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Francia, il comizio di Macron: "Bisognerà lavorare di più come in Italia"

Macron all'Arena di Nanterre (afp)
Nel comizio alla porte di Parigi prima delle elezioni presidenziali, il capo dell'Eliseo ha ribadito che se rieletto innalzerà l'età pensionabile, ma anche la pensione minima. "A qualche ora da qui si bombarda la democrazia", ha detto, fermando però i fan quando hanno fischiato Putin. Ma il potere d'acquisto è stato il tema dominante, più della guerra e della criminalità
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PARIGI - “Ce l'abbiamo fatta”. Nel suo primo (e unico) comizio elettorale in vista del voto di domenica prossima, Emmanuel Macron rivendica i progressi ottenuti nel suo mandato, dalla riforma nell'Istruzione a quella dell'intelligence, dall'aumento della spesa per la giustizia alla lotta contro la deindustrializzazione. Il presidente-candidato, parlando per oltre tre ore nella Defense Arena, palazzetto a ovest di Parigi, ha elencato il suo programma per governare altri cinque anni. Il capo dello Stato ha confermato l'impegno a innalzare l'età pensionabile a 65 anni. È uno dei punti d'attacco dei suoi avversari politici, ad eccezione della destra che ha la stessa proposta. "Bisognerà lavorare di più, come in Italia, Spagna e Germania" ha spiegato Macron che ha tentato invano di far approvare la misura negli ultimi anni, frenato dalle proteste e poi bloccato dalla crisi sanitaria. Al tempo stesso, il leader ha…

PARIGI - “Ce l'abbiamo fatta”. Nel suo primo (e unico) comizio elettorale in vista del voto di domenica prossima, Emmanuel Macron rivendica i progressi ottenuti nel suo mandato, dalla riforma nell'Istruzione a quella dell'intelligence, dall'aumento della spesa per la giustizia alla lotta contro la deindustrializzazione. Il presidente-candidato, parlando per oltre tre ore nella Defense Arena, palazzetto a ovest di Parigi, ha elencato il suo programma per governare altri cinque anni. Il capo dello Stato ha confermato l'impegno a innalzare l'età pensionabile a 65 anni. È uno dei punti d'attacco dei suoi avversari politici, ad eccezione della destra che ha la stessa proposta. "Bisognerà lavorare di più, come in Italia, Spagna e Germania" ha spiegato Macron che ha tentato invano di far approvare la misura negli ultimi anni, frenato dalle proteste e poi bloccato dalla crisi sanitaria. Al tempo stesso, il leader ha annunciato l’aumento della pensione minima a 1.100 euro e delle agevolazioni per i lavori più usuranti.

I fischi a Putin

Favorito nei sondaggi in vista del primo turno del 10 aprile, Macron scende nell'arena dopo aver fatto una campagna in sordina, anche perché impegnato negli sforzi diplomatici per una tregua in Ucraina. "Sono felice di essere qui tra voi oggi, mentre a qualche ora da Parigi si bombarda la democrazia", ha esordito dal palco davanti a trentamila persone. Subito alcuni fischi si sono levati dalle gradinate contro la Russia ma il presidente li ha subito zittiti con la mano, aggiungendo: "Tutti i giorni ci battiamo per la pace, ma qui siamo tutti insieme e non si fischia nessuno". Lo spettro della guerra è tornato, continua. "Il mondo di pace che credevamo immortale sembra sfaldarsi” osserva Macron. "Continueremo a investire nel nostro esercito, riaffermando il legame esercito-Nazione. L'obiettivo è prepararci a una guerra che potrebbe arrivare e a nuove minacce, come quella cyber".

