La Russia blocca il sito di scacchi Chess.com: "Diffonde fake news"
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Nella partita tra Russia e Ucraina, stavolta la pedina sono diventati gli scacchi. Il popolarissimo sito Chess.com, è oramai inaccessibile nella Federazione perché aveva pubblicato due articoli accusati di diffondere "informazioni false" sul conflitto.
In realtà la procura generale russa aveva ordinato all'agenzia delle telecomunicazioni Roskomnadzor di oscurare solo i due articoli incriminati, ma poiché la piattaforma web usa il protocollo Https, per ragioni tecniche, è diventata del tutto inaccessibile.
Dietro alla decisione della procura c'è un delatore: nientemeno che Sergej Karjakin, il più giovane scacchista a ottenere il titolo di gran maestro, originario della Crimea, passato nel 2010 dalla Federazione ucraina a quella russa, che nel 2016 contese al norvegese Magnus Carlsen il titolo di campione del mondo.
Oggi 18° scacchista al mondo, sostenitore dell'annessione della Crimea nel 2014 e oggi dell'intervento russo armato in Ucraina, Karjakin è stato sospeso alla f…
MOSCA - Nella partita tra Russia e Ucraina, stavolta la pedina sono diventati gli scacchi. Il popolarissimo sito Chess.com, è oramai inaccessibile nella Federazione perché aveva pubblicato due articoli accusati di diffondere "informazioni false" sul conflitto.
In realtà la procura generale russa aveva ordinato all'agenzia delle telecomunicazioni Roskomnadzor di oscurare solo i due articoli incriminati, ma poiché la piattaforma web usa il protocollo Https, per ragioni tecniche, è diventata del tutto inaccessibile.
Dietro alla decisione della procura c'è un delatore: nientemeno che Sergej Karjakin, il più giovane scacchista a ottenere il titolo di gran maestro, originario della Crimea, passato nel 2010 dalla Federazione ucraina a quella russa, che nel 2016 contese al norvegese Magnus Carlsen il titolo di campione del mondo.
Oggi 18° scacchista al mondo, sostenitore dell'annessione della Crimea nel 2014 e oggi dell'intervento russo armato in Ucraina, Karjakin è stato sospeso alla fine di marzo per sei mesi dalle competizioni internazionali per decisione della Fide (la Federazione internazionale di scacchi) e, di conseguenza, gli era stato vietato di partecipare ai tornei online - con premi - organizzati da Chess.com con sede negli Stati Uniti.
Il 16 aprile ha perciò chiesto il blocco del sito denunciato la sua "scelta anti-russa" e i suoi "articoli di propaganda offensiva" tanto da aver festeggiato l'oscuramento con un post su Telegram: "È davvero una grande perdita? Secondo me no. Ancora una volta assistiamo alla situazione in cui le piattaforme occidentali perdono il loro pubblico russo a causa della loro stessa russofobia".
In realtà la piattaforma, che organizza più di dieci milioni di partite di scacchi online al giorno e persino tornei internazionali e impiega 200 persone in 35 Paesi che lavorano in modalità virtuale, era tra le poche a non aver escluso i giocatori russi e bielorussi dalle sue competizioni, a eccezione di coloro - come Karjakin appunto - caduti sotto sanzioni sportive.