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Elezioni Francia, l'intervista al fedelissimo di Le Pen: "Cambierà l'Ue senza distruggerla"

Elezioni Francia, l'intervista al fedelissimo di Le Pen: "Cambierà l'Ue senza distruggerla"
(afp)

L’intervista a Jordan Bardella, presidente del Rassemblement, fedelissimo della candidata. “Marine forza tranquilla. Farà un governo di unità nazionale con patrioti di destra
e di sinistra. Macron incarna il globalismo, noi siamo l’opposto"

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Parigi. "Se sarà eletta, il primo viaggio all'estero di Marine sarà a Bruxelles. Per cambiare l'Ue, non per distruggerla". Jordan Bardella già immagina i primi giorni di Marine Le Pen all'Eliseo. Ventisei anni e presidente ad interim del Rassemblement National, è convinto della vittoria, anche se a una settimana dal ballottaggio i sondaggi continuano a prevedere la rielezione di Emmanuel Macron.

Madre venuta da Torino per lavorare in una banlieue a Nord della capitale, Bardella è il volto della normalizzazione dell'estrema destra francese. Brillante, simpatico, post ideologico. Nel partito qualcuno lo vede futuro premier. "Sono capace di ordinare un piatto di carbonara al ristorante ma non molto di più" dice a proposito delle sue origini. "L'immigrazione italiana - aggiunge - è un esempio di perfetta integrazione".



Primo viaggio a Bruxelles per dire cosa?
"Per sedersi al tavolo con gli altri leader e dire che la Francia vuole recuperare sovranità su alcuni temi, come l'immigrazione. Non si tratta di costruire muri ma di cambiare Schengen. La libera circolazione dovrà essere riservata unicamente ai cittadini europei. Vogliamo anche un patriottismo economico: resteremo nel mercato comune ma ci sarà una priorità nazionale per imprese e lavoratori francesi".

Niente più Frexit?
"Nel 2017 avevamo avuto forse un approccio troppo brutale sull'Ue e l'euro. Abbiamo capito che i francesi sono insoddisfatti di una parte della costruzione europea ma non chiedono un big bang".

Volete uscire dalla Corte europea di Strasburgo?
"No, e siamo favorevoli a mantenere la possibilità individuale di poter fare ricorso alla Corte. Ma in ultima istanza per noi sarà il diritto nazionale a prevalere su quello europeo. È quello che fanno già alcuni paesi come l'Ungheria".

I legami con Vladimir Putin sono una zavorra?
"Fino a prova contraria, è Macron che parla ogni settimana con Putin, che l'ha invitato a Versailles appena eletto e ha insistito sulla cooperazione necessaria tra Francia e Russia".

Nel 2017 Le Pen parlava di "alleanza naturale" con Mosca.
"Non si possono rileggere vecchie dichiarazioni nel contesto di oggi. Abbiamo subito condannato la guerra in Ucraina. Senza ambiguità. Diciamo che ci sono crimini di guerra da parte dei russi ma anche che la Francia non è in guerra contro la Russia. Il canale diplomatico con Mosca deve restare aperto, e in questo diamo ragione a Macron".


Il suo partito ha ancora un prestito aperto con una banca russa.
"È una banca ceco-russa che è fallita, quindi non doveva essere tanto vicina a Putin. Ci è stato applicato un tasso d'interesse al 6%, non proprio di favore. E comunque siamo pronti a spostarci con un istituto francese ma purtroppo le banche qui non ci danno prestiti".

Salvini, che vi ha fatto gli auguri, è in un governo pro-Europa.
"È la particolarità del sistema italiano che prevede governi di coalizione. In Francia le cose funzionano in modo diverso e anche Marine farà un governo di unità nazionale con patrioti di destra e di sinistra".

Siete per confermare il Trattato del Quirinale firmato da Macron e Draghi?
"Certo. Vogliamo sviluppare le cooperazioni bilaterali. Anche con la Germania sarà confermato il trattato di Aquisgrana ma senza appiattirci su tutto. Per esempio cambieremo alcune cose nella collaborazione sulla Difesa".

E con gli Stati Uniti? Volete uscire dal comando integrato della Nato?
"La Francia resterà nella Nato ma riprenderemo l'autonomia che aveva già deciso il generale De Gaulle. Non è comunque una cosa che faremo immediatamente, almeno finché ci sarà la guerra in Ucraina".

Con quali voti pensate di vincere?
"Abbiamo un progetto serio, che propone soluzioni su immigrazione, potere d'acquisto, salute, lavoro dei giovani. E poi c'è l'incarnazione. L'unico leader politico che i francesi chiamano solo per nome è lei: Marine".

È cambiata?
"La vera sorpresa di queste presidenziali è la sua resilienza. Con tutti i sacrifici che ha fatto, i colpi che ha preso, ha dimostrato di essere solida. Lei ha forza tranquilla rispetto all'autoritarismo di Macron".

Jean-Luc Mélenchon ha detto ai suoi elettori di non votare Le Pen.
"Non credo che ci siano voti di proprietà di Mélenchon e comunque sono convinto che molti elettori vorranno evitare altri cinque anni di Macron con la sua arroganza e brutalità sociale".


Il "fronte repubblicano" contro di voi esiste ancora?
"Nella bolla dei media si sente lo slogan Tout sauf Le Pen (tutto tranne Le Pen, ndr.), ma nelle strade io sento invece Tout sauf Macron, tutto tranne Macron. La sfida è tra patrioti e globalisti. Macron è il rivale ideale, è il nostro opposto. E questa volta ha un bilancio di governo di cui dovrà rendere conto".