Parigi scende in piazza contro lo spettro Le Pen: “Siamo tutti antifascisti”
dalla nostra inviata Anna Lombardi , dalla nostra inviata Anna LombardiPARIGI - Il dito medio verso la pubblicità del settimanale L'Express in edicola, quella con le effigi schiena a schiena del presidente Emmanuel Macron e della sfidante Marine Le Pen con la scritta a grandi lettere bianche "France contre France": è così che Luc e Mariam, liceali di 17 e 16 anni, fanno il loro ingresso a Place de la Nation. "Semmai la Francia contro i giovani francesi" dicono. "Del nostro futuro se ne infischiano". Poi iniziano anche loro a battere le mani scandendo lo slogan che continuerà a rimbalzare lungo l'intero corteo: "Siamo tutti antifascisti". Sì, in italiano, pur se francesizzato dall'accento sull'ultima i "secondo la tradizione insegnataci dai compagni del vostro Paese mezzo secolo fa" ti spiega il ragazzino, prima di scomparire con l'amica fra i circa 15mila parigini che ieri hanno affollato la manifestazione "di resistenza a ogni fascismo e razzism…
PARIGI - Il dito medio verso la pubblicità del settimanale L'Express in edicola, quella con le effigi schiena a schiena del presidente Emmanuel Macron e della sfidante Marine Le Pen con la scritta a grandi lettere bianche "France contre France": è così che Luc e Mariam, liceali di 17 e 16 anni, fanno il loro ingresso a Place de la Nation. "Semmai la Francia contro i giovani francesi" dicono. "Del nostro futuro se ne infischiano". Poi iniziano anche loro a battere le mani scandendo lo slogan che continuerà a rimbalzare lungo l'intero corteo: "Siamo tutti antifascisti". Sì, in italiano, pur se francesizzato dall'accento sull'ultima i "secondo la tradizione insegnataci dai compagni del vostro Paese mezzo secolo fa" ti spiega il ragazzino, prima di scomparire con l'amica fra i circa 15mila parigini che ieri hanno affollato la manifestazione "di resistenza a ogni fascismo e razzismo" organizzata nella capitale - e in contemporanea in altre 30 città francesi - contro l'estrema destra di Marine Le Pen.
Hanno aderito sindacati, associazioni antirazziste, femministe, ambientaliste e pure gli studenti universitari e medi che nei giorni scorsi hanno occupato alcune facoltà universitarie per protesta contro i risultati di un ballottaggio, in cui, dicono "non ci riconosciamo". Un lungo serpentone in buona parte pacifico - solo all'ultimo un gruppo di aspiranti black bloc ha tentato la sfida diretta con la polizia, costringendo il corteo a sciogliersi nel caos - formato da tanti giovani, famiglie e gente di ogni età e colore. Uniti contro il fascismo, certo: ma non nelle intenzioni di come affrontare le urne. "Né Macron né Le Pen, né peste né colera" s'infervora Lucie Barnard, 23 anni, studentessa di Lettere. "Basta scegliere il male minore. I due non ci rappresentano. I loro programmi non si curano dei giovani, delle donne, degli anziani, degli immigrati, del clima, del lavoro precario. Macron fa gli interessi del suo clan di ricconi. Le Pen si è ripulita all'esterno, ma il suo cuore è nero come i suoi ideali estremisti".
Poche file più in là, sotto le insegne di Sos Racisme mentre coi tamburi si scandisce "On est plus chauds que les fachos" (siamo più sexy dei fasci), Marc Doubre e Eloise Pierrart, 21 e 20 anni, ti dicono che per loro, invece, l'idea di astenersi è totalmente sbagliata: "Meglio un voto che puzza di uno che uccide" afferma lui. "Astenersi equivale a votare Le Pen, è aritmetica pura" s'inalbera lei. "Se siamo qui è per ricordare a Macron a chi dovrà la vittoria. Non speravamo in un ramake del 2017 ma non ci si può tirare indietro. Presto però ci saranno le amministrative, il presidente si sbrighi a far qualcosa di nuovo...".
Il corteo che si dipana lungo i boulevards di Parigi è un lungo cahier de doléances della sinistra francese. Cause diverse "le troppe battaglie che la politica ha dimenticato"", ti spiegano da ogni lato. "Siamo tutti figli di immigrati" gridano gli aderenti a Solidaires Sud. "Il patriarcato non finirà da solo" s'impuntano le femministe di Femmes Egalité. "Smettete di negare i diritti del Pianeta" rilanciano i ragazzi di Greenpeace. Mentre qualche voce sparuta invoca "Pace e accoglienza per ogni rifugiato".
Di sicuro, tutti condividono la paura di vedere Marine le Pen vincere il secondo turno. "Il rischio è più forte rispetto al 2017" si dispera Stephanie Carra, 28 anni, sindacalista della Conféderation Nationale du Travail: "La rabbia contro Macron è ormai così grande e diffusa in ogni strato della società che in tanti, troppi pensano che si equivalgono. Ma ricordiamocelo bene, non sono la stessa cosa. La cultura fascista di cui Le Pen è espressione rappresenta un pericolo la democrazia".