Davanti alla minaccia russa ora la Nato si riorganizza a Est: pronta una nuova base europea
dal nostro inviato Paolo Mastrolilli , dal nostro inviato Paolo MastrolilliVARSAVIA - Da Fort Trump a Fort Biden. Fonti molto autorevoli, personalmente coinvolte nella pianificazione strategica occidentale, confermano a Repubblica che l'amministrazione Usa sta considerando la costruzione di una nuova base permanente in Europa orientale. La decisione definitiva potrebbe essere presa durante il vertice Nato in programma a giugno a Madrid.
La presenza delle forze americane in Europa è salita a oltre 100mila uomini, a causa della sconsiderata invasione dell'Ucraina decisa da Putin. Il Pentagono non ha ancora stabilito se questo livello diventerà permanente, ma è arrivato alla conclusione che la postura in Europa orientale va aggiornata, comunque finisca il conflitto ora in stallo. Quindi valuta la creazione di una base nella regione, che serva nello stesso tempo da monito, deterrenza, e punto da cui arrivare velocemente su eventuali teatri di guerra, se dopo Kiev Mosca decidesse di minacciare anche qualche paese Nato.
VARSAVIA - Da Fort Trump a Fort Biden. Fonti molto autorevoli, personalmente coinvolte nella pianificazione strategica occidentale, confermano a Repubblica che l'amministrazione Usa sta considerando la costruzione di una nuova base permanente in Europa orientale. La decisione definitiva potrebbe essere presa durante il vertice Nato in programma a giugno a Madrid.
La presenza delle forze americane in Europa è salita a oltre 100mila uomini, a causa della sconsiderata invasione dell'Ucraina decisa da Putin. Il Pentagono non ha ancora stabilito se questo livello diventerà permanente, ma è arrivato alla conclusione che la postura in Europa orientale va aggiornata, comunque finisca il conflitto ora in stallo. Quindi valuta la creazione di una base nella regione, che serva nello stesso tempo da monito, deterrenza, e punto da cui arrivare velocemente su eventuali teatri di guerra, se dopo Kiev Mosca decidesse di minacciare anche qualche paese Nato.
Durante la passata amministrazione, si era discusso a lungo la possibile costruzione di "Fort Trump" in Polonia, perché Varsavia aveva anticipato le intenzioni aggressive di Putin e si sentiva minacciata. Donald aveva un'ammirazione mai ben chiarita per Vladimir, ma anche forti affinità politiche col conservatore Duda, il presidente polacco che aveva messo sul tavolo un contributo finanziario di 2 miliardi di dollari. Quindi il capo della Casa Bianca aveva accarezzato l'idea, e si era considerato di allargare la base aerea di Powidz, sulla strada da Varsavia a Poznam. Il progetto però non era mai partito.
L'invasione dell'Ucraina ha fatto salire i soldati americani in Europa a oltre 100mila uomini, soglia che non raggiungevano dal 2005, quando era in corso la "guerra al terrorismo" scatenata dopo l'11 settembre. Le forze armate Usa nel Vecchio continente hanno sempre fluttuato in base alle necessità. Nel 1945, fine della Seconda guerra mondiale, si era toccato il massimo di oltre tre milioni di uomini, ma nel 1948 erano già scesi a 128.309. Poi era cominciata la Guerra fredda, e nel 1957 erano risaliti a 450.000. Dopo il crollo dell'Urss, nel 1991, era iniziato il declino. Tra il 2001 e il 2005 c'era stata un'inversione di tendenza, risalendo a 101.000 militari per la lotta al terrorismo. Col progressivo ritiro però era ripreso il calo, a parte i 7.000 uomini inviati a rotazione in Europa orientale nel 2014, per rispondere flebilmente all'annessione russa della Crimea. Trump si era poi spinto a minacciare l'abbandono della Nato e aveva ordinato il ritiro di 9.500 soldati dalla Germania, per fare un dispetto alla cancelliera Merkel. Biden aveva congelato la mossa, ma alla fine del 2021 il Pentagono aveva rivisto la distribuzione delle forze nel mondo, giungendo alla conclusione che era adeguata.
Non è più così, a causa della minaccia di Putin. I soldati americani in Europa sono risaliti a oltre 100mila uomini, e la Nato ha appena deciso di creare quattro nuovi battlegroup da schierare in Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia, oltre a quelli già presenti in Polonia, Lettonia, Estonia e Lituania. Ora Usa e Nato valutano cosa fare nel lungo periodo. Fonti autorevoli hanno spiegato a Repubblica che il Pentagono non è ancora arrivato alla conclusione se il numero delle truppe schierate in Europa resterà quello attuale in maniera permanente, quando l'invasione dell'Ucraina fosse sconfitta. Però considera la costruzione di una base in Europa orientale, passando quindi da Fort Trump a Fort Biden. La candidatura di Powidz potrebbe riemergere, ma Rzeszow ha svolto un ruolo fondamentale per fornire armi a Kiev e si trova a sole 60 miglia dal confine con l'Ucraina. Anche la Romania potrebbe ambire ad ospitare la base, o i Paesi baltici. Una fonte coinvolta di persona nel dossier suggerisce due basi: una per esercito e aviazione in Polonia, e una per la marina in Romania dove la città candidata sarebbe Costanza. In ogni caso, l'esatto contrario di quanto Putin puntava ad ottenere con la sua invasione.