Edy Ongaro, ucciso il miliziano italiano che combatteva in Donbass con le truppe separatiste filo russe
dal nostro inviato Fabio Tonacci , dal nostro inviato Fabio TonacciKHARKIV - Bozambo è morto. Edy Ongaro, detto Bozambo, miliziano italiano di 46 anni che da otto combatteva con le forze separatiste del Donbass, è rimasto ucciso ieri in una battaglia, nel villaggio di Adveedka, a nord di Donetsk. Pare sia stato colpito da una bomba a mano. La notizia è stata diffusa con un post dal Collettivo Stella Rossa Nordest, ed è stata confermata da Massimo Pin, amico di Ongaro, in contatto con esponenti della carovana antifascista che si trova nella regione. "Purtroppo è vero - dice Pin - i compagni in Donbass sono stati informati della morte di Edy da ufficiali della milizia popolare di cui faceva parte. Prima di comunicarlo abbiano informato il padre e il fratello ". Secondo il Collettivo Stella Rossa Nordest, che ha pubblicato un lungo post per annunciare il decesso di Ongaro, "si trovava in trincea con altri soldati quando è caduta una bomba a mano lanciata dal nemico. Edy si è gettato sull…
KHARKIV - Bozambo è morto. Edy Ongaro, detto Bozambo, miliziano italiano di 46 anni che da otto combatteva con le forze separatiste del Donbass, è rimasto ucciso ieri in una battaglia, nel villaggio di Adveedka, a nord di Donetsk. Pare sia stato colpito da una bomba a mano. La notizia è stata diffusa con un post dal Collettivo Stella Rossa Nordest, ed è stata confermata da Massimo Pin, amico di Ongaro, in contatto con esponenti della carovana antifascista che si trova nella regione. "Purtroppo è vero - dice Pin - i compagni in Donbass sono stati informati della morte di Edy da ufficiali della milizia popolare di cui faceva parte. Prima di comunicarlo abbiano informato il padre e il fratello ". Secondo il Collettivo Stella Rossa Nordest, che ha pubblicato un lungo post per annunciare il decesso di Ongaro, "si trovava in trincea con altri soldati quando è caduta una bomba a mano lanciata dal nemico. Edy si è gettato sull'ordigno facendo barriera col suo corpo. Si è immolato eroicamente per salvare la vita ai suoi compagni".
Ongaro era nato a Portogruaro, in provincia di Venezia, e nel 2015 era andato in Donbass dopo aver lasciato in fretta l'Italia, formalmente come ricercato. Era stato implicato in una rissa in un bar a Portogruaro dove aveva colpito il titolare del locale con un calcio all'addome e si era scagliato anche contro un carabiniere. "In Donbass ha trovato il suo riscatto, ha servito per anni nelle fila di diversi corpi delle milizie popolari del Donbass fino alla fine dei suoi giorni. Ti salutiamo Compagno Partigiano con il motto che ti era tanto caro: "Morte al fascismo, libertà al Popolo"".
Bozambo, quando è partito dall'Italia, aveva raggiunto la brigata Prizrak. "Questa resistenza, questo umano ribellarsi è giusto che ci sia", disse allora. "Ho trascorso tre anni a Barcellona e così ho approfondito la mia cultura sulla guerra civile spagnola. In Spagna molte persone hanno vinto combattendo per la libertà, la democrazia e la partecipazione. Vivo per me stesso. Finché ci sarà aria e sangue nel mio corpo credo che resterò qui in Ucraina. Mi sto già organizzando per la cittadinanza". Diceva di essere a fianco "di tutti i civili neo-russi che hanno visto l'inferno in terra". "Questo è il nostro giorno" aveva scritto quando Vladimir Putin aveva firmato in diretta tv il decreto con cui la Russia riconosceva l'indipendenza dall'Ucraina delle repubbliche del Donbass.
Attualmente ci sono otto italiani che combattono con i separatisti del Donbass e nove che, invece, lottano insieme agli ucraini contro i russi nella guerra voluta da Putin. In uno degli ultimi messaggi su Facebook risalente al 20 febbraio, quattro giorni prima dell'inizio del conflitto, Edy Ongaro scriveva: "Verrà un tempo nel quale sapremo ascoltarci mutualmente, edificheremo una società equa e senza distinzioni, dove tutto è di tutti, basata sul lavoro e sorretta dalle mani callose dei proletari. Sta a noi combattere senza tregua il mostro, stanarlo da ogni tombino. Massacrare i civili novorussi non ha mai portato fortuna a chi arrivava da ovest, subumani nazisti strumento imperialista da sempre".