"Attenti alle parole". Macron frena gli Usa per non perdere il duello con Le Pen
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriIl capo dell'Eliseo in sintonia con Scholz nel parlare solo di "crimini di guerra" anziché di "genocidio"
PARIGI - La guerra in Ucraina entra sempre di più nella campagna presidenziale francese. Accusato di essersi troppo distratto dal voto perché impegnato negli sforzi diplomatici con Kiev e Mosca, Emmanuel Macron si è buttato a capofitto nei bagni di folla e nelle interviste per convincere i francesi di rieleggerlo tra dieci giorni nel duello contro Marine Le Pen. Ma il conflitto alle porte continua a bussare nel dibattito, com'è inevitabile. E Macron è costretto a una posizione da equilibrista: condannare Mosca e i suoi massacri, ma non appiattirsi sulla posizione americana. "Non penso sia utile un'escalation di parole", ha sottolineato il leader francese, evitando di riprendere il termine "genocidio" utilizzato da Joe Biden sugli eccidi commessi dai russi in Ucraina.
PARIGI - La guerra in Ucraina entra sempre di più nella campagna presidenziale francese. Accusato di essersi troppo distratto dal voto perché impegnato negli sforzi diplomatici con Kiev e Mosca, Emmanuel Macron si è buttato a capofitto nei bagni di folla e nelle interviste per convincere i francesi di rieleggerlo tra dieci giorni nel duello contro Marine Le Pen. Ma il conflitto alle porte continua a bussare nel dibattito, com'è inevitabile. E Macron è costretto a una posizione da equilibrista: condannare Mosca e i suoi massacri, ma non appiattirsi sulla posizione americana. "Non penso sia utile un'escalation di parole", ha sottolineato il leader francese, evitando di riprendere il termine "genocidio" utilizzato da Joe Biden sugli eccidi commessi dai russi in Ucraina.
"La Russia ha iniziato unilateralmente una guerra brutale, è ormai accertato che crimini di guerra sono stati commessi e ora dobbiamo trovare i responsabili", ha spiegato Macron. "È una follia quello che sta succedendo - ha proseguito - è una brutalità inaudita, ma allo stesso tempo guardo ai fatti e voglio cercare il più possibile di continuare a essere in grado di fermare questa guerra e ricostruire la pace, quindi non sono sicuro che l'escalation di parole serva alla causa". Macron, che ha la presidenza di turno dell'Ue, è in sintonia con il cancelliere Olaf Scholz che pure si è rifiutato di parlare di "genocidio", preferendo la definizione di "crimini di guerra". La Francia ha anche mandato in Ucraina un team di gendarmi per partecipare alla raccolta di prove sui massacri di questi giorni in vista di un processo contro il regime di Mosca.
La posizione di Macron deve tenere conto del clima elettorale, con una stanchezza che comincia a fare capolino nel Paese per i primi effetti delle sanzioni contro Mosca. Il potere d'acquisto è diventato la priorità nella campagna presidenziale e ha contribuito al successo di Le Pen al primo turno. Il presidente-candidato deve anche mantenere aperto il canale diplomatico con Vladimir Putin, pur attaccando la rivale sui suoi legami con il presidente russo. La leader sovranista, che aveva incontrato il presidente russo nel 2017, ha citato ieri i tentativi di dialogo con Mosca fatti dal capo dello Stato negli ultimi anni. "Non sono io che ho invitato Putin a Versailles o a Bregançon", ha detto Le Pen facendo allusione ai due incontri organizzati da Macron in Francia con il presidente russo.
Cinque anni fa l'allora Front National, oggi Rassemblement National, aveva ricevuto un prestito di 9 milioni da una banca ceco-russa il cui rimborso è ancora in corso. "Le politiche che rappresento - disse in quello stesso anno - sono le stesse politiche rappresentate da Trump e da Putin". Oggi è più prudente ma continua a presentare Putin come un interlocutore necessario. "E quel prestito non è qualcosa che mette in discussione la mia indipendenza", ha insistito la leader sovranista che ieri ha organizzato una conferenza stampa per illustrare il suo programma di politica estera, presentato come di "ispirazione gollista", ovvero non completamente allineato con Washington. Se fosse eletta all'Eliseo, Le Pen porterebbe la Francia fuori dal comando integrato della Nato, come fece appunto De Gaulle. "Non è in dubbio la nostra fedeltà all'Alleanza - ha precisato - ma non accetterò che le nostre forze armate siano comandate da un organismo non francese".
Anche se ha condannato l'invasione russa dell'Ucraina, la candidata era contraria alle sanzioni più dure contro Mosca e propone "un riavvicinamento strategico tra la Nato e la Russia dopo che sarà conclusa la guerra russo-ucraina e ci sarà un trattato di pace". Secondo Le Pen, "è interesse della Francia e dell'Europa, ma credo anche degli Stati Uniti, per non vedere emergere un'unione stretta tra Cina e Russia". Sull'appartenenza all'Ue, la leader sovranista ha ribadito che non vuole la Frexit ma una "rinegoziazione" su alcuni temi dei Trattati, imponendo la superiorità del diritto francese su quello europeo, sul modello di quanto fatto da Polonia e Ungheria. La conferenza stampa è stata interrotta da una giovane tra il pubblico che ha mostrato un cartello a forma di cuore su cui erano affisse le foto della leader del Rn e del capo del Cremlino. La donna è stata brutalmente allontanata dalla sicurezza.