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Putin sempre più solo e mal consigliato: “Ormai non parla più nemmeno ai falchi”

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Il presidente non ascolta più nessuno. Non crede nei negoziati di pace, se non per guadagnare tempo. Il suo cerchio magico è ancora più circoscritto. Così Putin dopo un mese di guerra
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Mosca. Parlare con Vladimir Putin e convincerlo a fermarsi in Ucraina? "Inutile", ripetono da giorni diverse fonti russe. Il presidente non ascolta più nessuno. Non crede nei negoziati di pace, se non per guadagnare tempo, ed è ancora convinto che sia possibile conquistare la costa del mar d'Azov e la parte di Donbass ancora sotto il controllo di Kiev. "Nessuno può insistere su niente. Possono pure andarci a chiacchierare, ragionare, ma non ha senso. Nella sua testa ha un'idea ben precisa e la propina a tutti quanti. 'Volevamo essere amici, ma ci hanno dichiarato nemici, ci hanno circondati da tutte le parti, erano pronti ad accettare l'Ucraina nella Nato e a dispiegarvi missili. Sono stati loro a provocarci e non c'era altra scelta'", ha riferito un funzionario ai vertici a Farida Rustamova, giornalista russa indipendente che ha riassunto sul suo blog un quadro degli umori nelle élite. E, in ogni caso, Putin &egr…

Mosca. Parlare con Vladimir Putin e convincerlo a fermarsi in Ucraina? "Inutile", ripetono da giorni diverse fonti russe. Il presidente non ascolta più nessuno. Non crede nei negoziati di pace, se non per guadagnare tempo, ed è ancora convinto che sia possibile conquistare la costa del mar d'Azov e la parte di Donbass ancora sotto il controllo di Kiev. "Nessuno può insistere su niente. Possono pure andarci a chiacchierare, ragionare, ma non ha senso. Nella sua testa ha un'idea ben precisa e la propina a tutti quanti. 'Volevamo essere amici, ma ci hanno dichiarato nemici, ci hanno circondati da tutte le parti, erano pronti ad accettare l'Ucraina nella Nato e a dispiegarvi missili. Sono stati loro a provocarci e non c'era altra scelta'", ha riferito un funzionario ai vertici a Farida Rustamova, giornalista russa indipendente che ha riassunto sul suo blog un quadro degli umori nelle élite. E, in ogni caso, Putin è sempre più inaccessibile.

Il suo già ristretto cerchio magico si è ulteriormente circoscritto. Anzi, ha spiegato un'altra fonte a Rustamova, "non ci sono più cerchie, tutto è stato azzerato. Ognuno è diventato attore della propria storia. Ci sono solo azioni sporadiche individuali". Lo ha detto anche Joe Biden: Putin è più "isolato" che mai.

Un tempo, nel linguaggio figurato dei politologi russi, si era soliti dire che il Cremlino avesse "molte torri": liberali e falchi, oligarchi e generali, spie e tecnocrati. Complici anche i due anni di isolamento sanitario in cui si è arroccato a causa della pandemia, Putin si è del tutto allontanato dalla cosiddetta "torre dei liberali", compresi il capo della Camera dei Conti Aleksej Kudrin e il presidente di Sberbank German Gref con cui aveva lavorato nell'ufficio del sindaco di San Pietroburgo negli Anni '90. L'ultimo incontro tra Putin e Kudrin, per altro programmato da tempo, risale ai primissimi giorni dell'offensiva russa.

L'ex ministro delle Finanze avrebbe cercato di mettere in guardia il presidente russo sulle disastrose conseguenze economiche dell'operazione, ma si sarebbe trovato davanti a un muro di gomma. Tanto che il 16 marzo ha scritto un eloquente post su Facebook: "Il mondo in cui viviamo è cambiato radicalmente. E questi cambiamenti resteranno con noi a lungo".

Gref, invece, non ha proprio provato a dissuadere Putin. Anzi ha fatto suo il "verbo" del leader su "traditori" e "patrioti" intimando ai dipendenti che volevano lavorare in remoto dall'estero di rientrare in patria o licenziarsi. Mentre la governatrice della Banca centrale, Elvira Nabiullina, pur preoccupata, ha capito che dimettersi, come avrebbe già provato a fare ben due volte, avrebbe un caro prezzo. Già lo scorso autunno, i suoi detrattori avevano diffuso un video del marito con un'altra, dandole un assaggio in classico stile sovietico kompromat dell'umiliazione che potrebbe travolgerla in caso di passi falsi. Né circolano più petizioni pacifiste.

Dopo l'entrata in vigore della "legge sulle fake news", molti appelli sono stati rimossi. Il dissenso costa. Mercoledì Putin ha espulso dal Consiglio scientifico del Consiglio di sicurezza quattro esperti che avevano firmato una lettera aperta contro le ostilità. Della "torre degli oligarchi" l'unico ad avere ancora accesso al leader è Roman Abramovich. Coinvolto non a caso nei negoziati con gli ucraini, non prova a convincerlo della bontà di una pace, ma gli prospetta solo le varie opzioni per chiudere il conflitto.

Dopo un mese di sanzioni e minacce contro le "quinte colonne", persino quella parte d'élite che un mese fa era contraria all'offensiva, si sarebbe compattata attorno al leader e coalizzata contro l'Occidente. "Dato che ci hanno sanzionato, li fotteremo", è stato uno dei tanti sfoghi raccolti da Rustamova. È la stessa "sindrome da fortezza assediata", come la chiamano i sociologi, che grazie alla propaganda ha fatto presa sui cittadini. Stando all'ultimo sondaggio di Levada, centro così indipendente da essere stato dichiarato agente straniero, il tasso di approvazione di Putin è balzato dal 71% di febbraio all'83%.

Ex agente del Kgb già schivo e malfidato, il leader del Cremlino oramai non si lascerebbe più avvicinare neppure da "falchi" come il ministro della Difesa Serghej Shoigu o il capo di Stato maggiore Valerij Gerasimov che tra l'altro, come ha confermato ieri il capo dell'intelligence britannica Jeremy Fleming, sinora lo hanno mal guidato per "paura di dirgli la verità". Putin non ha più consiglieri, solo lacché e sicofanti. Oramai esiste solo il "Putin collettivo", come lo definì Mikhail Zygar nel libro All the Kremlin's Men: una cerchia di accoliti che dicono al leader solo quello che vuole sentire. Uno dei pochi fedelissimi ammesso nella "bolla" di Putin sarebbe, stando proprio a Zygar, Jurij Kovalchuck, principale azionista di Banca Rossija e amministratore dei principali media statali. Inseparabili dall'estate 2020, "i due - sostiene Zygar - avrebbero pianificato insieme come restaurare la grandezza della Russia".