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Incendio a Bryansk, in Russia: in fiamme deposito di carburanti. Ipotesi sabotaggio ucraino

Due roghi hanno colpito una raffineria e un deposito per razzi e artiglieria. Un video mostra che almeno uno dei due è iniziato con un'esplosione
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Questa notte sono scoppiati due incendi simultanei e disastrosi a Bryansk, in Russia, a cento chilometri dal confine ucraino, il primo dentro a una raffineria di carburante della Rosneft e nei grandi depositi contigui e il secondo dentro a una base militare usata anche come deposito per razzi e proiettili di artiglieria. La raffineria fa parte del cosiddetto Oleodotto dell’Amicizia che porta il petrolio russo verso la Germania, la Polonia e l’Ungheria. La base militare invece serve come scalo nelle retrovie per la guerra della Russia in Ucraina.

I due roghi si sono estesi anche alle aree attorno, secondo i video che arrivano in queste ore dalla città, e le colonne di fumo sono visibili da decine di chilometri di distanza. Un filmato interessante pubblicato sul canale telegram di Bryansk mostra che almeno uno dei due incendi è cominciato con un’esplosione – e questo fa pensare che potrebbe trattarsi di un sabotaggio da parte degli ucraini, ass…

Questa notte sono scoppiati due incendi simultanei e disastrosi a Bryansk, in Russia, a cento chilometri dal confine ucraino, il primo dentro a una raffineria di carburante della Rosneft e nei grandi depositi contigui e il secondo dentro a una base militare usata anche come deposito per razzi e proiettili di artiglieria. La raffineria fa parte del cosiddetto Oleodotto dell’Amicizia che porta il petrolio russo verso la Germania, la Polonia e l’Ungheria. La base militare invece serve come scalo nelle retrovie per la guerra della Russia in Ucraina.

I due roghi si sono estesi anche alle aree attorno, secondo i video che arrivano in queste ore dalla città, e le colonne di fumo sono visibili da decine di chilometri di distanza. Un filmato interessante pubblicato sul canale telegram di Bryansk mostra che almeno uno dei due incendi è cominciato con un’esplosione – e questo fa pensare che potrebbe trattarsi di un sabotaggio da parte degli ucraini, assieme al fatto che le probabilità di due incendi allo stesso tempo nella stessa zona della stessa città sono molto poco probabili. 

In queste settimane ci sono stati attacchi con effetti simili a quello che si è visto questa notte a Bryansk. Il 1 aprile due elicotteri da guerra ucraini hanno colpito un altro deposito di carburante russo sempre della Rosneft a Belgorod, a trenta chilometri dal confine ucraino. Si è trattato di un raid notturno in profondità reso possibile dalla relativa vicinanza – ma Bryansk è molto più lontana. Il governo ucraino non ha mai rivendicato l’operazione, ma è un comportamento abituale in questo genere di operazioni oltreconfine. Per fare una similitudine: Israele colpisce bersagli in Siria con raid aerei sin dal febbraio 2013, ma ha riconosciuto soltanto di recente queste attività. 

ll 12 aprile qualcuno ha fatto saltare in aria e ha reso inutilizzabile il ponte ferroviario di Shebekino, in Russia a tre chilometri dal confine ucraino nella stessa grande zona di retrovie che include Shebekino, Belgorod e Bryansk. Serviva a trasportare soldati e mezzi russi impegnati nell’invasione dell’Ucraina. Sembra abbastanza chiaro che sia stato qualcuno a terra, ma anche in questo caso non c’è stata alcuna rivendicazione. 

La Russia fin dall’inizio del conflitto ha deciso di colpire le infrastrutture dell’Ucraina in modo da rendere più complicato per gli ucraini resistere a lungo termine. Tra i bersagli dei bombardamenti ci sono anche depositi di carburante e raffinerie, a Lviv, a Odessa e in altre regioni del paese. Se gli incendi in Russia fossero in qualche modo il risultato di operazioni ucraine, si tratterebbe in pratica della stessa strategia ritorta contro i russi. L’Amministrazione Biden nella prima metà di aprile ha detto che non fornirà agli ucraini informazioni di intelligence utili a portare questo tipo di attacchi dentro al territorio russo per evitare il rischio di un'escalation.