F35 per la Svizzera prodotti in Italia
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoLa Svizzera farà costruire almeno 24 dei caccia F35 appena acquistati nell'impianto italiano di Cameri, che si prepara ad avere un ruolo sempre più importante nelle forniture del velivolo da combattimento più tecnologicamente avanzato al mondo. I contratti per "l'aereo invisibile" infatti continuano ad aumentare e la struttura novarese è l'unica in Europa in grado di assemblarli, permettendo le consegne più rapidamente rispetto agli stabilimenti della Lockheed. Due settimane fa anche la Germania ha deciso di comprare 35 F-35 ed è probabile che possa rivolgersi all'impianto italiano, ipotesi che viene valutata pure da Belgio, Finlandia e Polonia.
La scelta di Berna è stata annunciata ieri dopo le trattative con il governo statunitense e Leonardo, l'azienda che ha partecipato allo sviluppo del supercaccia e coordina gran parte dell'attività di Cameri. Ma un ruolo chiave è stato svolto…
La Svizzera farà costruire almeno 24 dei caccia F35 appena acquistati nell'impianto italiano di Cameri, che si prepara ad avere un ruolo sempre più importante nelle forniture del velivolo da combattimento più tecnologicamente avanzato al mondo. I contratti per "l'aereo invisibile" infatti continuano ad aumentare e la struttura novarese è l'unica in Europa in grado di assemblarli, permettendo le consegne più rapidamente rispetto agli stabilimenti della Lockheed. Due settimane fa anche la Germania ha deciso di comprare 35 F-35 ed è probabile che possa rivolgersi all'impianto italiano, ipotesi che viene valutata pure da Belgio, Finlandia e Polonia.
La scelta di Berna è stata annunciata ieri dopo le trattative con il governo statunitense e Leonardo, l'azienda che ha partecipato allo sviluppo del supercaccia e coordina gran parte dell'attività di Cameri. Ma un ruolo chiave è stato svolto dal ministero della Difesa, guidato da Lorenzo Guerini, che ha la proprietà della fabbrica piemontese, chiamata Faco e realizzata all'interno di una base dell'Aeronautica. La linea del ministero è quella di gestire la vendita di sistemi militari attraverso trattative dirette tra governi, in modo da evitare mediazioni opache. E così è stato anche in questo caso: la delegazione elvetica ha negoziato la produzione degli aerei con il generale Luciano Portolano, responsabile della Direzione Nazionale degli Armamenti.
Gli svizzeri hanno firmato un contratto per 36 F-35. I primi otto arriveranno dalla Lockheed, capofila del progetto; altri 24 sicuramente dall'Italia mentre gli ultimi 4 invece potrebbero essere assemblati dalla Ruag elvetica. Non sono state specificate le ricadute sulla fabbrica di Cameri, dove si producono già gli esemplari per l'Italia, ne sono previsti in tutto novanta, e 29 di quelli per l'Olanda. Nel 2021 ne sono stati completati 21, nonostante l'impatto della pandemia, con l'impegno di 1.100 dipendenti altamente qualificati. Ma il personale potrebbe aumentare presto, per effetto dell'accordo con Berna e dei negoziati in corso con gli altri Paesi: se venissero tutti conclusi positivamente, l'attività sarebbe triplicata.
Non solo. Procedono i lavori per allestire il centro gestito dalla Lockheed e destinato alle revisioni degli aerei, che dovrebbe garantire ricadute occupazionali per i prossimi 40 anni: attualmente sono in costruzione postazioni per riparare 16 aerei contemporaneamente. L'ambizione è quella di diventare l'unico polo per la grande manutenzione dei velivoli in servizio in Europa: statunitensi, inglesi, olandesi, danesi, belgi, norvegesi, finlandesi, tedeschi, polacchi e italiani.