I russi mandano la nave più antica del mondo per recuperare i segreti del Moskva
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoIl "nonno dei mari" in missione per mettere al sicuro i segreti dell'incrociatore Moskva. La Russia ha affidato il compito di recuperare strumentazioni e codici dal relitto dell'ammiraglia distrutta dagli ucraini a una delle navi più antiche in servizio nel mondo: la Kommuna, varata 110 anni fa, all'epoca degli zar.
La Kommuna è salpata dalla Crimea e si sta dirigendo verso il punto dell'affondamento che - secondo le analisi del sito specializzato Covert Shores - si trova a circa cinquanta metri di profondità. Ma questo cantiere galleggiante è un pezzo di storia della marineria mondiale: fu costruita a San Pietroburgo nel 1912. All'epoca era un capolavoro di innovazione: un catamarano con potenti gru per sollevare i sommergibili nella zona centrale. Con questo compito ha partecipato alla Grande Guerra: nel 1917 riuscì nell'impresa di riportane uno a galla dopo l'affondamento. Ma ha contribuito ai combattim…
Il "nonno dei mari" in missione per mettere al sicuro i segreti dell'incrociatore Moskva. La Russia ha affidato il compito di recuperare strumentazioni e codici dal relitto dell'ammiraglia distrutta dagli ucraini a una delle navi più antiche in servizio nel mondo: la Kommuna, varata 110 anni fa, all'epoca degli zar.
La Kommuna è salpata dalla Crimea e si sta dirigendo verso il punto dell'affondamento che - secondo le analisi del sito specializzato Covert Shores - si trova a circa cinquanta metri di profondità. Ma questo cantiere galleggiante è un pezzo di storia della marineria mondiale: fu costruita a San Pietroburgo nel 1912. All'epoca era un capolavoro di innovazione: un catamarano con potenti gru per sollevare i sommergibili nella zona centrale. Con questo compito ha partecipato alla Grande Guerra: nel 1917 riuscì nell'impresa di riportane uno a galla dopo l'affondamento. Ma ha contribuito ai combattimenti nel Baltico contro le navi del Kaiser rifornendo i battelli subacquei di siluri e carburante: spesso ha aiutato anche quelli britannici.
Allo scattare della Rivoluzione d'Ottobre ha subito issato la bandiera rossa. E pochi anni dopo è stata impiegata per risolvere un problema chiave della marina sovietica: non c'erano sommergibili moderni e non si sapeva come costruirne. Allora le sue gru hanno sollevato dai fondali del Golfo di Finlandia un battello inglese, colato a picco nel 1919 mentre appoggiava le truppe zariste nella guerra civile, permettendo ai tecnici comunisti di studiarlo e copiare tutte le componenti meccaniche: è nata così la classe Leninets, patriarca della flotta sottomarina sovietica.
Nel 1941 l'attacco tedesco l'ha vista impegnata nell'assedio di Leningrado, sempre sfruttando le sue capacità particolari: d'inverno i difensori mandavo rinforzi alla città attraverso strade costruite sul ghiaccio del lago Ladoga, ma in un'occasione la lastra si è spezzata facendo precipitare nell'acqua un'intera colonna di mezzi. Appena è cominciato il disgelo, la Kommuna ha ripescato decine di carri armati, camion e trattori. E lo stesso ha continuato a fare fino al 1944, nonostante le bombe degli Stukas l'abbiano danneggiata, riportando in superficie motovedette e sottomarini.
Nel dopoguerra è stata più volte ristrutturata, sostituendo praticamente tutti gli elementi fondamentali: dai motori ai sistemi di comando. Dal 1967 è stata trasferita in Crimea e ha iniziato a imbarcare batiscafi per le esplorazioni in profondità: gli ultimi lavori a bordo sono avvenuti alle soglie del nuovo millennio, quando è stata dotata di un sottomarino teleguidato acquistato in Gran Bretagna. Più tardi gli è stato assegnato un mini-sottomarino con equipaggio di produzione russa: quello che adesso scenderà nel Mare Nero per impedire che i segreti del Moskva finiscano in mani occidentali.
Nonostante l'età e la fine impietosa, sull'incrociatore ci sono armi e strumentazioni avanzate: missili anti-nave, sistemi di disturbo elettronici, apparati di comunicazione criptata. Equipaggiamenti top-secret che potrebbero fornire alla Nato indicazioni preziose sulla marina di Mosca. Per questo, il punto dell'affondamento viene presidiato da corvette e altre unità militari russe. In attesa che la nave più vecchia metta al sicuro le apparecchiature più moderne.