Guerra Russia-Ucraina, la sfida tra le potenze si combatte anche nello spazio
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonLa guerra in Ucraina è anche nello spazio. I russi hanno capito che i satelliti occidentali stanno fornendo un contributo importante alla resistenza: sia quelli che spiano i movimenti delle forze di Mosca, sia quelli che permettono ai soldati di Kiev di comunicare. Per questo nella seconda fase del conflitto stanno cercando in ogni modo di disturbarli.
Il Pentagono ha sottolineato che i nuovi reparti mandati dal Cremlino nel Donbass sono accompagnati da “jammer elettronici” per ostacolare le frequenze dei satelliti. Il primo bersaglio sono quelli del sistema Gps, fondamentali per segnalare all’artiglieria le posizioni dei bersagli. Da metà aprile i russi hanno aumentato le attività delle stazioni mobili che prendono di mira queste trasmissioni. Non solo, uno studio pubblicato da Rusi, il think tank della Difesa britannica, sostiene che siano state attaccate le reti web delle società che forniscono comunicazioni satellitari: &l…
La guerra in Ucraina è anche nello spazio. I russi hanno capito che i satelliti occidentali stanno fornendo un contributo importante alla resistenza: sia quelli che spiano i movimenti delle forze di Mosca, sia quelli che permettono ai soldati di Kiev di comunicare. Per questo nella seconda fase del conflitto stanno cercando in ogni modo di disturbarli.
Il Pentagono ha sottolineato che i nuovi reparti mandati dal Cremlino nel Donbass sono accompagnati da “jammer elettronici” per ostacolare le frequenze dei satelliti. Il primo bersaglio sono quelli del sistema Gps, fondamentali per segnalare all’artiglieria le posizioni dei bersagli. Da metà aprile i russi hanno aumentato le attività delle stazioni mobili che prendono di mira queste trasmissioni. Non solo, uno studio pubblicato da Rusi, il think tank della Difesa britannica, sostiene che siano state attaccate le reti web delle società che forniscono comunicazioni satellitari: “Di recente è stata colpita ViaSat che offre connessioni internet mentre i terminali della rete SpaceX hanno subìto operazioni di disturbo. L’agenzia americana per la cybersicurezza ha chiesto a tutte le aziende di aumentare il livello di allerta”. ViaSat fornisce servizi anche al Pentagono mentre SpaceX di Elon Musk è intervenuta a sostegno dell’esercito ucraino, mettendo a disposizione terminali e informazioni usate pure per le incursioni dei droni.
Sono solo le avvisaglie di una guerra senza confini: la competizione tra potenze infatti si sposta sempre più nello spazio. L’ultimo rapporto della Defence Intelligence Agency, il servizio segreto militare americano, ricostruisce la sfida lanciata da Russia e Cina contro la rete di satelliti statunitensi. Prove di come entrambe le nazioni abbiamo la volontà di insidiare la leadership degli Usa e dei suoi alleati nello spazio possono essere viste nello sviluppo degli strumenti messi in orbita da Mosca e Pechino, “che sono aumentati di circa il 70 per cento in soli due anni”, ha dichiarato Kevin Ryder, un’analista della Dia specializzato nella materia: “Questa recente e continua espansione segue un aumento di oltre il 200 per cento avvenuto tra il 2015 e il 2018”.
Ryder sottolinea che la Cina ha lanciato una serie di missili capaci sia di distruggere i satelliti sia di schierare sistemi di disturbo per bloccare le comunicazioni satellitari e la navigazione tramite Gps. Ma la massima allerta riguarda gli apparati progettati per “accecare” le spie posizionate nello spazio. Secondo la Dia, Mosca ha proseguito gli sforzi per realizzare un sistema mobile in grado di abbattere i satelliti e le navette con equipaggio. Ha anche sviluppato una capacità di “armi spaziali”, tra cui quelle per operazioni di guerra elettronica per colpire le telecomunicazioni e anche impedire la trasmissione di immagini riprese dall’orbita. Per il Cremlino la dipendenza degli Stati Uniti dallo spazio è un tallone di Achille. Per questo “cerca di mettere a punto sistemi per neutralizzare o contrastarla” e probabilmente “in questo decennio schiererà laser anti-satelliti”. Al momento ha già laser in grado di “oscurare i sensori dei satelliti spia e potrebbe entro il 2030 danneggiare le strutture delle navette orbitanti”.
Il dossier della Dia, intitolato ‘Challenges to Security in Space 2022’, diventerà la base per la politica spaziale di sicurezza del Pentagono. I timori più forti vengono dalla Cina, che sta installando “una catena di laser basati a terra di differente potenza per distruggere o danneggiare satelliti e che hanno già la capacità di venire impiegati per oscurare i sensori ottici in orbita. Entro la fine del decennio Pechino potrebbe disporre di sistemi laser di potenza maggiore che estenderanno la minaccia anche alle strutture stesse dei satelliti e non solo ai visori ottici”. Allo stesso tempo, la Cina sta espandendo la sua costellazione di satelliti da ricognizione: a gennaio se ne contavano già 250, “un numero inferiore solo a quello degli Stati Uniti e che è quasi raddoppiato dal 2018. Le forze armate cinesi possiedono e gestiscono quasi la metà dei sistemi di spionaggio orbitanti del mondo, gran parte dei quali possono monitorare, seguire e individuare bersagli americani e degli alleati nell’intero pianeta, specialmente nella regione dell’Indo-Pacifico. Questi satelliti permettono anche all’esercito cinese di tenere sotto osservazione le zone chiave come Taiwan, la penisola coreana e il Mare della Cina”.