Egitto, un nuovo rinvio per Patrick Zaki: in aula il 21 giugno
Patrick Zaki dovrà tornare a giudizio il 21 giugno. L'udienza di oggi si è chiusa con un nuovo rinvio per lo studente egiziano dell'università di Bologna accusato di aver diffuso notizie dannose per lo Stato egiziano. Zaki ha passato ventidue mesi di detenzione: la sua vicenda giudiziaria va avanti da ventisei. E' stato arrestato il 7 febbraio 2020 di ritorno in Egitto da Bologna per una breve vacanza.
"Un rinvio annunciato", commenta con amarezza Riccardo Noury di Amnesty International, che dall'inizio segue la vicenda.
Al centro della discussione oggi in tribunale un articolo firmato da Zaki sulla condizione discriminatoria a cui sono sottoposti i cristiani copti in Egitto: articolo scritto nel 2019 e che è l’unico capo di accusa certo del caso. Diffusione di notizie false, sostiene l’accusa. Libertà di espressione basata su fatti realmente avvenuti e già noti, ribatte Hoda Nasrallah, avvocatessa dell&…
Patrick Zaki dovrà tornare a giudizio il 21 giugno. L'udienza di oggi si è chiusa con un nuovo rinvio per lo studente egiziano dell'università di Bologna accusato di aver diffuso notizie dannose per lo Stato egiziano. Zaki ha passato ventidue mesi di detenzione: la sua vicenda giudiziaria va avanti da ventisei. E' stato arrestato il 7 febbraio 2020 di ritorno in Egitto da Bologna per una breve vacanza.
"Un rinvio annunciato", commenta con amarezza Riccardo Noury di Amnesty International, che dall'inizio segue la vicenda.
Al centro della discussione oggi in tribunale un articolo firmato da Zaki sulla condizione discriminatoria a cui sono sottoposti i cristiani copti in Egitto: articolo scritto nel 2019 e che è l’unico capo di accusa certo del caso. Diffusione di notizie false, sostiene l’accusa. Libertà di espressione basata su fatti realmente avvenuti e già noti, ribatte Hoda Nasrallah, avvocatessa dell'imputato.
L'attacco informatico
Dalla scorsa notte "sto affrontando un enorme attacco informatico sui miei account di posta elettronica e social media": lo ha scritto stamattina su Twitter Zaki.
Le accuse
In ballo in questa vicenda c'è la vita di un trentenne (ventottenne al momento dell'arresto) di belle speranze che, dopo aver ottenuto una borsa di studio per l’Europa, puntava a specializzarsi in questioni di genere. E che invece ha improvvisamente interrotto gli studi, è stato arrestato, sottoposto a tortura prima e a una lunga detenzione poi e ha visto i suoi compagni di corso laurearsi senza di lui. “Sono innocente. Voglio solo tornare a studiare” ha ripetuto a più riprese Patrick in questi mesi
Il caso ha fatto di nuovo salire la tensione fra Italia ed Egitto, già alta dopo il rapimento e l’assassinio di Giulio Regeni al Cairo. E ha visto Amnesty International schierata in prima fila a difesa di Zaky così come delle centinaia di detenuti politici bloccati da anni nelle carceri egiziane in attesa di processo.