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Rielezione Macron, Gozi: "Ha vinto progetto comune. Ora un'ampia maggioranza per realizzare priorità: ecologia, sociale, Europa"

Intervista all'eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del partito democratico europeo
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PARIGI - Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del partito democratico europeo, cosa significa la vittoria di Macron per l’Italia e l’Europa?

“Emmanuel Macron è il miglior alleato dell’Italia e il vero leader europeo. La sua vittoria è un’ottima notizia per Roma: Italia e Francia potranno continuare a costruire una relazione bilaterale speciale, sulla base del trattato del Quirinale, e a cooperare in Europa e nel Mondo. Roma e Parigi hanno tantissimi interessi in comune e Macron considera l’Italia come un partner assolutamente imprescindibile per riformare l’Ue”.

Cosa farà per la parte conclusiva della presidenza francese dell'Ue?

“Macron ora avrà molta più forza per costruire un’Europa sovrana e democratica: riforma delle istituzioni sulla base della Conferenza sul futuro dell’Europa, revisione del patto di stabilità, costruzione di una difesa e…

PARIGI - Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del partito democratico europeo, cosa significa la vittoria di Macron per l’Italia e l’Europa?

“Emmanuel Macron è il miglior alleato dell’Italia e il vero leader europeo. La sua vittoria è un’ottima notizia per Roma: Italia e Francia potranno continuare a costruire una relazione bilaterale speciale, sulla base del trattato del Quirinale, e a cooperare in Europa e nel Mondo. Roma e Parigi hanno tantissimi interessi in comune e Macron considera l’Italia come un partner assolutamente imprescindibile per riformare l’Ue”.

Cosa farà per la parte conclusiva della presidenza francese dell'Ue?

“Macron ora avrà molta più forza per costruire un’Europa sovrana e democratica: riforma delle istituzioni sulla base della Conferenza sul futuro dell’Europa, revisione del patto di stabilità, costruzione di una difesa europea. Un processo di riforma che dovrà partire il più rapidamente possibile e in cui un gruppo di paesi con una visione politica comune, a partire proprio da Francia e Italia, potrà fare la differenza.

Quali saranno le sue priorità nei primi 100 giorni?

“Ecologia, sociale e Europa saranno le grandi priorità. Assieme ovviamente a un impegno ancora più forte sulla guerra in Ucraina. Gli impegni per una pianificazione ecologica e territoriale e le nuove misure sociali richiedono immediate decisioni organizzative e strategiche. Il tutto attraverso un dialogo ampio con le forze sociali e della società civile, per preparare e accompagnare le nuove riforme”.

C'è il rischio di non ottenere la maggioranza alle prossime legislative di giugno?

“Ora comincia la nuova battaglia. È fondamentale ottenere un’ampia maggioranza parlamentare per realizzare il programma di questo secondo mandato. Dopo le legislative, verrà creata una commissione transpartitica per le riforme istituzionali”.

Per riconciliare il paese Macron farà un grande partito di coalizione?

“Macron continuerà a consolidare e per quanto possibile allargare la maggioranza presidenziale. Già durante questa campagna presidenziale sono arrivati nuovi sostegni da destra, dai socialisti e dagli ecologisti, e questo movimento continuerà. La questione di come organizzare questo nuova maggioranza è aperta: credo che ci siano tutte le condizioni per integrare ancora di più En Marche e il Mouvement Démocrate di François Bayrou e di federare attorno al progetto riformatore di Macron altri partiti e movimenti”.

È un modello che può ispirare l’Italia?

“Sì, fatte le dovute differenze tra il semipresidenzialismo francese e il sistema parlamentare italiano anche in Italia c’è uno spazio centrale da interpretare e rappresentare, radicalmente alternativo all’estrema destra di Meloni e Salvini e al qualunquismo populista di Conte. Se c’è una lezione da imparare dall’esperienza francese, è che per vincere però bisogna unire e aggregare: in Francia, personalità come François Bayrou e poi anche Manuel Valls hanno deciso all’inizio del 2017 di sostenere Macron: in questo modo, con Macron, ha vinto anche il loro progetto politico. In Italia, c’è ancor troppa frammentazione. Eppure se Renzi, Calenda, Della Vedova, Bonino, Bentivogli e altri lavorassero per un progetto comune, sarebbe un progetto vincente. La chiave è puntare alla maggioranza, non limitarsi alla testimonianza. Ed è possibile”.