Biden: “In Ucraina è genocidio”. La protesta di Russia e Cina
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Genocidio. Biden non torna indietro, e anche se puntualizza che la definizione tecnica spetta agli avvocati, ripete che secondo lui è chiaro cosa sta accadendo: "Putin vuole spazzare via l'idea stessa di essere ucraini". Mosca e Pechino protestano, e anche gli alleati europei frenano, ma intanto una squadra del Dipartimento di Stato guidata dall'ambasciatrice Beth Van Schaack raccoglie le prove per l'eventuale processo. Non sarà domani, insomma, ma la Casa Bianca punta a fare i conti col Cremlino anche davanti alla giustizia.
Parlando martedì in Iowa, Biden ha detto che "sto facendo tutto quanto è in mio potere per affrontare l'aumento dei prezzi di Putin. I vostri bilanci familiari non dovrebbero dipendere dalla decisione di un dittatore di dichiarare guerra e commettere un genocidio a mezzo mondo di distanza". Considerando luogo e pubblico, è ovvio che si trattasse di un messaggio politico invia…
NEW YORK - Genocidio. Biden non torna indietro, e anche se puntualizza che la definizione tecnica spetta agli avvocati, ripete che secondo lui è chiaro cosa sta accadendo: "Putin vuole spazzare via l'idea stessa di essere ucraini". Mosca e Pechino protestano, e anche gli alleati europei frenano, ma intanto una squadra del Dipartimento di Stato guidata dall'ambasciatrice Beth Van Schaack raccoglie le prove per l'eventuale processo. Non sarà domani, insomma, ma la Casa Bianca punta a fare i conti col Cremlino anche davanti alla giustizia.
Parlando martedì in Iowa, Biden ha detto che "sto facendo tutto quanto è in mio potere per affrontare l'aumento dei prezzi di Putin. I vostri bilanci familiari non dovrebbero dipendere dalla decisione di un dittatore di dichiarare guerra e commettere un genocidio a mezzo mondo di distanza". Considerando luogo e pubblico, è ovvio che si trattasse di un messaggio politico inviato agli elettori americani per contenere i danni dell'inflazione alle elezioni midterm di novembre. Dopo il discorso però i giornalisti gli hanno chiesto se ritiene davvero che in Ucraina sia in corso un genocidio, e lui ha risposto così: "Sì. Lasceremo agli avvocati decidere come qualificare il tutto a livello internazionale, ma di sicuro un genocidio è quello che sembra a me".
Zelensky ieri ha parlato con Biden dei nuovi aiuti militari da 800 milioni di dollari in arrivo, tra cui elicotteri, che Mosca minaccia di bombardare, e ha subito elogiato la sua "presa di posizione da leader". Lo stesso appoggio è arrivato dal premier canadese Trudeau. Su una linea simile si è posizionato il procuratore della Corte penale internazionale, che conduce l'inchiesta sui crimini di guerra, definendo l'Ucraina "la scena di un reato". Una nuova fossa comune è stata scoperta a Bucha, dove dalla partenza dei russi sono stati trovati 500 cadaveri. Sono 720 sommando gli altri sobborghi di Kiev. L'Osce intanto ha pubblicato un rapporto con cui accusa Mosca di aver fatto scempio della legge umanitaria internazionale, prendendo di mira i civili. Hanno frenato invece i leader francese Macron e tedesco Scholz, mentre il segretario generale dell'Onu Guterres ha commentato così: "Abbiamo espresso con chiarezza la preoccupazione per le violazioni dei diritti umani, ma lasciamo la definizione di genocidio agli organismi giudiziari".
Il portavoce del Cremlino Peskov ha protestato: "È inaccettabile che Biden lanci simili accuse". Pechino l'ha spalleggiato, rimproverando alla Casa Bianca di "alimentare le tensioni", anche se la segretaria al Tesoro Yellen ha avvertito che la futura collaborazione economica con la Cina dipenderà da come si comporterà con Mosca.
La Convenzione Onu sul genocidio lo definisce come crimini commessi "con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso". Quindi elenca i casi: "Uccidere i membri di un gruppo; provocare gravi danni fisici o mentali ai suoi membri; infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita atte a provocarne la distruzione fisica totale o parziale; imporre misure volte a prevenire le nascite; trasferire forzatamente i bambini del gruppo in un altro gruppo". Quando ciò accade, la comunità internazionale deve intervenire.
Gli Usa finora hanno dichiarato otto volte il genocidio, l'ultima per il massacro dei Rohingya a Myanmar. Quando lo fanno, la legge impone una risposta al governo, che perciò è prudente. In più Washington non fa parte della Cpi, e quindi ha limiti stabiliti dal Congresso riguardo la collaborazione che può offrire. Van Schaack è l'Ambassador-at-Large for Global Criminal Justice, e quindi il suo compito è prevenire e rispondere al genocidio. Alla Cbs ha detto che "stiamo assistendo a un modello di attacchi deliberati contro i civili. Dobbiamo concentrarci su questi, che sono chiari crimini di guerra". Quando le hanno chiesto se la colpa ricade su chi preme il grilletto, o i leader di Mosca, ha risposto così: "Francamente, tutti loro. Cerchi sempre di risalire la catena di comando di queste terribili violenze". Quindi Putin è nel mirino.