La ricerca della felicità
di Paolo Di Paolo, di Paolo Di Paolo
Davanti a questa fotografia che arriva dall’ospedale Ohmatdyt di Kiev, penso che le metafore qualche volta si polverizzano nel reale. E lo penso davanti a un’altra foto, che è difficile guardare e arriva dall’ospedale di Dnipro e ritrae una bambina ferita, sopravvissuta all'attacco missilistico alla stazione di Kramatorsk l'8 aprile scorso. La trincea e l’ospedale non entrano in una relazione simbolica, ma si sovrappongono, fino a coincidere. La giovane donna che cerca di distrarre la bambina ricoverata lo fa nella più difficile delle condizioni: quella in cui il "fuori" non consente ancora di sperare. Allora deve, con quel gesto lieve, con quell’alzare le braccia, supporre che la realtà non è solo quella che si vede - dentro l’ospedale e fuori dall’ospedale. Deve fidarsi dell’invisibile, ed è qualcosa che si impara solo dai bambini.