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Il patto tra Hezbollah e la Wagner: "800 mercenari dalla Siria combatteranno con i russi in Ucraina". Ecco lo scenario

La notizia diffusa da una tv araba e rilanciata da Novaya Gazeta: i primi 200 uomini sarebbero già atterrati a Gomel, in Bielorussia. Obiettivo è la guerra casa per casa, per spezzare la resistenza delle città occupate. Ma mancano conferme indipendenti
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Dopo i ceceni, a combattere in Ucraina tra le fila dei russi arrivano ora anche gli estremisti sciiti di Hezbollah, scelti tra i reduci dei combattimenti in Siria. I primi 200 uomini reclutati tra i battaglioni Al-Abbas e Al-Radwan sono attesi in zona di combattimento per martedì 29 marzo: sarebbero già stati trasferiti da Damasco a una base aerea militare nella regione di Gomel, in Bielorussia.

La notizia, corredata da un documento che proverebbe l’arruolamento di un giovane miliziano, è uno scoop di Al Hadath, una tv online con sede a Dubai che fa parte del mondo editoriale di Al Arabiya, il media in lingua araba più seguito al mondo. Ma a rilanciarla al di fuori del mondo arabo è stato un editoriale pubblicato venerdì 25 marzo sul quotidiano russo d’opposizione Novaya Gazeta, firmato da Wadih El Hayek.

Le informazioni riportate non hanno ricevuto alcuna conferma ufficiale ma sono estremamente dettagliate. L’arruola…

Dopo i ceceni, a combattere in Ucraina tra le fila dei russi arrivano ora anche gli estremisti sciiti di Hezbollah, scelti tra i reduci dei combattimenti in Siria. I primi 200 uomini reclutati tra i battaglioni Al-Abbas e Al-Radwan sono attesi in zona di combattimento per martedì 29 marzo: sarebbero già stati trasferiti da Damasco a una base aerea militare nella regione di Gomel, in Bielorussia.

La notizia, corredata da un documento che proverebbe l’arruolamento di un giovane miliziano, è uno scoop di Al Hadath, una tv online con sede a Dubai che fa parte del mondo editoriale di Al Arabiya, il media in lingua araba più seguito al mondo. Ma a rilanciarla al di fuori del mondo arabo è stato un editoriale pubblicato venerdì 25 marzo sul quotidiano russo d’opposizione Novaya Gazeta, firmato da Wadih El Hayek.

Le informazioni riportate non hanno ricevuto alcuna conferma ufficiale ma sono estremamente dettagliate. L’arruolamento sarebbe frutto di un accordo stipulato tra il gruppo armato sciita e la compagnia privata russa Wagner, attiva su diversi scenari internazionali tra i quali “l’operazione speciale” in Ucraina, come i russi chiamano la guerra che hanno scatenato invadendo il vicino di casa.

L’accordo sarebbe stato firmato da Alexander Kuznetsov in rappresentanza della Wagner e, per parte di Hezbollah, da “un membro anziano dell'unità di sicurezza di Naji, Hassan al-Shartouni (nome di battaglia Hajj Abu Ali)”. Prevederebbe “di inviare 800 combattenti di Hezbollah” a combattere in Ucraina “con un salario di 1.500 dollari al mese”.

Firmato l’accordo, spiega l’editoriale di Novaya Gazeta, “Hezbollah ha aperto un ufficio di reclutamento e mobilitazione nella città di Quseir, nella provincia di Homs in Siria. Questo ufficio è sotto la diretta supervisione dell'ufficiale dell'intelligence militare di Hezbollah Asaad Hamieh (nome di battaglia Haj Hadi)”.  Altri centri di reclutamento sarebbero stati aperti nelle città siriane di Aleppo, Yabrud e Sayyida-Zeynab “per mobilitare i militanti di Hezbollah di stanza in Siria”, mentre “un quarto ufficio è stato aperto in Libano, nel sobborgo meridionale di Beirut controllato da Hezbollah”.

Non ci sono prove indipendenti che la notizia sia vera, che mercenari di Hezbollah siano stati davvero reclutati per una missione in Ucraina e che addirittura siano già in Bielorussia pronti ad aggiungere sangue a questa guerra che opprime un popolo, ruba la vita degli esseri umani e sbriciola ogni segno di civiltà.

In guerra ogni notizia diffusa è un’arma, e come tale viene usata da chi fa sì che sia diffusa. Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva smentito una settimana fa in televisione la possibilità che il gruppo armato libanese prendesse parte ai combattimenti in Ucraina. Ma è anche vero che in precedenza Hezbollah aveva fieramente smentito la sua partecipazione ai conflitto in Siria, in Iraq o in Palestina, dove poi è pesantemente intervenuto.

Staremo a vedere se anche stavolta la smentita preventiva vale una conferma a posteriori. Nel frattempo, Novaya Gazeta ha pubblicato un modulo di reclutamento ricevuto da Al-Hadath, con tanto di passaporto di un combattente reclutato “per combattere in Ucraina” con nome, data di nascita, addestramento militare ed esperienza di combattimento, e la sua tessera da membro di Hezbollah allegata.

Se la notizia fosse vera e venisse confermata, fornirebbe due o tre chiavi di lettura della situazione attuale nel conflitto. La prima è che Mosca ha interesse a conquistare terreno sul campo con i combattimenti porta a porta nei centri urbani, specialità in cui i combattenti siriani sarebbe utili mentre sono del tutto insignificanti in una fase di attacchi di artiglieria pesante e missilistici. L’obiettivo potrebbe essere ancora Kiev, come farebbe pensare l’arrivo dalla Bielorussia.

La seconda è l’ennesimo segnale di debolezza e l’urgenza di ottenere un risultato da parte dei russi: Mosca ha bisogno di rigenerare con nuove forze un’avanzata che langue e rincula di fronte alla forza dell’opposizione riscontrata sul terreno, mentre ogni giorno che trascorre in uno scenario di guerra logora morale e capacità offensive di chi invade senza ottenere risultati concreti assai più di chi difende casa propria.

Hezbollah apporterebbe la sua capacità in scenari di guerra maturata nel Libano e in Iraq, nello Yemen e soprattutto in Siria, dove combatte da anni casa per casa. Sarebbero perfetti “sabotatori”, come gli ucraini chiamano le truppe russe specializzate inviate con obiettivi precisi per preparare l’ingresso in città della fanteria, tra cui i gruppi che per quattro volte hanno già tentato, senza successo, di uccidere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.