NEW YORK - L' "operazione militare speciale" potrebbe finire con l'epilogo più temuto: lo scontro diretto tra Usa e Russia. È lo scenario minacciato dall'ambasciatore di Mosca negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, che in un'intervista al magazine americano Newsweek ha messo in guardia il presidente Joe Biden: gli aiuti Nato all'Ucraina, ha detto, possono portare a un "conflitto militare diretto tra Usa e Russia". E i convogli che trasportano armi agli ucraini diventare "legittimi obiettivi" di un bombardamento da parte dei russi. Bluff o minacce concrete? Le parole di Antonov, dalla giustificazione dell'invasione per "denazificare" l'Ucraina alla negazione del massacro di Bucha, confermano il muro granitico del Cremlino e riportano alle previsioni fatte dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che aveva parlato di una guerra lunga, che potrebbe durare anni.
La tensione con la Nato…
NEW YORK - L' "operazione militare speciale" potrebbe finire con l'epilogo più temuto: lo scontro diretto tra Usa e Russia. È lo scenario minacciato dall'ambasciatore di Mosca negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, che in un'intervista al magazine americano Newsweek ha messo in guardia il presidente Joe Biden: gli aiuti Nato all'Ucraina, ha detto, possono portare a un "conflitto militare diretto tra Usa e Russia". E i convogli che trasportano armi agli ucraini diventare "legittimi obiettivi" di un bombardamento da parte dei russi. Bluff o minacce concrete? Le parole di Antonov, dalla giustificazione dell'invasione per "denazificare" l'Ucraina alla negazione del massacro di Bucha, confermano il muro granitico del Cremlino e riportano alle previsioni fatte dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che aveva parlato di una guerra lunga, che potrebbe durare anni.
La tensione con la Nato sembra arrivata a un punto di non ritorno. "L'operazione speciale in Ucraina - ha commentato Antonov - è il risultato della mancata volontà del regime di Kiev di fermare il genocidio dei russi, mentre appare ovvio il desiderio dei membri della Nato di usare il territorio di un Stato confinante per mettere un piede nello scontro con la Russia". L'inviato diplomatico ha spiegato che l'invasione del 24 febbraio ha le sue origini nella cacciata del governo filorusso per mettere un'amministrazione favorevole a stringere rapporti con l'Occidente, la Nato e l'Unione europea. "Un sanguinario colpo di Stato istigato dall'Occidente", ha ribadito, nel quale le "idee ultranazionaliste hanno preso il potere a Kiev".
Ma se questa interpretazione ribadisce solo quella portata avanti da mesi dal Cremlino, per giustificare l'invasione, è lo scenario futuro a suscitare nuove inquietudini. "Gli Stati occidentali - ha accusato - sono direttamente coinvolti negli eventi attuali nel momento in cui continuano a sostenere l'Ucraina con armi e munizioni, questo porterà a ulteriori bagni di sangue". "Il nostro avvertimento - ha aggiunto - è che queste azioni sono pericolose e provocatorie perché dirette contro il nostro Stato. Possono portare gli Stati Uniti e la Federazione russa in un sentiero di confronto diretto militare". Ogni convoglio di aiuti militari diventa un "legittimo obiettivo per le nostre forze armate".