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Expo Dubai, il successo del padiglione di Israele: "Evento storico"

Il commissario del Padiglione Israele Elazar Cohen (a sinistra) con il presidente di Israele, la first lady e lo sceicco Nahyan bin Mubarak al Nahyan, ministro della Tolleranza  
Grande riconoscimento con un milione e mezzo di visitatori e il 75 per cento di giovani imprenditori emiratensi che si dichiarano pronti per una business partnership con i colleghi israeliani. Parla il Commissario Elazar Cohen
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È dal 27 settembre - giorno in cui Israele ha inaugurato la propria "tenda aperta" all'Expo Dubai in anteprima per le delegazioni di influencers - che il Padiglione ha attratto curiosità e interesse, grazie soprattutto a un calendario culturale ricco e variegato che ha dato la possibilità a tanti giovani artisti di farsi conoscere da un pubblico mondiale.

Con circa un milione e mezzo di visitatori e il 75 per cento di giovani imprenditori emiratensi che si dichiarano pronti per una business partnership con i colleghi israeliani, il management del Padiglione Israele emerge come uno dei più capaci di Expo Dubai. Il lavoro di squadra premia e questo approccio Israele può insegnarlo al mondo. Elazar Cohen, commissario del Padiglione Israele può dunque dirsi soddisfatto, avendo anche assistito negli ultimi mesi a decine di firme di accordi istituzionali fra Emirati Arabi e Israele.

Come riassumerebbe questa esperienza, per la prima …

È dal 27 settembre - giorno in cui Israele ha inaugurato la propria "tenda aperta" all'Expo Dubai in anteprima per le delegazioni di influencers - che il Padiglione ha attratto curiosità e interesse, grazie soprattutto a un calendario culturale ricco e variegato che ha dato la possibilità a tanti giovani artisti di farsi conoscere da un pubblico mondiale.

Con circa un milione e mezzo di visitatori e il 75 per cento di giovani imprenditori emiratensi che si dichiarano pronti per una business partnership con i colleghi israeliani, il management del Padiglione Israele emerge come uno dei più capaci di Expo Dubai. Il lavoro di squadra premia e questo approccio Israele può insegnarlo al mondo. Elazar Cohen, commissario del Padiglione Israele può dunque dirsi soddisfatto, avendo anche assistito negli ultimi mesi a decine di firme di accordi istituzionali fra Emirati Arabi e Israele.

Come riassumerebbe questa esperienza, per la prima volta in un Paese arabo?
"L'Expo di Dubai sarà da noi sempre ricordata come la nostra prima fiera in Medio Oriente e come il primo importante evento internazionale nel mondo arabo a cui Israele ha partecipato a pieno titolo. L'invito alla partecipazione di Israele in Expo ha preceduto gli Accordi Abramitici, e sono lieto che il nostro padiglione sia stato caratterizzato da "Rosh HaPina", come diciamo in ebraico, la pietra angolare delle relazioni instaurate con gli Emirati Arabi Uniti. Ciò è testimoniato dalla presenza del presidente dello Stato Ebraico Isaac Herzog, durante la festa nazionale di Israele in Expo Dubai, dalla quantità dei ministri di governo che ci hanno visitato e dai tanti accordi firmati. È stata una fiera storica, come la nostra partecipazione. Gli Emirati Arabi Uniti sono stati un pioniere globale, valicando i limiti del passato e quelli del Covid".



Quali sono state le nazionalità più entusiaste e sorprese di visitare Israele in Expo Dubai?
"Ogni visita è stata emozionante e ogni ospite è stato speciale. Siamo stati felici di ricevere nella nostra tenda aperta oltre un milione e mezzo di visitatori. Ho apprezzato la visita dì tutti quei giovani di paesi arabi che non hanno ancora rapporti diplomatici con noi. La loro curiosità, assieme al desiderio di conoscerci, mi ha dato molta speranza".

Qual è stata la risposta dei paesi del Golfo? E tra questi, quali sono i maggiori sostenitori del nuovo dialogo di pace raggiunto attraverso gli accordi di Abramo?
"Gli stati del Golfo ci hanno valutato attraverso il nostro padiglione all'Expo, hanno partecipato al ricco calendario culturale, hanno appreso delle collaborazioni esistenti fra noi e gli Emirati nei campi della medicina, dell'agricoltura, della cyber technology, dell'energia e dell'agricoltura. Si saranno chiesti: 'Perché non far parte di questa cerchia virtuosa?'. Verso il domani è il nostro motto in Aravrit, linguaggio che è una crasi tra ebraico e arabo".

Come se non bastasse la pandemia, è arrivata anche la guerra tra Russia e Ucraina. Che percezione hanno avuto i visitatori di Expo di questo nuovo scenario globale e cosa pensa personalmente?
"La nostra presenza in Expo rappresenta certamente l'opposto della guerra. Essere qui a Dubai simboleggia pace, fratellanza e desiderio di dialogo e cooperazione. Penso che la guerra in Ucraina abbia terribilmente intensificato il contrasto preesistente. I visitatori di Expo hanno dimostrato grande solidarietà per l’Ucraina e ciò è visibile nel loro padiglione tutto tappezzato di messaggi di supporto".

Cosa le ha fatto più piacere durante questa esperienza di Expo?
"Sono stato accolto a braccia aperte già durante la mia prima visita negli Emirati Arabi Uniti, tre anni e mezzo fa. È stata un'ospitalità che abbiamo potuto leggere come il desiderio di conoscerci, di collaborare: lo abbiamo anche notato dall'esposizione positiva di cui siamo stati onorati sui media locali. Sentirsi accolti in tal modo mi ha reso molto felice".