Testimoni: "Sotto il teatro di Mariupol bombardato potrebbero esserci 300 morti"
dal nostro inviato Corrado Zunino , dal nostro inviato Corrado ZuninoODESSA - Lo dicono alcuni testimoni diretti: l'attacco missilistico dei russi sul teatro di arte drammatica di Mariupol, sferrato nel pomeriggio di mercoledì 16 marzo, potrebbe aver fatto trecento morti. Si temeva la strage, lì dentro infatti avevano trovato riparo tra 1.000 e 1.500 persone, ma nelle ore successive si era scoperto che diverse erano sopravvissute, grazie al basamento e ai soffitti dello "shelter" che avevano tenuto. Ora le nuove, terribili informazioni, rese pubbliche dal Comune di Mariupol su indicazioni di persone che questa mattina avrebbero visto il luogo: "I testimoni hanno informazioni che circa 300 persone sono morte. Fino alla fine, non vogliamo credere a questo orrore. Fino alla fine, vogliamo credere che tutti sono al sicuro. Ma le testimonianze di coloro che si trovavano all'interno dell'edificio al momento di questo atto terroristico dicono il contrario". Lo ha scritto il municipio sul suo account Telegram.
…
ODESSA - Lo dicono alcuni testimoni diretti: l'attacco missilistico dei russi sul teatro di arte drammatica di Mariupol, sferrato nel pomeriggio di mercoledì 16 marzo, potrebbe aver fatto trecento morti. Si temeva la strage, lì dentro infatti avevano trovato riparo tra 1.000 e 1.500 persone, ma nelle ore successive si era scoperto che diverse erano sopravvissute, grazie al basamento e ai soffitti dello "shelter" che avevano tenuto. Ora le nuove, terribili informazioni, rese pubbliche dal Comune di Mariupol su indicazioni di persone che questa mattina avrebbero visto il luogo: "I testimoni hanno informazioni che circa 300 persone sono morte. Fino alla fine, non vogliamo credere a questo orrore. Fino alla fine, vogliamo credere che tutti sono al sicuro. Ma le testimonianze di coloro che si trovavano all'interno dell'edificio al momento di questo atto terroristico dicono il contrario". Lo ha scritto il municipio sul suo account Telegram.
Il consigliere del sindaco, Pyotr Andryushchenko, dice solo che "non è ancora chiaro quante persone siano sopravvissute nella struttura, nessuno sa esattamente quante fossero entrate per mettersi in salvo".
Dopo quell'attacco, i primi testimoni avevano raccontato a Repubblica che alcune strutture avevano comunque ceduto: "Abbiamo capito che il teatro era crollato sopra di noi", disse Olga Bestalova, "l'uscita del rifugio era bloccata. Eravamo divisi in spazi diversi, senza poter sapere se gli altri avessero retto. Abbiamo comunque avvertito che stava tornando a filtrare aria: è stato chiaro che qualcuno ci stava cercando. I più anziani non sono voluti uscire perché non hanno un altro posto sotto cui ripararsi dalle bombe".
La città è l'epicentro dell'intera guerra Russia-Ucraina e in alcuni suoi distretti resistono i marines dell'esercito nazionale e ciò che resta del Battaglione Azov, si parla di un contingente totale tra 150 e 300 uomini.
Gli occupanti russi hanno sistemato il quartier generale del partito di maggioranza in Russia, "Yedinaya Rossiya" - Russia unita -, nel centro commerciale Metro e ora distribuiscono volantini di propaganda e carte Sim Phoenix, l'operatore presente dal 2014 nel Donbass.
La vicepremier Iryna Vereshchuk, responsabile delle evacuazioni dei rifugiati, nel frattempo ha spiegato che oggi sono stati accordati due corridoi umanitari: uno da Mariupol a Zaporizhzhia, per coloro che utilizzeranno mezzi propri, e un altro da Berdyansk, non lontano, dove quarantotto bus sono all'ingresso della città mentre il governo ucraino sta negoziando con l'esercito russo per farli passare.
Mariupol è una città da 400.000 abitanti completamente sventrata da un mese di guerra: si ritiene che metà dei suoi residenti siano venuti via, e molti hanno già lasciato l'Ucraina. Il ministero dei Beni culturali italiano si è fatto carico di una futura ricostruzione del suo teatro. Dalla città sono usciti anche i tre giornalisti dell'Associated Press presenti dall'inizio, tra loro il fotografo ucraino Yevgeniy Maloletka, autore degli scatti all'ospedale pediatrico di Mariupol dove sono morte quattro madri in attesa e un bambino di sei anni. L'ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, continua a mostrare dubbi su quella e altre storie, documentate dalla stessa Ap: "La Russia non sta attaccando i civili nella città ucraina di Mariupol o in altre località", ha detto oggi a Roma, "ma sta seguendo le indicazioni del presidente Vladimir Putin di colpire solo siti militari".