Look sobrio pensando al ballottaggio. E Le Pen “moderata” scarica Zemmour
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais Ginori(reuters)
PARIGI - Marine Le Pen punta sulla sobrietà e si presenta nel nuovo manifesto elettorale per il secondo turno del 24 aprile in una posa che ricorda molto la foto di Emmanuel Macron scattata all'Eliseo. La leader di estrema destra è vestita con un completo scuro, un sorriso aperto, mani appoggiate su una scrivania molto semplice, con sfondo bianco. "Per tutti i francesi" è il nuovo slogan che accompagna la fotografia della leader di estrema destra, senza alcun simbolo del partito. "Mi rivolgo agli elettori di destra e di sinistra, a tutti quelli che vogliono mandare via Macron", ha spiegato Le Pen che nei sondaggi è data perdente contro il presidente-candidato ma con uno scarto di pochi punti.
Le Pen ha già annunciato che, se verrà eletta, toglierà la bandiera Ue dalla sua foto ufficiale e farà lo stesso all'ingresso di tutte le scuole. "Non ho vocazione ad essere il governatore di una regio…
PARIGI - Marine Le Pen punta sulla sobrietà e si presenta nel nuovo manifesto elettorale per il secondo turno del 24 aprile in una posa che ricorda molto la foto di Emmanuel Macron scattata all'Eliseo. La leader di estrema destra è vestita con un completo scuro, un sorriso aperto, mani appoggiate su una scrivania molto semplice, con sfondo bianco. "Per tutti i francesi" è il nuovo slogan che accompagna la fotografia della leader di estrema destra, senza alcun simbolo del partito. "Mi rivolgo agli elettori di destra e di sinistra, a tutti quelli che vogliono mandare via Macron", ha spiegato Le Pen che nei sondaggi è data perdente contro il presidente-candidato ma con uno scarto di pochi punti.
Le Pen ha già annunciato che, se verrà eletta, toglierà la bandiera Ue dalla sua foto ufficiale e farà lo stesso all'ingresso di tutte le scuole. "Non ho vocazione ad essere il governatore di una regione europea", ha spiegato la candidata sovranista. A proposito della promessa di un eventuale "governo di unità nazionale", la leader del Rassemblement National continua a tenere le carte coperte. È stata invece chiara su chi vuole escludere, annunciando ieri che non prenderà tra i suoi ministri Eric Zemmour e neppure la nipote Marion Maréchal, passata con il rivale. Maréchal - sposata con l'eurodeputato di Fratelli d'Italia Vincenzo Sofo - si è interrogata nei giorni scorsi sulle reali capacità della zia di riuscire a imporsi al ballottaggio senza alleanze a destra. La vittoria, ha avvertito Marion, "non può passare unicamente dal dialogo con la gauche popolare sovranista".
Ma nel campo lepenista il rancore per il tradimento è ancora forte. E se è vero che la candidata al ballottaggio contro Macron ha bisogno dei voti andati a Zemmour (7 per cento al primo turno) teme che la sua svolta moderata, registrata nei sondaggi, sia compromessa dalla vicinanza con l'opinionista che ancora ieri è finito sotto inchiesta per una serie di sms mandati a membri della comunità ebraica durante il silenzio elettorale. Contrariamente al 2017, Le Pen sembra escludere perfino l'ipotesi di un'alleanza con Nicolas Dupont-Aignan, l'altro candidato sovranista che ha preso 2,7 per cento dei voti domenica scorso.
Le Pen corre da sola e usa i molti appelli a votare Macron come conferma del suo essere "fuori dal sistema". Ieri il capo dello Stato ha incassato l'appoggio dell'ex presidente di destra Nicolas Sarkozy e dell'ex premier socialista Lionel Jospin. Il presidente-candidato era a Mulhouse, dove è stato forte il voto mélenchonista, mentre la sfidante è andata a Vernon, paesino della Normandia già noto per aver ospitato un collettivo di gilet gialli. Le Pen ha presentato le sue proposte per rinnovare la democrazia e l'esercizio del potere. Ha proposto di cambiare il mandato presidenziale in un settennato non rinnovabile, introdurre una quota di proporzionale in Parlamento e facilitare l'uso dei referendum.
La prima consultazione popolare che vuole organizzare, ha ribadito, sarà sull'immigrazione per cambiare la Costituzione inserendo una "priorità nazionale" ai francesi nei sussidi pubblici. Al termine della conferenza stampa, la candidata sovranista ha riconosciuto di non lasciare libero accesso ai suoi eventi ad alcuni giornalisti non graditi.
"Sono a casa mia, decido io chi far venire", ha detto, smentendo nei fatti il suo spirito democratico. Intanto, si è rifatto vivo suo padre, Jean-Marie Le Pen, convinto della vittoria della figlia. "Non solo può ma deve diventare presidente", ha detto il patriarca di 93 anni. "In caso contrario - ha aggiunto - la Francia si dissolverà".