Ucraina-Russia, cos'è successo oggi: bombardamenti ed esplosioni da est a ovest. E Biden da Varsavia avverte Putin: "Non provare a invadere la Nato"
di Paolo Brera , di Paolo BreraLa fotografia del giorno (in realtà sono decine di video postati sui social) è la protesta dei cittadini di Slavutych, una cittadina a nord di Kiev e pochi chilometri a ovest rispetto a Chernikiv massacrata dai bombardamenti e ormai semi distrutta. Slavutych, che si trova a cinque chilometri in linea d’aria dal confine bielorusso, è oggi l’emblema della fiera resistenza degli ucraini a un’invasione che detestano e respingono con tutto il coraggio delle loro mani nude, brandendo una bandiera, scendendo in piazza tutti insieme, cantando e urlando ai soldati russi “non siete i benvenuti”, e “questa è la nostra città, andatevene”.
I russi, entrati in città con i loro mezzi e con la promessa che se ne sarebbero andati presto dopo avere bonificato la città da un’eventuale presenza armata, hanno rapito il sindaco Yuri Fomichiv (poi liberato) e hanno “preso il controllo dell’osp…
La fotografia del giorno (in realtà sono decine di video postati sui social) è la protesta dei cittadini di Slavutych, una cittadina a nord di Kiev e pochi chilometri a ovest rispetto a Chernikiv massacrata dai bombardamenti e ormai semi distrutta. Slavutych, che si trova a cinque chilometri in linea d’aria dal confine bielorusso, è oggi l’emblema della fiera resistenza degli ucraini a un’invasione che detestano e respingono con tutto il coraggio delle loro mani nude, brandendo una bandiera, scendendo in piazza tutti insieme, cantando e urlando ai soldati russi “non siete i benvenuti”, e “questa è la nostra città, andatevene”.
I russi, entrati in città con i loro mezzi e con la promessa che se ne sarebbero andati presto dopo avere bonificato la città da un’eventuale presenza armata, hanno rapito il sindaco Yuri Fomichiv (poi liberato) e hanno “preso il controllo dell’ospedale cittadino”, forse sospettando che venisse usato come copertura civile a strutture militari; ma il consiglio comunale al completo si è riunito comunque, la gente non si fida dei russi è scesa in piazza con le bandiere e l’orgoglio della propria nazionalità e libertà.
Biden a Varsavia
Il presidente Usa da Varsavia attacca Putin: "Per amor di Dio, quest'uomo non può restare al potere", ha detto Biden evocando per la prima volta un cambio di regime in Russia. "Non abbiate paura - ha detto citando Wojtyla - Un dittatore che vuole ricostruire un impero non cancellerà mai l'amore della gente per la libertà", ha aggiunto il presidente Usa sottolineando che la guerra in Ucraina è "colpa di Vladimir Putin". Il Cremlino replica a stretto giro: "Non spetta a Biden decidere chi governa in Russia".
Il bilancio dell’invasione
In poco più di un mese, dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina sono state distrutte “circa 4.500 abitazioni, 100 fabbriche e centri commerciali, quattrocento scuole e 150 ospedali e strutture sanitarie”, dice il ministro dello Sviluppo ucraino, Oleksiy Chernyshov.
Tra le città più colpite c’è Chernihiv, che oggi ospita meno della metà della sua popolazione originaria. Ormai le case distrutte sono molte più di quelle che resistono, ed è ancora impossibile organizzare corridoi umanitari o evacuare i feriti. La situazione umanitaria è simile a quella di Mariupol. Il ponte pedonale è sotto fuoco incrociato costante ed è troppo pericoloso rifornire la città di cibo e del minimo essenziale per sopravvivere. Non c’è corrente elettrica e scarseggia anche l’acqua.
Il punto dei combattimenti
I bombardamenti si sono estesi ormai anche a Ovest, e Leopoli è stata colpita direttamente: ci sono almeno cinque feriti nei due attacchi di oggi. Secondo lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, nella direzione di Volyn i russi non stanno attaccando. In direzione di Polissya continuano invece a bombardare gli insediamenti ucraini. A nord non ci sono state offensive, e verso Slobozhansky i russi consolidano le posizioni. Continuano invece i bombardamenti su Kharkiv. Nella zona di Donetsk il centro focale continua a essere il tentativo russo di prendere d'assalto Mariupol, con attacchi aerei e bombardamenti di artiglieria. I russi stanno tentando di conquistare Popasna e Rubizhne, e preparano l'attacco a Severodonetsk. Ci sono stati assalti anche in direzione di Avdiivka e verso l'insediamento di Novobakhmutivka, ma sono stati respinti.
