Francia, Le Pen: "Se vinco farò un governo di unità nazionale"
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - In caso di vittoria all'elezione presidenziale, Marine Le Pen vuole formare un governo di unità nazionale. "Andrò a cercare politici con i quali ho lavorato ma anche persone che si uniranno a me, o prima del secondo turno, o quando avrò vinto", ha spiegato la leader del Rassemblement che secondo l'ultimo sondaggio è al 22% nelle preferenze del primo turno, in seconda posizione dietro a Emmanuel Macron, al 27%.
Il partito di Le Pen, l'ex Front National, ha finora governato tutt'al più delle medie città come Perpignan, dove è sindaco il suo ex compagno Louis Alliot, e non è mai riuscito a conquistare neanche una regione. L'idea che possa essere proiettato direttamente alla guida del Paese sembrava impossibile fino a qualche settimana fa ma nelle ultime settimane i sondaggi registrano un “momentum” per la leader di estrema destra, in ascesa in vista del voto di domenica e…
PARIGI - In caso di vittoria all'elezione presidenziale, Marine Le Pen vuole formare un governo di unità nazionale. "Andrò a cercare politici con i quali ho lavorato ma anche persone che si uniranno a me, o prima del secondo turno, o quando avrò vinto", ha spiegato la leader del Rassemblement che secondo l'ultimo sondaggio è al 22% nelle preferenze del primo turno, in seconda posizione dietro a Emmanuel Macron, al 27%.
Il partito di Le Pen, l'ex Front National, ha finora governato tutt'al più delle medie città come Perpignan, dove è sindaco il suo ex compagno Louis Alliot, e non è mai riuscito a conquistare neanche una regione. L'idea che possa essere proiettato direttamente alla guida del Paese sembrava impossibile fino a qualche settimana fa ma nelle ultime settimane i sondaggi registrano un “momentum” per la leader di estrema destra, in ascesa in vista del voto di domenica e con uno scarto ridotto a pochi punti nell'eventuale ballottaggio contro Macron.
Le Pen ha sempre rifiutato di tentare alleanze con altre formazioni, se non come nel 2017 con il piccolo partito sovranista di Nicolas Dupont Aignan. E' comunque riuscita ad accogliere qualche transfuga del partito di destra, les Républicains. E spera che la sua fase ascendente convinca altri a raggiungerla. "Il mio problema sarà quello di scegliere e non di trovare" dice a proposito di un suo futuro governo. Oltre alla destra, si proietta anche verso politici della "sinistra sovranista, che difende la reindustrializzazione, che difende la laicità e la scuola". A proposito degli effetti economici di una sua vittoria, la leader risponde: "Il mio progetto è serio, sostiene le imprese, restituisce soldi ai francesi attraverso la riduzione delle tasse, e faccio risparmi: la lotta contro l'evasione, contro l'immigrazione, la diminuzione del contributo netto all'Unione Europea". "Il catastrofismo che consiste nel dire che se Macron non viene rieletto sarà una tragedia, non funziona più". Nel suo comizio odierno, la leader del Front National è tornata anche a scagliarsi contro il velo indossato dalle donne musulmane: vuole vietarlo negli spazi pubblici e propone una multa per chi lo indosserà.
Anche Macron ha ipotizzato un governo di coalizione aperto a diverse forze politiche, in caso di sua rielezione. “Sono in favore dell'unità, dell'unione e della chiarezza” ha spiegato in un'intervista al Figaro. Domani sera si chiude la campagna elettorale e per i dodici contendenti dell'Eliseo restano poche ore per mobilitare i loro sostenitori in un momento in cui l'astensione potrebbe essere vicina o superare il record del 2002 (28,4%) e riuscire a convicere i molti indecisi, quasi un terzo dell'elettorato.