Brasile, viagra ai soldati. Bolsonaro li difende: "Serve contro l'ipertensione"
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoIl Viagra irrompe tra le spese “pazze” dello Stato e trascina in una nuova polemica politica Jair Bolsonaro. Non si capisce perché 35 mila pastiglie usate per le disfunzioni sessuali siano state distribuite ai soldati delle Forze Armate. Se l’è chiesto Elias Vaz, deputato socialista che si è messo a spulciare la sezione acquisti militari nel portale ufficiale per la trasparenza del Brasile. Qualcuno lo aveva sollecitato a guardare meglio, soprattutto alla voce apparentemente anonima “sildenafil”: è il nome generico del farmaco più famoso al mondo. Guarda e riguarda, Vaz ha fatto la scoperta. L’ha passata alla France Presse che l’ha messa in rete. E’ stata ripresa dalla stampa e dalla tv.
La questione, tra battute sarcastiche e commenti ironici, ha suscitato un ovvio vespaio. Sono fioccate le prime interrogazioni parlamentari, la magistratura contabile ha avviato un’inchiesta preli…
Il Viagra irrompe tra le spese “pazze” dello Stato e trascina in una nuova polemica politica Jair Bolsonaro. Non si capisce perché 35 mila pastiglie usate per le disfunzioni sessuali siano state distribuite ai soldati delle Forze Armate. Se l’è chiesto Elias Vaz, deputato socialista che si è messo a spulciare la sezione acquisti militari nel portale ufficiale per la trasparenza del Brasile. Qualcuno lo aveva sollecitato a guardare meglio, soprattutto alla voce apparentemente anonima “sildenafil”: è il nome generico del farmaco più famoso al mondo. Guarda e riguarda, Vaz ha fatto la scoperta. L’ha passata alla France Presse che l’ha messa in rete. E’ stata ripresa dalla stampa e dalla tv.
La questione, tra battute sarcastiche e commenti ironici, ha suscitato un ovvio vespaio. Sono fioccate le prime interrogazioni parlamentari, la magistratura contabile ha avviato un’inchiesta preliminare mentre i social si sono impadroniti del tema con altre battute, paragoni, espliciti riferimenti alla sfera erotica e alle prestazioni sessuali dei militari. Ma la bomba è esplosa quando lo stesso deputato Vaz ha annunciato una seconda scoperta. Le Forze Armate avevano acquistato anche delle protesi per pene: 60, in particolare, lunghe tra i 10 e i 15 centimetri per la discreta somma di 700 mila dollari.
Da comica la faccenda è diventata seria. Tutti hanno chiesto spiegazioni e obbligato il ministero della Difesa a chiarire. La palla è passata al presidente che ha cercato di minimizzare. Con un certo imbarazzo. Perché ha voluto farlo durante un incontro con i vertici del vasto mondo degli evangelici tra i suoi più forti sostenitori e decisivi, con il loro voto, alle prossime elezioni presidenziali alle quali Bolsonaro ha deciso di ricandidarsi. “Sono polemiche esagerate”, ha premesso davanti ai capi delle chiese che pullulano in Brasile. “È vero, ci sono stati degli acquisti, anche in numero maggiore: 30 mila per l’Esercito, 10 mila per la Marina e un numero che adesso non ricordo per l’Aeronautica. In totale si arriva a 50 mila. Ma - ha continuato – con tutto il rispetto, non è niente”.
Gli evangelici sono rimasti in silenzio. E il presidente ha aggiunto due punti a difesa dell’acquisto. Primo: è una somma irrisoria “per le truppe delle tre Forze che ricorrono a questo farmaco molto più degli inattivi e dei pensionati”. Secondo: le “Forze Armate acquistano il Viagra per combattere l’ipertensione e anche per le malattie reumatiche”. Altra tempesta di polemiche: “E’ ridicolo, così si distrugge la reputazione della nostre Forze Armate”.
Il Viagra, dunque, serve a calmare più che a eccitare, secondo Bolsonaro, anche se le indicazioni mediche del prodotto indichino esattamente il contrario. Ma tant’è. Passano gli anni e cambiano le abitudini. Se a chi, come noi, durante la leva obbligatoria si propinava il bromuro per calmare i bollenti spiriti di giovani reclute, ai moderni soldati operativi del Brasile oggi si distribuisce la magica pastiglia blu. Per placare le tensioni delle manovre. La classe castrense gode di particolari attenzioni nel paese sudamericano. Jair Bolsonaro, come ex capitano, ha sempre avuto un occhio di riguardo per le stellette. Hanno avuto aumenti di stipendio, sono stati esclusi dai tagli alle pensioni.
Non è la prima volta che le Forze Armate finiscono nel mirino delle spese “folli”. L’anno scorso ci furono polemiche per i 3,3 milioni di dollari spesi dal governo per il latte condensato, i 16 milioni in sacchetti di patatine, i 32 milioni di pizze e bibite, ricorda el Pais che ha ripreso la notizia. Accadeva in piena pandemia da Covid, quando la gente lottava per una bombola di ossigeno o cercava un vaccino che il presidente si rifiutava di acquistare. “Basta”, è esploso alla fine Jair Bolsonaro, secondo quanto riporta l’agenzia Efe. “Siamo criticati ogni giorno da una stampa in malafede e che ignora molte questioni”. Il leader della destra estrema deve arginare ogni polemica. Sta rosicchiando sempre più punti al suo rivale Lula. Mancano sei mesi all’appuntamento più importante del Brasile e la partita è ancora tutta da giocare.