sfollati, così da un mese lavoriamo per resistere ai russi"
dalla nostra inviata Tonia Mastrobuoni , dalla nostra inviata Tonia Mastrobuoni“E’ un mese esatto che lottiamo per la nostra indipendenza”. Per l’anniversario nero dell’invasione russa, al media center di Leopoli compaiono fianco a fianco, il sindaco della città, Andrij Sadovyj e il responsabile regionale della Difesa militare, Maksym Kozytsky. Leopoli si è trasformata in quattro settimane “in un gigantesco hub umanitario” attraversato dal 24 febbraio ad oggi da ben quattrocentomila sfollati, sostenuto da un’enorme ondata di solidarietà. “Stiamo cercando di ricollocarli il più possibile. E intanto abbiamo spedito cinquantamila tonnellate di aiuti umanitari alle altre città ucraine” sottolinea Kozytsky. E la città ha già accolto oltre 600 orfani, provenienti dalle aree più colpite dai bombardamenti. “I volontari stanno facendo un lavoro straordinario”, osserva.
Il sindaco Sadovyi ha parlato di un “momento molto d…
“E’ un mese esatto che lottiamo per la nostra indipendenza”. Per l’anniversario nero dell’invasione russa, al media center di Leopoli compaiono fianco a fianco, il sindaco della città, Andrij Sadovyj e il responsabile regionale della Difesa militare, Maksym Kozytsky. Leopoli si è trasformata in quattro settimane “in un gigantesco hub umanitario” attraversato dal 24 febbraio ad oggi da ben quattrocentomila sfollati, sostenuto da un’enorme ondata di solidarietà. “Stiamo cercando di ricollocarli il più possibile. E intanto abbiamo spedito cinquantamila tonnellate di aiuti umanitari alle altre città ucraine” sottolinea Kozytsky. E la città ha già accolto oltre 600 orfani, provenienti dalle aree più colpite dai bombardamenti. “I volontari stanno facendo un lavoro straordinario”, osserva.
Il sindaco Sadovyi ha parlato di un “momento molto difficile”, ha ricordato il giorno della scorsa settimana in cui Leopoli ha esibito 108 passeggini in piazza per simboleggiare i bambini morti sotto le bombe russe. “Adesso dovremmo metterne 127: tanti sono i bambini uccisi dai russi”, ha scandito. “Noi ucraini chiediamo da tre settimane, senza essere ascoltati, di chiudere i cieli. Ma almeno stanno arrivando delle armi, questo è un bene”. Ad alcuni Paesi europei, come la Germania, il sindaco di Leopoli vuole mandare un messaggio molto chiaro: “Grazie al gas che l’Europa compra dalla Russia, Putin ha un miliardo di euro al giorno per fare questa guerra contro di noi. L’embargo contro il gas e il petrolio russo, per Sadovyi, “deve essere deciso subito, adesso. Sono soldi sporchi di sangue”.
A Leopoli, la paura che la guerra arrivi anche in questa parte del paese e i timori di azioni di sabotaggio russe hanno provocato nei primi giorni dell’invasione un’impennata di telefonate alla polizia e alle forze di sicurezza. “Stiamo parlando di circa 15mila segnalazioni, che adesso sono scese per fortuna a circa 1.500”. Su specifici interventi - stamane girava sui social media una notizia di un presunto sabotatore russo ucciso dagli ucraini nei pressi di Leopoli - Kozytsky non può fornire dettagli.
Leopoli, i bambini vittime della guerra: centonove passeggini vuoti in piazza
Impressionanti i numeri dei cittadini che si sono iscritti alle Guardie territoriali: circa 21.500 soltanto nell’area di Leopoli, 6.500 in città e 15mila nelle altre aree della regione. Che si aggiungono, ha sottolineato Kozytskyy, ai 30mila arruolati regolarmente nell’esercito ucraino provenienti da Leopoli e dintorni.
Il fatto che le sirene antiaeree tacciano da 36 ore, ha poi aggiunto il sindaco, Andrij Sadovyi, “non deve farci rilassare”. La guerra va avanti. Ma per il primo cittadino di Leopoli anche la vita deve continuare, nei limiti del possibile: “faccio appello alle aziende edili a riprendere il loro lavoro: avremo bisogno di costruire velocemente delle case” per gli sfollati che vorranno stabilirsi in città. “Ma sono sicuro che vinceremo questa guerra”.