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Guerra in Ucraina. Odessa, la pioggia di missili sui porti del Sud: “Preparano l’assalto”

Londra offre artiglieria anti nave per proteggere la costa sul Mar Nero. Nuove esplosioni in territorio russo dopo il blitz ucraino su Belgorod
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ODESSA - Con il chiaroscuro di un'alba che sta sorgendo, parte un nuovo attacco su Odessa. La sua forza produttiva. Le navi da guerra russe al largo del Mar Nero lanciano in verticale un numero ampio di Kalibr, missili lunghi sei metri. Alcuni - lo sostengono le forze ucraine - vengono colpiti dalla contraerea nel loro arco verso la zona portuale, ma almeno sei prendono in pieno depositi di carburante e una raffineria petrolifera.


Siamo a nord della città e contemporaneamente vicini, appunto, al porto. Sono le sei di ieri mattina quando le scosse fanno tremare i vetri di Odessa e svegliano il centro. La guerra è tornata nel sud dell'Ucraina. Le esplosioni ora si susseguono autonomamente dentro gli enormi cilindri che bruciano carburante e il fumo nero sale per centinaia di metri, fino a diventare una sola nuvola che minaccia la seconda città del Paese. Serhii Bratchuk, lo speaker del comando militare regionale, chiede ai residenti di restare a casa, …

ODESSA - Con il chiaroscuro di un'alba che sta sorgendo, parte un nuovo attacco su Odessa. La sua forza produttiva. Le navi da guerra russe al largo del Mar Nero lanciano in verticale un numero ampio di Kalibr, missili lunghi sei metri. Alcuni - lo sostengono le forze ucraine - vengono colpiti dalla contraerea nel loro arco verso la zona portuale, ma almeno sei prendono in pieno depositi di carburante e una raffineria petrolifera.


Siamo a nord della città e contemporaneamente vicini, appunto, al porto. Sono le sei di ieri mattina quando le scosse fanno tremare i vetri di Odessa e svegliano il centro. La guerra è tornata nel sud dell'Ucraina. Le esplosioni ora si susseguono autonomamente dentro gli enormi cilindri che bruciano carburante e il fumo nero sale per centinaia di metri, fino a diventare una sola nuvola che minaccia la seconda città del Paese. Serhii Bratchuk, lo speaker del comando militare regionale, chiede ai residenti di restare a casa, di non interferire con gli interventi dei vigili del fuoco e non aprire le finestre che l'aria si sta ammalorando.

LA MAPPA DEL CONFLITTO


La nuova strategia di resistenza prevede nessuna indicazione geografica dei luoghi colpiti né immagini diffuse per almeno 24 ore, che i russi possono correggere il tiro, ma bastano pochi minuti per vedere il web invaso di colonne nere. Non ci sono morti, e questa è la notizia migliore della mattina. Non vengono comunicati neppure feriti, e ambulanze in questa domenica nascente in verità non ne girano. La notizia approda a Londra, dove un bellicoso Boris Johnson aveva già comunicato al suo governo di voler acquistare missili anti-nave per offrirli alle forze ucraine affinché possano difendersi dai mezzi incombenti nel Mar Nero (tre navi, in verità, le forze di terra ucraine le avevano affondate nei giorni scorsi).


Venerdì sera la marina russa aveva già colpito un'area portuale a 50 chilometri da Odessa e sabato l'aviazione aveva distrutto la raffineria di Kremenchuk, nel centro dell'Ucraina, la più grande del Paese, e con lei i serbatoi di carburante e lubrificanti che circondano l'impianto (provocando ustioni gravi a diversi residenti, peraltro). Le forze russe hanno concentrato spesso su obiettivi energetici la loro precisione balistica, hanno osato colpire serbatoi in funzione anche a Leopoli, ma questi ultimi attacchi somigliano a rappresaglie per la sfida di Belgorod, il deposito petrolifero russo centrato, secondo Mosca, da due elicotteri ucraini (Kiev, in verità, non ha mai rivendicato il colpo). Tra l'altro, un'esplosione si è verificata ancora ieri nel villaggio di Tomarovka, sempre nella regione di Belgorod, a 40 chilometri dal confine con l'Ucraina. Non ci sono, anche in questo caso, rivendicazioni, ma stavolta neppure accuse.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito: "I russi vogliono attaccare il nostro Est e il nostro Sud. Hanno i mezzi per aumentare la pressione, ma noi vogliamo difendere la nostra gente e i nostri bambini sapendo che da una parte non sarà facile che Putin ceda territori temporaneamente conquistati e dall'altra che la nostra unica arma è la battaglia".


Già, il Sud e le sue infrastrutture. Ieri diversi missili hanno colpito il porto di Mykolaiv, 130 chilometri a est da Odessa. C'è un morto. E così nella vicina Ochavik. Mikolayv resiste e avanza verso Cherson costituendo contemporaneamente un avamposto di ripresa territoriale e l'ultima difesa proprio per Odessa.

Il Sud dell'Ucraina, sì, è difficilmente domabile. Ieri la polizia russa ha dovuto disperdere, sparando e lanciando granate leggere, i cittadini di Cherson radunati in piazza in protesta contro l'occupazione. Diversi video mostrano feriti. Da queste città catturate, l'esercito russo vorrebbe tirar fuori un battaglione di "soldati volontari" che affiancasse truppe mercenarie russe nella seconda fase dell'offensiva. Sembra un'impresa difficile far cambiare casacca e questi ucraini, ma le cannonate di Odessa e Mykolaiv annunciano comunque una campagna d'aprile pesante.