Il bacio di Brigitte

Volto tirato e scavato, qualche capello bianco, il leader quaratenne è segnato delle crisi attraversate, e non ancora finite. “Questi cinque anni - dice - sono stati difficili per tutti noi, tra i più sconvolgenti che abbiamo avuto in mezzo secolo". Il leader prende anche il tempo di rendere omaggio alla moglie Brigitte che lo ha seguito nel ritmo sfrenato dell'Eliseo. "Ringrazio quelli che non hanno scelto questa vita ma che mi sono vicini tutti i giorni. E in particolare lei, che è quella che mi dà di più" ha detto guardato la moglie seduta in prima fila. Brigitte ha sorriso a tutti, mormorando soltanto “Merci” e inviando con la mano un bacio a Macron che l'ha ricambiato dal palco.

 

Il nucleare

Con il conflitto ancora in corso, il fronte interno che si è aperto è quello del potere d'acquisto dei francesi, diventata la priorità numero uno dei francesi, davanti all'immigrazione e alla sicurezza. Macron ha ripetuto le tante misure adottate dal governo, durante la crisi sanitaria e nelle ultime settimane, ma ha annunciato nuovi aiuti, con un premio per i lavoratori dipendenti fino a 6mila euro entro l'estate. Anche sulla crisi energetica, il capo di Stato ha insistito sulla scelta di mantenere e sviluppare il nucleare: sei nuovi reattori dovrebbero entrare in funzione a partire dal 2035, all'interno di centrali che sono già in attività. Il presidente-candidato conferma anche l'impegno per la neutralità di emissioni Co2 entro il 2050 e difende altre misure in favore dell'ecologia anche se un gruppo di attivisti è riuscito a entrare nel palazzetto e issare per qualche secondo uno striscione “Criminel climatique”.

Nel lungo comizio c'è spazio per la marsigliese, intonato quando il capo dello Stato ricorda il professore Samuel Paty ucciso da un jihadista. A pochi giorni dall’appuntamento con le urne, i militanti intonano cori per invocare un “bis” all’Eliseo. Negli ultimi vent’anni nessun presidente in carica è stato rieletto. Macron potrebbe essere l’eccezione. Per il primo turno è al primo posto con il 26% delle preferenze, davanti a Le Pen (21%) e Mélenchon (15%). In vista del ballottaggio del 24 aprile i sondaggi lo danno ancora Macron contro la leader dell’estrema destra, come nel 2017, ma con un punteggio molto più stretto che non mette al riparo dal margine di errore. Ieri un nuovo sondaggio d'opinione di Elabe dava il capo dello Stato vincitore con 53% contro il 47% di Le Pen. 

Macron avverte i suoi sostenitori. “Niente è impossibile”, dice a proposito di un'eventaule vittoria dell'estrema destra, ricordando che i sondaggi non avevano previsto l’ascesa di Trump e il Brexit. “Ci siamo abituati ai discorso di odio”, commenta, chiedendo ai militanti una “grande mobilitazione” per andare a cercare nuovi voti. L'incognita dell'astensionismo pesa come non mai. Fino a domenica prossima il leader continuerà a essere il bersaglio numero uno degli altri undici candidati.

L'ultimo veleno contro di lui è il rapporto di una commissione d'inchiesta del Senato che ha scoperchiato i fondi versati dal governo a società di consulenza straniere come McKinsey. È ovviamente un tema esplosivo in un Paese che ha cinque milioni di dipendenti pubblici e una concezione sacra del “servizio pubblico". Inoltre si è scoperto che McKinsey non ha pagato tutte le tasse in Francia. Macron si è difeso nel comizio ricordando che gli avversari politici che oggi si indignano hanno pure loro usato società di consulenze quando erano ministri o amministratori locali. E sull'evasione fiscale ha ricordato la necessità di un'azione al livello dell'Ue. I macronisti sventolano bandiere tricolori ed europee. Il leader ricorda tutto quello che è stato fatto con Bruxelles negli ultimi due anni - dal Recovery Fund all'acquisto dei vaccini - e descrive quello che l'Europa deve ancora fare per fortificarsi come “spazio di protezione e sicurezza”.