Dalla guerra di Troia all’acciaieria di Azovstal: ecco gli assedi più noti e cruenti tra storia e mitologia
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniDopo quasi due mesi di bombardamenti a tappeto e di assedio, la città portuale di Mariupol è caduta quasi interamente in mano alle forze russe: un manipolo di militari e civili ucraini, intorno a 2500 persone, resiste nei tunnel dell’acciaieria di Azovstal, immenso complesso industriale. Forse per non distruggerlo e non privarsi di una struttura che in futuro potrebbe servirgli, Putin ha ordinato di non attaccare la grande fabbrica, bensì di assediarla in modo che “non ne esca una mosca”. Fin dall’antichità, circondare una località o una fortezza per prenderla con la forza o per fame è stato uno degli eventi classici e più crudeli di molte guerre. Ecco quali sono stati gli assedi più noti della storia, a partire dalla religione e dalla mitologia.
Le mura di Gerico
Un famoso assedio è descritto nella Bibbia: il libro di Giosuè racconta come gli ebrei cinsero d’assedio la citt&agr…
Dopo quasi due mesi di bombardamenti a tappeto e di assedio, la città portuale di Mariupol è caduta quasi interamente in mano alle forze russe: un manipolo di militari e civili ucraini, intorno a 2500 persone, resiste nei tunnel dell’acciaieria di Azovstal, immenso complesso industriale. Forse per non distruggerlo e non privarsi di una struttura che in futuro potrebbe servirgli, Putin ha ordinato di non attaccare la grande fabbrica, bensì di assediarla in modo che “non ne esca una mosca”. Fin dall’antichità, circondare una località o una fortezza per prenderla con la forza o per fame è stato uno degli eventi classici e più crudeli di molte guerre. Ecco quali sono stati gli assedi più noti della storia, a partire dalla religione e dalla mitologia.
Le mura di Gerico
Un famoso assedio è descritto nella Bibbia: il libro di Giosuè racconta come gli ebrei cinsero d’assedio la città di Gerico, nell’odierna Cisgiordania controllata dall’Autonomia Palestinese. Secondo l’Antico Testamento, Giosuè, successore di Mosè, vissuto probabilmente nel tredicesimo secolo avanti Cristo, ordinò di portare l’Arca dell’Alleanza in processione attorno alle mura della città al suono delle trombe, preceduta dai guerrieri e seguita da tutto il popolo, facendogli compiere il giro per sette volte. Quando a un comando di Giosuè tutto il popolo lanciò il grido di guerra, le mura caddero, come promesso da Dio.
Il cavallo di Troia
Nella ricostruzione di Omero nell’Iliade, la guerra di Troia dura un decennio: i greci cingono d’assedio la città troiana senza mai riuscire a prenderla, fino a che Ulisse non inventa lo stratagemma passato alla storia come “il cavallo di Troia”, facendo costruire un enorme cavallo che viene lasciato sulla spiaggia, dentro al quale si nascondono guerrieri greci. Poi l’esercito greco finge di ritirarsi per via di mare. I troiani portano il cavallo all’interno delle alte mura che proteggono la città, di notte i greci escono dal ventre del cavallo, aprono le porte della fortezza e l’intero esercito greco, che si era nascosto in una baia poco distante, può entrare senza fatica distruggendo il nemico e mettendo fine alla guerra. Collocata intorno al 1200 avanti Cristo, la guerra descritta dall’Iliade potrebbe essere ispirata da svariati conflitti avvenuti a quell’epoca. Il poema ha comunque permesso agli archeologi di trovare i resti di Troia.
Il De bello gallico
La battaglia decisiva della conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare fu nel 52 dopo Cristo l’assedio della rocca di Alesia, dove il principe e condottiero gallico Vercingetorige si rifugiò con le sue tribù. A differenza di quanto accaduto nel precedente assedio di Gergovia, stavolta le imponenti opere di assedio costruite dall’esercito romano bloccarono del tutto i rifornimenti agli assediati e neppure gli attacchi di cavalleria di tribù alleate riuscirono a salvare Vercingetorige, che fu costretto ad arrendersi e a sottomettere la Gallia a Roma.
Mai più Masada
Lo storico Flavio Giuseppe narra che nel 73 dopo Cristo i romani, guidati da Flavio Silla, presero d’assedio Masada, una fortezza di un chilometro e mezzo di perimetro, con mura alte cinque metri, situata a 400 metri di altitudine su una rocca affacciata al mar Morto, oggi in territorio israeliano a circa 100 chilometri a sud-est di Gerusalemme. Per la sua posizione la fortezza era praticamente inespugnabile e lì si rifugiarono un migliaio di ribelli ebraici non disposti a darsi per vinti dopo la caduta di Gerusalemme. Il generale romano fece allora costruire una rampa di accesso che colmava quasi del tutto il dislivello e permise di condurre un ariete sotto le mura della fortezza per sgretolarle. Ma prima che i soldati romani vi entrassero, gli assediati (a eccezione di due donne e cinque bambini) si diedero reciprocamente la morte piuttosto che arrendersi o essere fatti prigionieri. Sebbene vari studiosi e le evidenze archeologiche mettano in dubbio il racconto di Giuseppe, a tutt’oggi le reclute dell’esercito israeliano vengono condotte sui resti della fortezza per pronunciare un giuramento di fedeltà alla patria con le parole “mai più Masada cadrà”.
