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Nuova strage a Sacramento. Killer spara sulla movida: sei morti

Terzo caso in un mese nella città californiana. La polizia chiede aiuto per le indagini
2 minuti di lettura

NEW YORK - "Aiutateci a trovare il killer. Ogni informazione è utile. Mandateci i vostri video fatti nelle ore immediatamente precedenti e successive alla strage": l'appello del capo della polizia di Sacramento Kethy Lester rimbalza sui social, sperando nell'effetto "Chi l'ha visto?". Qualcuno - quasi certamente un uomo solo - alle 2 del mattino di sabato notte ha sparato sulla folla di ragazzi che stipavano i bar all'angolo fra la 10ma e K Street, l'area più mondana della capitale californiana, città che fra l'altro ospita la più grande comunità di ucraini d'America. Almeno 15 persone sono state colpite: i morti sono 6 e 9 i feriti.

NEW YORK - "Aiutateci a trovare il killer. Ogni informazione è utile. Mandateci i vostri video fatti nelle ore immediatamente precedenti e successive alla strage": l'appello del capo della polizia di Sacramento Kethy Lester rimbalza sui social, sperando nell'effetto "Chi l'ha visto?". Qualcuno - quasi certamente un uomo solo - alle 2 del mattino di sabato notte ha sparato sulla folla di ragazzi che stipavano i bar all'angolo fra la 10ma e K Street, l'area più mondana della capitale californiana, città che fra l'altro ospita la più grande comunità di ucraini d'America. Almeno 15 persone sono state colpite: i morti sono 6 e 9 i feriti.


In un video postato poco dopo su Facebook si vede quella che sembra una rissa scoppiata pochi istanti prima della sparatoria ma non è chiaro se gli episodi siano collegati. "È una situazione complessa", si limitano a ripetere gli agenti.

Per ora la testimonianza che più si avvicina a una descrizione dell'assassino è quella di Kelsey Schar, 18 anni, che si trovava al quarto piano del Citizen Hotel affacciato proprio su quella strada: "Ho sentito i colpi, ho guardato giù e c'era un uomo che correva sparando". Non ha capito con che tipo di arma, ma ha udito almeno 50 colpi, il che fa pensare a un fucile automatico. Le voci di altri testimoni, a loop su tutte le tv, descrivono scene drammatiche e caotiche: "Una ragazzina si lamentava per terra, coperta di sangue. Era stata colpita alle gambe e a soccorrerla sono arrivate le guardie di sicurezza di un nightclub, usando tovaglioli per fermare l'emorragia", racconta Madalyn Woodard, 17 anni. Aggiungendo: "C'era un'altra ragazza per terra, e un'amica le levava vetro dal corpo. Una voce femminile gridava e piangeva: "Hanno ucciso mia sorella"".

Kay Harris, 32 anni, parla invece di "atto senza senso. Sono stata svegliata da mia cognata. Mi ha detto che mio fratello Sergio, 38 anni, era morto. Erano in un locale chiamato El Santo".
Quella di domenica è la seconda strage in un mese in città: a fine febbraio un uomo aveva ucciso le sue tre figlie di cui aveva perso la custodia, e un'altra persona prima di suicidarsi in una chiesa. "È successo di nuovo. Assistiamo ancora una volta al dramma di una comunità sprofondata nel dolore", lamenta il governatore democratico Gavin Newsom, fra i primi a denunciare l'orrore dell'ennesima sparatoria di massa. Ma fermare quella che il presidente americano Joe Biden ha già definito più volte "epidemia di violenza causata dalle armi da fuoco" sembra impossibile.

Nel solo 2021, secondo il Gun Violence Archive ci sono stati 44.868 morti: su del 12 per cento rispetto all'anno precedente. E pensare che proprio un anno fa, il 9 aprile 2021, Biden aveva tentato una stretta sulle armi da fuoco per mantenere una delle sue principali promesse elettorali. Ma in un Paese dove circolano 393 milioni di fucili e pistole (il 42 per cento delle famiglie ne ha una) e s'invoca costantemente il secondo emendamento della Costituzione come base del diritto a possederne una, l'opposizione bipartisan a misure troppo energetiche ne aveva annacquato i provvedimenti. Glielo hanno ricordato solo due settimane fa i ragazzi di Parkland (la scuola della strage di San Valentino del 2018 che ai tempi avevano dato vita al movimento anti armi, March for our Lives) piazzando 1.100 sacchi per cadaveri sul prato davanti alla Casa Bianca fino a scrivere Toughts and Prayer, la più tipica frase di circostanza in queste tristi occasioni: "Biden ti abbiamo creduto, quando ci hai promesso che avresti agito. Non è cambiato nulla", recitava un cartello.