La Storia e il presente

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Mosca, 19 aprile (Foto EPA/YURI KOCHETKOV)
Mosca, 19 aprile (Foto EPA/YURI KOCHETKOV) 

Nella logica spesso illogica del potere e del potere tirannico in particolare, il tempo viene maneggiato come fosse una proprietà di Stato. Lo si orienta, lo si contingenta, lo si piega, lo si condiziona ai fini di un racconto ufficiale, di una necessità di dominio delle menti. Così, Mosca si prepara alla ricorrenza del 9 maggio - fatale nel passato e nella sua rielaborazione ufficiale; e fatale forse per questo presente - esponendo per le strade reperti bellici.

Vecchi cannoni russi della Seconda guerra mondiale, ingombranti missili balistici intercontinentali. Con uno straniante e paradossale effetto: si musealizza la guerra del passato e quella del presente come se fosse già conclusa e vinta; si allestisce l’altare della Vittoria novecentesca rafforzandolo con la Vittoria futura, ancora  presunta. Realtà aumentata? Irrealtà istituzionalizzata?

Il sangue scorre, le persone muoiono, il presente è questa oscena sagra della morte - ma intanto si può celebrare come se tutto fosse raggelato e archiviato, come se fossimo già oltre sulla linea del tempo: nel passato, per l’appunto, o nel futuro. In ogni caso, altrove. Dove passeggiano un po’ indifferenti questi due cittadini, dove i cannoni da museo puntano in alto, e non c’è niente di festoso, nemmeno il colore del cielo.