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L’offensiva dei putiniani d’America

Complottisti in campo negli Stati Uniti
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NEW YORK - Le teorie complottiste russe tornano a infiammare l'estrema destra americana, come ai tempi delle elezioni di Donald Trump. Dall'invasione dell'Ucraina "a scopo difensivo" ai "laboratori di armi biologiche finanziati dagli Usa", fino alla puerpera insanguinata di Mariupol additata come "attrice", sempre più affermazioni di Mosca trovano spazio nei commenti dei conduttori più estremisti che li rilanciano in tv, nei podcast e sui social. Commentatori che rifiutano di essere definiti "putiniani", sostenendo di voler solo dare spazio alle "motivazioni degli altri". Nonostante siano le stesse figure che qualche anno fa esaltavano l'amicizia fra Trump e Putin. Gli stessi, poi concentrati a sostenere le teorie no vax. Che ora, in tempi di guerra, rilanciano le affermazioni più estreme del Cremlino, ricevendo, in cambio, la stessa cortesia.
Il più celebre è Tucker Carlson, il…
NEW YORK - Le teorie complottiste russe tornano a infiammare l'estrema destra americana, come ai tempi delle elezioni di Donald Trump. Dall'invasione dell'Ucraina "a scopo difensivo" ai "laboratori di armi biologiche finanziati dagli Usa", fino alla puerpera insanguinata di Mariupol additata come "attrice", sempre più affermazioni di Mosca trovano spazio nei commenti dei conduttori più estremisti che li rilanciano in tv, nei podcast e sui social. Commentatori che rifiutano di essere definiti "putiniani", sostenendo di voler solo dare spazio alle "motivazioni degli altri". Nonostante siano le stesse figure che qualche anno fa esaltavano l'amicizia fra Trump e Putin. Gli stessi, poi concentrati a sostenere le teorie no vax. Che ora, in tempi di guerra, rilanciano le affermazioni più estreme del Cremlino, ricevendo, in cambio, la stessa cortesia.
Il più celebre è Tucker Carlson, il commentatore politico che fin dal 2016 conduce in prima serata, sul canale conservatore Fox News, lo show che porta il suo nome. Lo stesso che un anno fa condusse, tra le polemiche, il suo programma da Budapest: elogiando più volte il premier sovranista Viktor Orbán: "L'Ungheria ha molte lezioni da dare all'America". Ebbene: quando il leader del Cremlino ha affermato che la guerra in Ucraina è "difensiva", ne ha subito - e più volte - rilanciato la posizione, definendo il governo di Kiev "fantoccio di Washington". E ha poi trasmesso ripetutamente la teoria enunciata dal ministro della Difesa russo Serghej Shojgu lo scorso 6 marzo, secondo cui, appunto, le sue truppe hanno scoperto in Ucraina tracce "di programmi per sviluppare armi biologiche finanziati dal Dipartimento di Stato americano". Affermazioni che per il presidente americano Joe Biden e il segretario di Stato Antony Blinken sono invece l'ennesima "False Flag": il modo in cui Mosca giustifica preventivamente le proprie gravi azioni a venire.
 
Carlson non è il solo: Lara Logan, anche lei di Fox, e il conduttore di podcast Joe Oltmann, noti per la loro vicinanza ai complottisti di QAnon, da settimane ripetono un altro cavallo di battaglia di Putin: la necessità di "denazificare" quell'Ucraina che pure ha un presidente ebreo, democraticamente eletto. Altro megafono dei russi è Infowars, il sito cospirazionista fondato da Alex Jones che arrivò perfino a sostenere che la strage di bambini nella scuola elementare di Sandy Hook del 2012 non è mai avvenuta. Il primo a pubblicare integralmente, il giorno dell'invasione, il discorso di Putin dove si negava l'esistenza dell'Ucraina.
 
Propaganda capace di raggiungere milioni di utenti, che viaggia su doppio binario: gli americani pubblicizzano la versione di una Russia che non ha più i suoi canali di propaganda ufficiali, costretti a chiudere in buona parte del mondo. E questi rilanciano i dibattiti dei complottisti sui forum dell'Alt Right americana, usandoli a sostegno delle loro tesi. Fomentandosi di fatto a vicenda. E pazienza se inizialmente la guerra ha colto di sorpresa i conservatori spingendoli a criticare l'intervento russo. La teoria delle armi biologiche sta già ricompattando le fila: e, dimenticate le bombe sui civili, ci si concentra sulle critiche all'amministrazione Biden.
 
Atteggiamento, nota il New York Times, dalle implicazioni ampie: capace di riesacerbare la polarizzazione politica americana in vista delle elezioni di MidTerm a novembre. D'altronde, l'alleanza fra estrema destra americana e propaganda russa, è nata proprio ai tempi delle elezioni presidenziali del 2016 che portarono Trump alla Casa Bianca, quando il Cremlino istituì l'Internet Research Agency, "professionalizzando" una disinformazione che strizzava l'occhio alla destra. Sodalizio poi proseguito con le fake news sui vaccini in piena pandemia.