L’imprendibile Mirandola
Nel Medio Evo l’assedio diventa una forma di guerra molto diffusa, con l’introduzione di catapulte sempre più potenti detti mangani, in seguito sostituite dalle bombarde, i primi rudimentali cannoni, e di castelli sempre meglio difesi con fossati e altre fortificazioni. Una delle più celebri battaglie di questo tipo fu l’assedio della cittadella della Mirandola, nel ducato di Parma, nel 1551, dove mura di nuova concezione, disegnate per un uso rivoluzionario delle artiglierie, consentirono a poche centinaia di difensori di resistere a oltre 4 mila assedianti, uccidendone quasi la metà, facendo guadagnare a Mirandola la fama di “fortezza imprendibile”.
Ricordatevi di Fort Alamo
La battaglia di Alamo fu un evento chiave della rivoluzione texana. Dopo un assedio di tredici giorni, le truppe messicane guidate dal generale Antonio Lopez de Santa Anna lanciarono l’assalto alla missione francescana di Alamo, situata vicino alla odierna San Antonio, in Texas. Una forza di appena 189 texani, a cui si unì il famoso cow-boy, cacciatore e avventuriero americano Davy Crockett con un manipolo di soccorritori, fu circondata e infine assalita da quasi 2 mila soldati messicani. Il generale Santa Anna aveva issato una bandiera rossa per segnalare agli assediati che non ci sarebbe stata pietà per nessuno e così fu, tra atti di crudeltà che inclusero l’eccidio di texani feriti o presi prigionieri. Si salvò soltanto uno degli assediati, un soldato francese che aveva combattuto con Napoleone, che dopo avere lasciato il forte raccontò cosa era successo. Nella successiva battaglia di San Jacinto, che sancì la nascita della Repubblica del Texas (assai più grande del Texas attuale) e portò poi all’annessione agli Stati Uniti d’America, le forze di Santa Anna furono sconfitte dai texani al grido di “ricordatevi di Alamo”. Una vicenda che ha ispirato innumerevoli libri e film western.
Sebastopoli e Leningrado
A partire dalla Rivoluzione francese e poi nelle guerre napoleoniche, l’assedio perde valore, perché gli eserciti diventano più mobili e le battaglie vengono combattute generalmente in campo aperto: l’obiettivo non è più espugnare una singola fortezza ma conquistare tutto il territorio che le sta intorno. Ciononostante, il concetto non scompare: la guerra di trincea, caratteristica della Prima guerra mondiale, viene considerata una forma di assedio lungo un ampio fronte. Con l’introduzione su larga scala di carri armati e aerei, anche questa diventa obsoleta, come dimostra il crollo della cosiddetta linea Maginot in Francia contro gli attacchi dal cielo della Luftwaffe tedesca. Ma anche nel secondo conflitto mondiale non mancano gli assedi. Due di questi videro protagonisti proprio i russi, con alterni risultati. A Sebastopoli, importante porto in Crimea, le truppe della Wermacht assediarono per nove mesi la base navale dell’Armata Rossa, riuscendo infine a conquistarla nel luglio del 1942 grazie a intensi attacchi aerei e al fuoco dell’artiglieria pesante. Nell’assedio di Leningrado, durato 900 giorni fino al gennaio 1944, l’esercito tedesco non riuscì invece a penetrare in città, pur costringendo gli abitanti alla fame: si stima che morirono 2 milioni di russi fra militari e civili, ma la mancata conquista di Leningrado segnò l’inizio della ritirata di Russia per Hitler. Fu il più lungo assedio della Seconda guerra mondiale.
L’assedio di Sarajevo
Avvenuto durante la guerra nella ex-Jugoslavia, l’assedio di Sarajevo è stato il più lungo del ventesimo secolo, protraendosi dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, per quasi quattro anni. Vide scontrarsi le forze del governo bosniaco, che aveva dichiarato l’indipendenza, contro le forze serbo-bosniache che miravano a distruggere il neonato stato. Si stima che morirono 12 mila persone e i feriti furono più di 50 mila. Vi furono più di 300 esplosioni al giorno, tutti gli edifici della città vennero danneggiati dai bombardamenti. Dopo varie stragi di civili, culminate nei due massacri del mercato di Markale in cui morirono rispettivamente 68 civili e 37 civili, la Nato cominciò a bombardare le posizioni dei serbi, che gradualmente si ritirarono dall’area di Sarajevo, permettendo il ripristino di riscaldamento, acqua ed elettricità e, successivamente, l’inizio dei negoziati di pace.