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I sovranisti perdono un pezzo: la Slovenia al liberale Golob

Robert Golob 

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Manager nel settore dell'energia, ha battuto il premier uscente Jansa
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BRUXELLES - Anche in Slovenia vengono battuti i sovranisti. Il premier uscente Janez Jansa, fedelissimo del “collega” ungherese Viktor Orban e del cosiddetto gruppo di Visegrad ormai in disarmo, è stato nettamente superato dal Movimento per la Libertà. Che ha conquistato quasi il 36 per cento dei voti contro il 22,5 del Partito Democratico guidato da Jansa.

Si tratta di un risultato ancora più sorprendente perché il partito risultato vittorioso è nato solo due mesi fa. Il suo leader, Robert Golob, è un esordiente. Viene, come si sarebbe detto in Italia, dalla trincea delle aziende. È un manager molto noto in Slovenia soprattutto nel settore dell’energia. Resta il fatto che in pochi mesi ha convinto gli elettori sloveni (gli aventi diritto sono meno di due milioni) ad archiviare la stagione della destra sovranista. Il premier uscente aveva condotto una campagna elettorale molto aggressiva e decisamente offensiva n…

BRUXELLES - Anche in Slovenia vengono battuti i sovranisti. Il premier uscente Janez Jansa, fedelissimo del “collega” ungherese Viktor Orban e del cosiddetto gruppo di Visegrad ormai in disarmo, è stato nettamente superato dal Movimento per la Libertà. Che ha conquistato quasi il 36 per cento dei voti contro il 22,5 del Partito Democratico guidato da Jansa.

Si tratta di un risultato ancora più sorprendente perché il partito risultato vittorioso è nato solo due mesi fa. Il suo leader, Robert Golob, è un esordiente. Viene, come si sarebbe detto in Italia, dalla trincea delle aziende. È un manager molto noto in Slovenia soprattutto nel settore dell’energia. Resta il fatto che in pochi mesi ha convinto gli elettori sloveni (gli aventi diritto sono meno di due milioni) ad archiviare la stagione della destra sovranista. Il premier uscente aveva condotto una campagna elettorale molto aggressiva e decisamente offensiva nei confronti della stampa locale. Del resto, tra i suoi riferimenti ideali spiccava non solo il presidente ungherese ma anche l’ex presidente americano, Donald Trump.

A questo punto Golob dovrà cercare degli alleati per formare il governo. In Slovenia, infatti, vige una legge elettorale proporzionale con uno sbarramento al 4 per cento. Questo vuol dire che il Movimento per la Libertà potrà contare su 42 parlamentari. La Camera è composta da 90 membri, quindi ha bisogno di altri quattro deputati per raggiungere la maggioranza assoluta. Ricerca che, però, non dovrebbe essere complicata. Tra i partiti minori figurano i Socialdemocratici (un tempo il principale partito di sinistra) con il 6,6% e la Sinistra con il 4,4%. Il primo è un potenziale e concreto alleato. I sui eletti sarebbero già sufficienti a raggiungere la maggioranza. Con il secondo il dialogo sarà probabilmente più complicato. Almeno lo è stato durante tutta la campagna elettorale. Sebbene il risultato ottenuto da questo gruppo della Sinistra radicale è stato sotto le aspettative e potrebbe correggere la qualità dei rapporti con Golob.

Il futuro capo del governo ha fin dall’inizio dichiarato la sua matrice liberale ed ecologista. Proveniente dalla zona di Gorizia, non ha mai nascosto il suo antifascismo. E durante lo scontro di questi mesi ha puntato tutte le sue fiches sull’”anti-jansismo”. Basti pensare che ha chiamato alla vicepresidenza del partito Urška Klakocar Zupancic, un ex giudice del tribunale di Lubiana, perseguitata dopo aver pubblicato sul suo profilo social una serie di considerazioni poco lusinghiere contro il premier.