Zelensky contro Orban: "Da noi stragi di massa, devi decidere da che parte stai". La risposta: "Nuove sanzioni a Mosca contrarie agli interessi ungheresi"
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - Il secondo giorno del Consiglio europeo si apre con uno scontro durissimo. Tra il presidente ucraino Volodymr Zelensky e il presidente ungherese, Viktor Orbán. Il leader di Kiev, infatti, nel suo discorso di stanotte in videocollegamento con il summit dei 27, ha puntato esplicitamente l’indice contro Budapest accusandolo di frenare su tutte le sanzioni contro la Russia e sugli aiuti in armi verso il suo Paese. "Ungheria. Voglio fermarmi qui ed essere onesto – ha esordito Zelensky - Una volta per tutte. Devi decidere tu stessa con chi stai. Sei uno Stato sovrano". E poi ha proseguito: "Sono stato a Budapest, ho visitato il tuo lungofiume. Ho visto questo memoriale. Scarpe sulla riva del Danubio. A proposito di omicidi di massa. Ascolta, Viktor, sai cosa sta succedendo a Mariupol? Per favore, se puoi, vai al tuo lungomare. Guarda quelle scarpe. E vedrai come le uccisioni di massa possono ripetersi nel mondo di oggi. Ed è ci&ogra…
BRUXELLES - Il secondo giorno del Consiglio europeo si apre con uno scontro durissimo. Tra il presidente ucraino Volodymr Zelensky e il presidente ungherese, Viktor Orbán. Il leader di Kiev, infatti, nel suo discorso di stanotte in videocollegamento con il summit dei 27, ha puntato esplicitamente l’indice contro Budapest accusandolo di frenare su tutte le sanzioni contro la Russia e sugli aiuti in armi verso il suo Paese. "Ungheria. Voglio fermarmi qui ed essere onesto – ha esordito Zelensky - Una volta per tutte. Devi decidere tu stessa con chi stai. Sei uno Stato sovrano". E poi ha proseguito: "Sono stato a Budapest, ho visitato il tuo lungofiume. Ho visto questo memoriale. Scarpe sulla riva del Danubio. A proposito di omicidi di massa. Ascolta, Viktor, sai cosa sta succedendo a Mariupol? Per favore, se puoi, vai al tuo lungomare. Guarda quelle scarpe. E vedrai come le uccisioni di massa possono ripetersi nel mondo di oggi. Ed è ciò che la Russia sta facendo oggi. Le stesse scarpe. A Mariupol ci sono le stesse persone. Adulti e bambini. Nonni. E ce ne sono migliaia. E queste migliaia sono scomparse". Il riferimento è al memoriale della Shoah che dal 2005 si trova sulle rive del Danubio. "Ed esitate se imporre sanzioni o meno? Ed esitate se far passare le armi o no? Ed esitate se commerciare con la Russia o no? Non c'è tempo – ha incalzato l’ucraino - per esitare. È già ora di decidere. Crediamo in voi. Abbiamo bisogno del vostro supporto. Crediamo nella vostra gente. Crediamo nell'Unione Europea. E crediamo che anche la Germania sarà con noi nel momento cruciale".
In effetti Orbán da quando è scoppiata la guerra, si è presentato sistematicamente come il capo di governo più timido in difesa dell’Ucraina. Soprattutto si è mostrato come l’interlocutore europeo più vicino a Putin.
La risposta del magiaro non si è fata attendere. La richiesta di estendere le sanzioni contro la Russia all'energia "è inaccettabile, contraria agli interessi del popolo ungherese", afferma Orbán, in un video su twitter. "L'85% del gas e più del 60% del petrolio in Ungheria – fa notare - provengono dalla Russia. Saremmo noi a pagare il prezzo della guerra". Stesso discorso anche sulle armi. Per il premier ungherese, ci sono in gioco anche le prossime elezioni in cui non è scontata la sua riconferma.
Di certo, la linea di Budapest sta irritando l’Ue e anche gli Usa. E non è escluso che nelle prossime settimane, se e quando il conflitto tra Russia e Ucraina sarà finito o ridimensionato e nel caso in cui Orbán venisse confermato premier, l’Unione possa riprendere le procedure sanzionatorie – come quelle sullo stato di diritto - contro Budapest.