Le unità delle forze di difesa dell'Ucraina hanno respinto gli attacchi a Novomayorsky e verso Krasnohorivka, mentre nell’area di Tavriya i russi stanno consolidando le posizioni. Gli ucraini concentrano invece le forze per contrastare l'avanzata verso Kryvyi Rih e Zaporizhia e per difendere Mykolayiv e le aree di costa controllate sul mar Nero. Tra gli altri obiettivi principali, sempre secondo lo Stato maggiore ucraino, ci sono la protezione e la difesa delle infrastrutture critiche e la controffensiva nei territori occupati. Continua la battaglia nei porti, tra attacchi d’artiglieria e difesa a oltranza.
Intanto sarebbero già arrivati a Gomel, in Bielorussia, i primi duecento mercenari di Hezbollah che sarebbero stati reclutati dopo un accordo firmato tra la Wagner e l'organizzazione militare libanese. L'accordo prevederebbe, secondo fonti di stampa non ufficialmente confermate, il reclutamento di 800 persone con stipendio di 1.500 dollari al mese per combattere al fianco dei russi in Ucraina. L'obiettivo sarebbe la guerra casa per casa, nei centri urbani: una tecnica sviluppata in anni di combattimento in Siria, da dove proverrebbe la masnada di mercenari inviata in Bielorussia, e la dislocazione farebbe pensare a un utilizzo a Kiev o comunque nell'Ovest del Paese.
Anche questo, forse, insieme al vasto raggio di azione con cui continuano a operare le forze armate russe, ha convinto il presidente Usa Joe Biden a frenare sull'ipotesi, avanzata ieri dagli stessi russi, che il loro obiettivo strategico sia limitato al Donbass: "Non sono sicuro che sia cambiata la strategia dei russi", ha detto oggi Biden
Le diplomazie al lavoro
Il presidente Volodymyr Zelensky continua a premere sulla comunità internazionale e oggi è stata la volta del Qatar. Al Forum di Doha ha detto che il mondo nel XX secolo ha sviluppato una serie di strutture internazionali per garantire la giustizia ma l’Ucraina non trova giustizia da 31 giorni, puntando il dito verso l’Onu e tutte le altre strutture che “non hanno la forza sufficiente dentro di loro per restituire alle persone il valore fondamentale: la pace. Abbiamo bisogno di una vera riforma delle istituzioni internazionali, in modo che qualcuno che è 28 volte più grande di un altro non possa permettersi di aggredirlo”.
Zelensky ha ricordato che l'Ucraina è uno dei principali esportatori di grano, olio vegetale e mais che garantiscono la stabilità in molti paesi del mondo, ma “i russi minano i campi e distruggono le attrezzature. Il Qatar è fornitore affidabile e rispettabile di risorse energetiche e può contribuire a stabilizzare la situazione in Europa. Vi esorto ad aumentare la produzione di energia”.
Corridoi umanitari e profughi
Quattro i cordoni umanitari organizzati nell’area della capitale Kiev, sei nel Donbass nella regione di Lugansk. Nella regione di Donetsk, invece, continua irrisolto il nodo della salvezza dei superstiti a Mariupol, distrutta da bombardamenti incessanti. Da Mariupol a Zaporozhye è attivo un corridoio umanitario ma esclusivamente percorribile con il proprio mezzo di trasporto. Gli autobus non passano, i russi non lo consentono e per questo salta anche oggi l'evacuazione generale dei residenti di Mariupol.
"Milioni di persone stanno fuggendo dalle bombe che cadono sulle città ucraine. Stanno lasciando le loro case e le loro vite alle spalle, per mettersi in salvo in altre parti dell'Ucraina o nei Paesi vicini”, ha ricordato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e “ogni secondo, dall’inizio della guerra, un bambino ucraino diventa un rifugiato. Il mondo deve difenderli".