Elezioni Francia, in attesa degli exit poll e dei risultati del ballottaggio i social si affidano a "Radio Londres"
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - È diventato un classico di ogni elezione francese: le fughe di notizie sui primi risultati che cominciano a circolare online già a metà mattina di domenica, prendendo lo spoglio dei territori d'oltremare e dei francesi che vivono all'estero, dove le urne aprono e chiudono prima. Ormai esiste anche un nome per questa sorta di canale clandestino che passa dai social ad alcuni media stranieri: “Radio Londres”, in ricordo dell'emittente usata dal Generale De Gaulle in esilio nella capitale britannica durante l'Occupazione.
Il silenzio elettorale
Comincia il venerdì sera e la legge vieta di diffondere risultati prima che gli ultimi seggi abbiano chiuso alle ore 20 in grandi città come Marsiglia e Parigi. Chi trasgredisce e pubblica qualcosa prima delle ore 20 può essere punito con una multa fino a 75mila euro. ll divieto è abbastanza rispettato in Francia ma non dai media stranieri, in partic…
PARIGI - È diventato un classico di ogni elezione francese: le fughe di notizie sui primi risultati che cominciano a circolare online già a metà mattina di domenica, prendendo lo spoglio dei territori d'oltremare e dei francesi che vivono all'estero, dove le urne aprono e chiudono prima. Ormai esiste anche un nome per questa sorta di canale clandestino che passa dai social ad alcuni media stranieri: “Radio Londres”, in ricordo dell'emittente usata dal Generale De Gaulle in esilio nella capitale britannica durante l'Occupazione.
Il silenzio elettorale
Comincia il venerdì sera e la legge vieta di diffondere risultati prima che gli ultimi seggi abbiano chiuso alle ore 20 in grandi città come Marsiglia e Parigi. Chi trasgredisce e pubblica qualcosa prima delle ore 20 può essere punito con una multa fino a 75mila euro. ll divieto è abbastanza rispettato in Francia ma non dai media stranieri, in particolare quelli francofoni che non sono sottomessi alla legge francese. Il giornale belga Le Soir rivendica la pubblicazione anticipata dei risultati con l'hashtag #RadioLondres, che porta anche un’impennata dei lettori sul sito.
“Questa domenica sera - scrive il quotidiano di Bruxelles - i siti web di notizie belgi saranno particolarmente controllati, come avviene durante ogni elezione in Francia. Infatti, se la legge vieta ai media francesi di pubblicare la minima tendenza prima delle 20, questo divieto non si applica al Belgio. Saremo quindi in grado di pubblicare informazioni non appena usciranno i sondaggi”. La redazione del giornale precisa però che c'è un lavoro di verifica delle fonti e che pubblica solo “quando le informazioni sono incrociate, affidabili e serie”.
Errori e sviste
La domenica del primo turno della presidenziale, il 10 aprile, La Libre Belgique aveva citato nel pomeriggio un sondaggio che dava Emmanuel Macron e Marine Le Pen in parità, al 24% dei voti. Alla fine il presidente è arrivato in testa al 27,8% e la sfidante al 23,1%. Dorian De Meeûs, caporedattore del giornale belga, si è difeso per la svista ricordando che la redazione "lavora in collaborazione con diverse fonti, almeno quattro, a diversi livelli, che si tratti di istituti, squadre dei candidati o altri media francesi”.
Jean-François Doridot, dell'istituto Ipsos, sostiene invece che il più delle volte i sondaggi che circolano prima delle 19 non corrispondono a quelli disponibili nei principali istituti. Anche le informazioni sul voto nei territori d'Oltremare o dei francesi residenti all'estero, che non sono quindi sondaggi o proiezioni ma schede già scrutinate, non devono essere intrepretate come un segno della tendenza del vincitore finale: in un caso ci può essere un forte squilibrio a favore di Le Pen, nell'altro per il presidente uscente.
Proiezioni e non exit poll
Le urne chiudono alle 19 in gran parte della Francia ed è a partire da questo momento che i principali istituti di sondaggi cominciano un lavoro a campione sulle schede che cominciano a essere scrutinate. Il modello statistico che permette di elaborare le proiezioni diffuse poi alle ore 20 si basa su campioni rappresentativi del voto francese affinati a ogni elezione per caratteristiche geografiche (tra metropoli, periferie, zone rurali) e politiche (feudi dominati dalle varie forze politiche).
L'Ifop, il più antico istituto di sondaggi francese, utilizza questo metodo dal 1965 con 300 seggi elettorali, con un certo successo. “Nei risultati del ballottaggio non ci sono mai stati clamorosi errori”, ricorda Frédéric Dabi, direttore dell'Ifop. Le stime che appariranno stasera alle 20, elaborate dai principali istituti di sondaggi (Ifop, Ipsos, Elabe), non sono quindi exit poll sulla base di sondaggi all’uscita delle urne, ma proiezioni basate sullo spoglio di schede in un dato campione di seggi elettorali.