“Sulla Moskva centinaia di morti”. Gli ucraini: tra loro anche il capitano
di Daniele Raineri , di Daniele RaineriPer il Cremlino sono in salvo a Sebastopoli. Ma i marinai dispersi potrebbero essere 500
KRAMATORSK - Yuriy Korol è un progettista ucraino che negli anni Settanta ha lavorato alla costruzione dell’incrociatore Moskva in un cantiere navale di Mykolaiv. Gli chiediamo cosa può essere successo all’equipaggio della nave, affondata alle due del mattino di mercoledì dopo essere stata colpita da due missili ucraini. La Difesa ucraina ieri ha detto che «i tentativi da parte di altre navi di soccorrere la Moskva sono falliti, anche le forze della natura erano dalla parte dell’Ucraina. La tempesta non ha consentito un’operazione di salvataggio o l’evacuazione dell’equipaggio».
Il governo russo per ora non parla di vittime e ieri pomeriggio l’agenzia di Stato Tass ha scritto che «l’equipaggio è arrivato alla sua base di Sebastopoli», in Crimea. Non esistono foto della nave – che secondo la Difesa russa è affondata «dopo un incendio mentre era rimorchia…
KRAMATORSK - Yuriy Korol è un progettista ucraino che negli anni Settanta ha lavorato alla costruzione dell’incrociatore Moskva in un cantiere navale di Mykolaiv. Gli chiediamo cosa può essere successo all’equipaggio della nave, affondata alle due del mattino di mercoledì dopo essere stata colpita da due missili ucraini. La Difesa ucraina ieri ha detto che «i tentativi da parte di altre navi di soccorrere la Moskva sono falliti, anche le forze della natura erano dalla parte dell’Ucraina. La tempesta non ha consentito un’operazione di salvataggio o l’evacuazione dell’equipaggio».
Il governo russo per ora non parla di vittime e ieri pomeriggio l’agenzia di Stato Tass ha scritto che «l’equipaggio è arrivato alla sua base di Sebastopoli», in Crimea. Non esistono foto della nave – che secondo la Difesa russa è affondata «dopo un incendio mentre era rimorchiata verso la costa» –, non esistono interviste ai marinai e sui giornali russi lo spazio riservato a quello che potrebbe essere un disastro senza precedenti per la marina russa è ridotto al minimo. La nota della Tass è così striminzita da far sospettare che il governo di Mosca voglia nascondere il numero reale delle vittime.
Dice il progettista Korol: «Quando l’equipaggio è al completo è di 510 marinai. Se parliamo dell’esplosione delle munizioni stoccate a bordo, come dice la versione fornita dai russi, allora ci possono essere state molte vittime. Se esplode una sola delle celle in cui è diviso il deposito di munizioni, è facile capire quali sono le conseguenze». È possibile che soltanto 54 uomini dell’equipaggio si siano salvati, come sostiene la Turchia? «Difficile da dire con certezza perché non abbiamo abbastanza informazioni, ma un’esplosione nel magazzino munizioni può uccidere metà dell’equipaggio in un colpo solo».
Da quello che sappiamo sulla sua struttura, la nave è affondata nel giro di due ore, come sostengono Turchia e Romania (che affaccia sul Mar Nero), oppure ha resistito per un po’ ed è stata rimorchiata verso la costa come dice la Russia? «Tutte le navi da guerra hanno a bordo squadre che hanno il compito di lottare per tenerle a galla. A volte ci riescono, altre volte è una lotta senza senso. Le navi sono divise in compartimenti stagni e sono progettate per stare a galla anche se tre di questi compartimenti sono allagati. Ma la Moskva era vecchia e può essere che le sue paratie non tenessero più alla perfezione, specie se la manutenzione era meno che perfetta. In quel caso possiamo osservare una sorta di reazione a catena: ogni compartimento allagato contribuisce a riempire di acqua gli altri. La nave imbarca acqua, si inclina troppo, i macchinari pesanti al suo interno si spostano e perforano lo scafo. Tutto questo peggiora la situazione».
La Turchia sostiene che la nave ammiraglia russa ha lanciato un allarme poco prima delle due del mattino e che una nave turca ha salvato 54 marinai. Il Pentagono ieri durante il briefing serale ha confermato di avere osservato marinai russi allontanarsi con scialuppe dalla nave in fiamme. Un consigliere del presidente ucraino, Anton Gerashchenko, dice che il capitano della nave, Anton Kuprin, sarebbe morto nella prima esplosione a bordo. Queste informazioni non si trovano sui media russi. Del resto quando il 24 marzo un missile ucraino distrusse la nave Saratov alla fonda nel porto di Berdiansk con un equipaggio di 55 marinai la Russia non dichiarò il numero di vittime. Il governo russo è reticente a specificare il numero esatto di perdite in questi 51 giorni di conflitto – come del resto anche il governo ucraino. Ieri il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha detto che il presidente russo «non dedicherà una riunione specifica alla questione Moskva».