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Londra punta sull'energia nucleare. Johnson: "Pulita, sicura e indipendente da Putin"

 Boris Johnson oggi in visita alla nuova centrale nucleare in costruzione di Hinckley Point, in Inghilterra (reuters)
Il governo britannico presenta oggi la sua "British Energy Security Strategy". Al centro, una forte accelerazione della produzione energetica dall'atomo 
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LONDRA - È il giorno della svolta nucleare nel Regno Unito, tecnicamente detta “British Energy Security Strategy”. Ossia la nuova strategia, presentata dal governo di Boris Johnson per la sicurezza energetica del Paese, con obiettivi chiari: tagliare definitivamente ogni ponte con il rifornimento energetico della Russia, affrontare i prossimi turbolenti mesi di innalzamento dei prezzi e la volatilità dei mercati internazionali, e, in tutto questo, coniugare l'obiettivo di zero emissioni entro il 2050.

Tutto questo passa per l'energia nucleare. Che Boris Johnson ha voluto fortemente rilanciare oltremanica e che oggi ha lodato così: "Il nucleare è una fonte energetica affidabile, sicura e pulita. È cruciale per abbandonare i combustibili fossiili, inclusi il petrolio e il gas della Russia. Non possiamo continuare così, a essere dipendenti da Mosca. In questo modo, entro il 2030, il 95% della nos…

LONDRA - È il giorno della svolta nucleare nel Regno Unito, tecnicamente detta “British Energy Security Strategy”. Ossia la nuova strategia, presentata dal governo di Boris Johnson per la sicurezza energetica del Paese, con obiettivi chiari: tagliare definitivamente ogni ponte con il rifornimento energetico della Russia, affrontare i prossimi turbolenti mesi di innalzamento dei prezzi e la volatilità dei mercati internazionali, e, in tutto questo, coniugare l'obiettivo di zero emissioni entro il 2050.

Tutto questo passa per l'energia nucleare. Che Boris Johnson ha voluto fortemente rilanciare oltremanica e che oggi ha lodato così: "Il nucleare è una fonte energetica affidabile, sicura e pulita. È cruciale per abbandonare i combustibili fossiili, inclusi il petrolio e il gas della Russia. Non possiamo continuare così, a essere dipendenti da Mosca. In questo modo, entro il 2030, il 95% della nostra produzione energetica sarà a basse emissioni e creeremo 480mila nuovi posti di lavoro nel settore". Fondamentali, per questa strategia, saranno gli Small Modular Reactors, ossia piccoli reattori modulari atomici che generano circa 300 megawatt di energia.

Inoltre, il governo britannico conta di costruire fino a sette nuove centrali nucleari entro il 2050 seppur l’approvvigionamento di Londra da Mosca in questo campo sia residuale (sotto il 10% delle fonti energetiche totali). Oggi l’energia nucleare colma circa il 15% del fabbisogno totale del Regno Unito, ma presto aumenterà. Secondo Kwarteng, l’obiettivo è quasi quadruplicare la capacità energetica atomica del Paese, passando da 7 a 24 gigawatt entro il 2050. Una accelerazione tale da generare persino uno scontro all’interno del governo, con il ministro delle Finanze Rishi Sunak che aveva negato sinora 120 milioni di sterline addizionali richiesti dal primo ministro per il progetto. Poi, però, Sunak ha ceduto.

Non solo. Nel piano "British Energy Security Strategy" che verrà dettagliato oggi, sarà annunciato il ricorso sempre più massiccio a energia eolica (obiettivo 50 gigawatt entro il 2050), idrogeno (10 gigawatt entro il 2030), energia solare (quintuplicare i 14 gigawatt attuali entro il 2050) e pompe di calore (per cui verranno dedicati circa 35 milioni di euro).