Kiev ottiene nuovi missili contro i jet russi
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoE’ l’ultima speranza degli ucraini per difendersi dai bombardamenti a tappeto. La Gran Bretagna ha consegnato all’esercito di Kiev i primi missili anti-aerei Starstreak, completando l’addestramento dei soldati che dovranno utilizzarli. La notizia è stata confermata dal ministro Ben Wallace. Si tratta di un’arma semplice, ma più potente degli Stinger, forniti da americani ed europei. Gli Stinger infatti arrivano al massimo a 3-4mila metri di altezza: per evitarli, i jet russi hanno alzato la quota di azione e scaricano i loro ordigni contro le città della regione orientale da oltre quattromila metri di quota, aumentando l’imprecisione degli attacchi e i danni alla popolazione civile. Invece gli Starstreak raggiungono anche settemila metri, obbligando i piloti di Mosca a rivedere le loro tattiche.
Inoltre i missili britannici hanno una testata più sofisticata e letale: nelle ultime settimane spesso le armi terr…
E’ l’ultima speranza degli ucraini per difendersi dai bombardamenti a tappeto. La Gran Bretagna ha consegnato all’esercito di Kiev i primi missili anti-aerei Starstreak, completando l’addestramento dei soldati che dovranno utilizzarli. La notizia è stata confermata dal ministro Ben Wallace. Si tratta di un’arma semplice, ma più potente degli Stinger, forniti da americani ed europei. Gli Stinger infatti arrivano al massimo a 3-4mila metri di altezza: per evitarli, i jet russi hanno alzato la quota di azione e scaricano i loro ordigni contro le città della regione orientale da oltre quattromila metri di quota, aumentando l’imprecisione degli attacchi e i danni alla popolazione civile. Invece gli Starstreak raggiungono anche settemila metri, obbligando i piloti di Mosca a rivedere le loro tattiche.
Inoltre i missili britannici hanno una testata più sofisticata e letale: nelle ultime settimane spesso le armi terra-aria portatili degli ucraini non sono riuscite a colpire i bersagli o si sono limitati a danneggiarli, senza abbatterli. Nell’arsenale del Paese invaso oltre agli Stinger ci sono versioni moderne degli Strela sovietici, prodotte dalle loro fabbriche o da quelle polacche, che però spesso vengono ingannate dagli apparati di disturbo dei velivoli russi o non sono in grado di distruggere le protezioni di carlinga e motori, poderose nei cacciabombardieri Sukhoi 25 usati per i raid nel Donbass e a Mariupol. Con gli Starstreak in prima linea anche questi jet saranno costretti a rimanere più lontani dalla zona dei combattimenti.
Al governo di Kiev queste consegne non bastano e continua a chiedere all’Occidente missili terra-aria a lungo raggio, gli unici che possono impedire agli aerei di Mosca di cominciare a bersagliare anche la regione occidentale del Paese. I sistemi S-300 - apparati d’origine sovietica aggiornati negli ultimi anni - sono sempre di meno perché sono diventati il bersaglio prioritario dei russi: almeno otto sono già stati distrutti e ne restano solo una ventina. Se il loro scudo dovesse venire meno, anche la capitale e le città più vicine al confine europeo inizierebbero a subire gli assalti dell’aviazione mentre adesso sono colpite soltanto dai missili.
La Nato sta cercando di convincere Slovacchia e Grecia a consegnare i loro S-300 all’Ucraina. Le trattative sono state avviate da oltre dieci giorni e per convincere Bratislava gli Stati Uniti hanno schierato lì una batteria dei loro Patriot, garantendo una difesa molto più efficace: una mossa interpretata come la premessa al trasferimento dei missili più preziosi per le sorti della battaglia.