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Il cancelliere austriaco oggi in visita da Putin per mediare sulla guerra in Ucraina. Lo scetticismo di Kiev

Nehammer vola dal presidente russo dopo aver incontrato Zelensky. Faccia a faccia alle 15. Vienna, che ha tradizionalmente rapporti stretti con Mosca, è tra i Paesi che si oppongono all'embargo su gas e petrolio
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BERLINO - Il cancelliere austriaco Karl Nehammer sarà oggi il primo leader europeo a incontrare Vladimir Putin dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. Dopo aver visto sabato il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky a Kiev, Nehammer andrà a Mosca dove cercherà di convincere Putin a "fermare la guerra" e a "garantire dei corridoi umanitari" in vista dell'attacco al Donbass, come ha fatto sapere. Ma una fonte della cancelleria aggiunge che con Putin, l'austriaco parlerà anche dei massacri di Bucha. Oggi alle 14 ci sarà il faccia a faccia, poi Nehammer dovrebbe fare una dichiarazione dall'ambasciata. 

L'incontro con il presiden…

BERLINO - Il cancelliere austriaco Karl Nehammer sarà oggi il primo leader europeo a incontrare Vladimir Putin dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina. Dopo aver visto sabato il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky a Kiev, Nehammer andrà a Mosca dove cercherà di convincere Putin a "fermare la guerra" e a "garantire dei corridoi umanitari" in vista dell'attacco al Donbass, come ha fatto sapere. Ma una fonte della cancelleria aggiunge che con Putin, l'austriaco parlerà anche dei massacri di Bucha. Oggi alle 14 ci sarà il faccia a faccia, poi Nehammer dovrebbe fare una dichiarazione dall'ambasciata. 

L'incontro con il presidente Putin è "una missione rischiosa", ma importante "per gettare ponti per dialogare", ha detto alla stampa austriaca il cancelliere Nehammer prima della sua partenza. Nehammer ha ribadito che non sarà "moralmente neutrale" e che durante l'incontro affronterà anche i "crimini di guerra" commessi in Ucraina. "Parlare non significa rinunciare alla propria posizione, anzi la illustrerò (a Putin, ndr)", ha aggiunto. Secondo il cancelliere austriaco, "tutto ciò che può essere fatto per aiutare il popolo ucraino e per fermare la guerra va fatto". Serve "diplomazia personale", ha proseguito. Gli obiettivi sono un possibile dialogo tra Zelensky e Putin, un cessate il fuoco o i corridoi umanitari. Nehammer vuole "fare di tutto per poter intraprendere passi verso la pace", anche se le possibilità di ottenere qualcosa sono scarse, ha ammesso. "'Meglio non fare nientè non è il mio approccio", ha ribadito Nehammer che vuole presentarsi come "costruttore di ponti" e "fare di tutto per fermare" la guerra: "La diplomazia telefonica da sola non
basta, le visite personali sono necessarie e bisogna sfruttare la neutralità dell'Austria".


Ma il ruolo da mediatore che l'austriaco vorrebbe ritagliarsi non convince né i baltici né gli ucraini: una fonte di Kiev ha spiegato al tabloid Bild di non capire il senso dell'incontro con Putin. Dagli uffici di Nehammer fanno sapere che il viaggio è stato concordato con la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen e con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. È appena il caso di ricordare che l'Austria, insieme alla Germania e l'Ungheria, è il Paese che si oppone all'embargo del gas e del petrolio. È considerata una "colomba" nei rapporti col Cremlino. E ieri Nehammer ha ricordato che c'è un aggressore indiscutibile, la Russia, ma che Vienna vuole favorire un negoziato anche in virtù della sua storica neutralità (iscritta nella Costituzione dal 1955).


L'Austria ha tradizionalmente rapporti stretti con Mosca, diventati ancora più stretti - anche con qualche risvolto inquietante - durante il primo governo Kurz di coalizione con la destra radicale della Fpö. Una forza politica talmente filorussa da inciampare sul più esilarante scandalo degli ultimi decenni, l'Ibizagate, dove il leader Heinz-Christian Strache si fece abbindolare da una finta ereditiera russa. E nel recente scandalo Wirecard è emerso che l'ex top manager Jan Marsalek si vantava di aver comprato il gas nervino Novachok da fonti russe.