Mediterraneo, i B-52 Usa sulla flotta russa
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoIeri è stata un'altra giornata frenetica nella sfida tra Nato e Russia in corso nel Mediterraneo. Due bombardieri B-52 sono decollati dalla Gran Bretagna in direzione dei Balcani e quindi dell'Egeo: lì la coppia di B-52 ha sorvolato le posizioni della flotta russa, che ha lasciato da parecchi giorni la base siriana di Tartous per tenere sotto pressione la portaerei americana Truman e la De Gaulle francese.
I due velivoli si sono mossi prima verso Cipro, puntando verso la costa siriana. Poi hanno invertito la rotta, passando sopra Creta: si sono così materializzati negli schermi radar dell'incrociatore Maresciallo Ustinov, una delle navi più potenti della marina di Mosca, scortato dal caccia Kulikov e dalla fregata Kasatanov. A quel punto i B-52 si sono diretti verso lo Jonio, dove in queste ore si trova la portaerei Truman: un'area strategica perché da queste acque i cacciabombardieri F-18 Hornet possono raggiungere rapidamente i…
Ieri è stata un'altra giornata frenetica nella sfida tra Nato e Russia in corso nel Mediterraneo. Due bombardieri B-52 sono decollati dalla Gran Bretagna in direzione dei Balcani e quindi dell'Egeo: lì la coppia di B-52 ha sorvolato le posizioni della flotta russa, che ha lasciato da parecchi giorni la base siriana di Tartous per tenere sotto pressione la portaerei americana Truman e la De Gaulle francese.
I due velivoli si sono mossi prima verso Cipro, puntando verso la costa siriana. Poi hanno invertito la rotta, passando sopra Creta: si sono così materializzati negli schermi radar dell'incrociatore Maresciallo Ustinov, una delle navi più potenti della marina di Mosca, scortato dal caccia Kulikov e dalla fregata Kasatanov. A quel punto i B-52 si sono diretti verso lo Jonio, dove in queste ore si trova la portaerei Truman: un'area strategica perché da queste acque i cacciabombardieri F-18 Hornet possono raggiungere rapidamente il Mar Nero e il fronte navale della guerra.
E nello Jonio sono stati i radar dell'incrociatore Varyag, l'ammiraglia russa del Pacifico trasferita nel Mediterraneo a inizio febbraio per la crisi ucraina, a visualizzare i grandi aerei americani. Stando alla ricostruzione del sito web ItalmilRadar, i B-52 sono passati a pochissima distanza dall'ultima posizione nota del Varyag, accompagnato dal caccia Tributs. Quindi i bombardieri hanno attraversato la Sicilia e parte della Sardegna - non lontano dalla portaerei francese De Gaulle -, prima di riprendere la strada dell'Inghilterra.
Nonostante quasi sessant'anni di servizio, le ultime "Fortezze volanti" restano uno strumento bellico di tutto rispetto. Possono gestire missioni molto lunghe, facendo spesso rifornimento dalle cisterne volanti, e trasportare dozzine di missili cruise: ordigni letali pure contro gli incrociatori Varyag e Maresciallo Ustinov, due veterani della Guerra Fredda ma dotati di armi e sistemi elettronici moderni. Anche se i timori più forti riguardano caccia, fregate e sottomarini che navigano insieme a loro: sono tutti equipaggiati con i missili Kalibr, gli stessi usati per colpire le città ucraine e - teoricamente - in grado di raggiungere gli obiettivi anche dal Mediterraneo.
Gran parte dell'arsenale strategico della Nato - che si tratti di bombardieri o ricognitori - fa riferimento a modelli molto datati, perché negli scorsi trent'anni l'eventualità di un conflitto con la Russia sembrava diventata anacronistica. Adesso in missione sull'Europa orientale è tornato il "Grande Vecchio" dei cieli: l'ultima versione del Lockheed U-2. Sì, proprio il leggendario aereo spia degli anni Cinquanta, quello dell'abbattimento di Gary Powers sopra la Siberia e delle attività decisive per la crisi di Cuba del 1962. Il primo decollo è avvenuto 66 anni fa, ma l'intelligence americana continua a considerarlo preziosissimo.