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L'intelligence occidentale: "Ecco perché Putin può ancora vincere la guerra in Ucraina"

Il presidente russo Vladimir Putin (afp)
Se Biden è convinto che lo zar "non prevarrà mai", fonti a colloquio con Repubblica non la pensano così: "Ha corretto alcuni umilianti errori militari delle prime settimane del conflitto" e l'esercito di Mosca "sembra rivitalizzato". Anche per questo è molto probabile che la guerra "duri almeno fino alla fine dell'anno"
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LONDRA - Se il presidente americano Joe Biden è convinto che "Putin non vincerà mai la guerra in Ucraina", fonti dell'intelligence occidentale a colloquio ieri con Repubblica non la pensano allo stesso modo. Secondo queste ultime, una "vittoria della Russia è ancora possibile" anche perché "Putin ha corretto alcuni umilianti errori militari visti nelle prime settimane del conflitto" e l'esercito di Mosca "sembra rivitalizzato". Anche per questo è molto probabile che la guerra "duri almeno fino alla fine dell'anno".

Al momento, avvertono le stesse fonti occidentali, i militari russi schierati per la campale battaglia del Donbass "sono il triplo" di quelli ucraini e ci sarebbero "73 battaglioni tattici russi attivi intorno alla regione ucraina contesa", che tra l'altro sembrano essersi riposizionati più rapidamente nel …

LONDRA - Se il presidente americano Joe Biden è convinto che "Putin non vincerà mai la guerra in Ucraina", fonti dell'intelligence occidentale a colloquio ieri con Repubblica non la pensano allo stesso modo. Secondo queste ultime, una "vittoria della Russia è ancora possibile" anche perché "Putin ha corretto alcuni umilianti errori militari visti nelle prime settimane del conflitto" e l'esercito di Mosca "sembra rivitalizzato". Anche per questo è molto probabile che la guerra "duri almeno fino alla fine dell'anno".

Al momento, avvertono le stesse fonti occidentali, i militari russi schierati per la campale battaglia del Donbass "sono il triplo" di quelli ucraini e ci sarebbero "73 battaglioni tattici russi attivi intorno alla regione ucraina contesa", che tra l'altro sembrano essersi riposizionati più rapidamente nel Paese di quanto si credesse inizialmente. Dunque, in simili condizioni e con un gran numero di artiglieria e carri armati seppur obsoleti, "è molto probabile un assalto favorevole all'esercito russo", anche per via delle condizioni meteorologiche che miglioreranno sempre di più nelle prossime settimane. 

Non è neanche escluso, secondo quanto filtra dall'intelligence occidentale, che Mosca torni presto alla carica di Kiev, magari con un attacco solo simbolico, ma comunque di ostentazione della forza militare russa. Ciò nonostante gli errori delle ultime settimane, "come per esempio le lunghe colonne di mezzi e uomini estremamente vulnerabili" e "un esercito ucraino che per ora si è mostrato molto più scaltro e versatile rispetto a quello russo". Un altro possibile scenario, "il peggiore" secondo i servizi, è il controllo totale della Russia sul Mar Nero, soprattutto dopo la caduta di Mariupol, "con prossimo obiettivo Odessa". 

Questo sul medio-lungo periodo. Ma, secondo le fonti occidentali, l'espansione del controllo della costa ucraina insieme al consolidamento "dell'occupazione del Donbass e della Crimea, potrebbe dare modo a Putin di annunciare una sorta di successo" della brutale offensiva in Ucraina da lui ordinata, in tempo per la tradizionale "Parata della vittoria" contro il nazismo che ricorre il 9 maggio. Data che il presidente ha scelto per comunicare al popolo russo i progressi nella guerra in Ucraina ma che, secondo le stesse fonti, difficilmente decreterà la fine del conflitto.

A proposito della città portuale devastata dal recente assedio, l'intelligence occidentale teme che ciò sia una tattica che potremo presto rivedere in altre parti dell'Ucraina da parte dei russi, "ossia prendere per sfinimento gli avversari". Esemplare, in questo senso, sarebbe la decisione ieri di Putin di non lanciare l'assalto finale all'acciaieria di Mariupol dove sono nascosti e assediati centinaia di soldati e civili ucraini, ma allo stesso tempo ordinando di "non far volare una mosca" intorno a essa, costringendo molti ad arrendersi per non morire di fame.

L'intelligence occidentale crede ancora che "la guerra di Putin in Ucraina sia un tragico errore per Mosca" e che la Russia pagherà "enormi perdite per questo in battaglia, oltre ad avere causato il possibile allargamento della Nato" (Finlandia e Svezia sono spaventate) e aver subito la mannaia delle "sanzioni dell'Occidente". Insomma, quello di Putin resta un flop clamoroso. Allo stesso tempo, però, pare evidente come Mosca ora sembri avere un grande vantaggio nel Donbass e potrebbe rifarsi delle umiliazioni subite nelle prime settimane del conflitto. Anche per questo, ieri il presidente Zelensky ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale 7 miliardi di dollari al mese e oggi sul Financial Times il premier ucraino Denys Shmyhal ha esortato l'Occidente a fornire nuovi fondi, armi e ulteriori sanzioni contro Mosca, come la chiusura del rubinetto di gas e petrolio verso l'Europa.