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Mariupol, l'ecatombe del teatro. I testimoni: "Sotto le macerie ci sono almeno 300 morti". Il sindaco: "Impossibile salvarli"

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Il racconto di chi c'era conferma le peggiori previsioni dopo il bombardamento di 10 giorni fa. “Sono stati travolti dai crolli”. Il sindaco: “In strada si combatteva”
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ODESSA - La città martire ha una nuova notizia per una disastrosa storia iniziata dieci giorni fa: nel rifugio dell'ampio Teatro di arte drammatica di Mariupol, bombardato dai russi il pomeriggio di mercoledì 16 marzo, ci sono trecento corpi senza vita. Lo ha scritto sul social Telegram l'amministrazione comunale, la tarda mattina di ieri. Il suo portavoce ora spiega: "Abbiamo sentito alcuni testimoni, là sotto sono morti in trecento".


È pomeriggio quando il consigliere del sindaco, Pyotr Andryushchenko, riceve informazioni aggiornate e prova a ricostruire: "All'interno del teatro erano scappate seicento persone per le esplosioni in centro. Quando i colpi sono piovuti proprio sulla struttura, la metà si è rifugiata sotto". Testimoni, avvalorati dal sindaco Vadym Boichenko, dicono che sono morte, forse travolte dai crolli. "Non siamo riusciti a far scattare l'evacuazione perché in strada c&#…

ODESSA - La città martire ha una nuova notizia per una disastrosa storia iniziata dieci giorni fa: nel rifugio dell'ampio Teatro di arte drammatica di Mariupol, bombardato dai russi il pomeriggio di mercoledì 16 marzo, ci sono trecento corpi senza vita. Lo ha scritto sul social Telegram l'amministrazione comunale, la tarda mattina di ieri. Il suo portavoce ora spiega: "Abbiamo sentito alcuni testimoni, là sotto sono morti in trecento".


È pomeriggio quando il consigliere del sindaco, Pyotr Andryushchenko, riceve informazioni aggiornate e prova a ricostruire: "All'interno del teatro erano scappate seicento persone per le esplosioni in centro. Quando i colpi sono piovuti proprio sulla struttura, la metà si è rifugiata sotto". Testimoni, avvalorati dal sindaco Vadym Boichenko, dicono che sono morte, forse travolte dai crolli. "Non siamo riusciti a far scattare l'evacuazione perché in strada c'era una battaglia", dice ancora il consigliere del sindaco.
Il basamento e i soffitti dello "shelter" potrebbero aver tenuto, ma il rifugio aveva spazi diversi e alcuni piloni potrebbero aver ceduto inghiottendo le persone in cerca di salvezza.

Dopo quell'attacco, i primi testimoni avevano raccontato a Repubblica: "Abbiamo capito che il teatro era crollato sopra di noi", disse allora Olga Bestalova, "l'uscita del rifugio era bloccata. Eravamo divisi in spazi diversi senza poter sapere se gli altri avessero retto". Qualcuno più giovane, forse, è riuscito ad allontanarsi, i più anziani non ci hanno neppure provato: "Non avevano un altro posto sotto cui ripararsi dalle bombe".

Ora due video girati dagli stessi residenti che avevano cercato rifugio nel teatro allungano pezzi di spiegazione. In uno si vedono persone scendere lentamente, gli zaini sulle spalle, le giacche sulle braccia, dai piani alti del teatro verso le cantine. Ci sono anche bambini. "Il missile ha colpito proprio al centro del teatro", si ascolta una voce maschile. Nel secondo video un uomo spiega di essersi salvato, e così le persone che erano con lui, ma è preoccupato "che altri possano essere sotto le macerie".

A Mariupol si continua a combattere nel centro della città, con due battaglioni ucraini che controllano pochi settori e possono contare su 150-300 uomini. Nella larga parte a loro disposizione, i russi hanno già insediato la sede del partito di maggioranza, "Russia unita", e distribuiscono sim card.

File di profughi con il loro unico trolley escono verso Berdyansk, altre persone con posizioni di rilievo vengono deportate dai russi in un campo a Rostov. La città di Mariupol, dove sono rimaste 150.000 residenti su 450.000, è un cimitero di auto sventrate mentre i palazzi, quasi tutti, sono anneriti, spaccati dai colpi. Notizie di fosse comuni ormai sono di dominio dell'Onu e documentate da riprese satellitari: ce n'è una con duecento cadaveri sepolti insieme. "Stanno uccidendo 150 civili ogni giorno", dice il vicesindaco Sergij Orlov. Una donna incinta è stata trasferita in un ospedale poi bombardato, ed è morta. A Mariupol sono ancora segregati, tra l'altro, tre italiani, residenti lì da tempo.

Il nuovo "corridoio di Danzica", che metterà in comunicazione il Donbass con la Crimea, ovvero i territori occupati prima della guerra dai russi, è stato parzialmente creato. E la caduta di Mariupol allargherà e rafforzerà questo passaggio voluto da Putin. Lo ammette lo stesso ministero della Difesa ucraino. È qui, tra l'Est e il Sud del Paese, che si concentra la guerra.

A Kharkhiv, la seconda città dell'Ucraina, un'esplosione tra le persone in fila per gli aiuti, giovedì scorso, ha fatto sei morti e quindici feriti. Un civile è morto, invece, alla periferia nord, Derachi. E a ovest, Mala Rahan, un attacco di elicotteri russi avrebbe distrutto forze amiche a terra. L'università di Kharkhiv è stata pesantemente danneggiata. L'Armata di Mosca assicura di aver preso cinque città minori nel Donetsk e in queste aree da loro occupate - ha denunciato la vicepremier ucraina Iryna Vereschuk - sono stati rapiti quattordici sindaci.

Un edificio distrutto dai bombardamenti russi a Mariupol (reuters)

Le forze di casa assicurano di aver liberato Trostyantes, al confine con la Russia. Sei missili hanno invece colpito palazzi di Vinnytsia, nell'Ovest. Ancora, tre razzi hanno volato su Odessa, almeno uno è esploso sulla spiaggia di Sanzheika. Mikhail Sakhashvili, politico ucraino-georgiano, ha scritto agli abitanti di Kharkhiv e di Mikolayv: "Il destino dell'Ucraina dipende da voi". Sono le prossime battaglie.