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Le mosse di judo dietro la strategia di Putin in Ucraina: "Vuole fare una finta e far volare l’avversario sopra le spalle"

Vladimir Putin in allenamento a Sochi (reuters) 
La valutazione è di una fonte anonima del Financial Times coinvolta nei tentativi di arrivare a un accordo di pace tra Mosca e Kiev. La conquista del Donbass in realtà nasconderebbe altri piani, come accade nello sport di cui Putin è appassionato cultore
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LONDRA – “Putin è un judoka, vuole fare una finta e fare volare l’avversario sopra le spalle. L’appetito vien mangiando”. La valutazione è di una fonte anonima coinvolta nei tentativi di arrivare a un accordo di pace tra Mosca e Kiev. Una metafora di quello che il presidente russo intenderebbe fare nella guerra in Ucraina: in sostanza, fingere una cosa e poi fare un’altra mossa, che sorprende la controparte e la stende al tappeto.

Confidato al Financial Times in una corrispondenza dalla Lettonia, il commento sembra indicare che “la liberazione del Donbass”, presunto “nuovo obiettivo” annunciato dal capo del Cremlino dopo il fallito attacco su Kiev, sarebbe appunto una finta. Il piano originale di Putin, mettere fine all’esistenza dell’Ucraina come nazione o come minimo limitarla fortemente, rimane invariato, affermano le fonti consultate dal quotidiano finanziario britannico. Putin in realt&ag…

LONDRA – “Putin è un judoka, vuole fare una finta e fare volare l’avversario sopra le spalle. L’appetito vien mangiando”. La valutazione è di una fonte anonima coinvolta nei tentativi di arrivare a un accordo di pace tra Mosca e Kiev. Una metafora di quello che il presidente russo intenderebbe fare nella guerra in Ucraina: in sostanza, fingere una cosa e poi fare un’altra mossa, che sorprende la controparte e la stende al tappeto.

Confidato al Financial Times in una corrispondenza dalla Lettonia, il commento sembra indicare che “la liberazione del Donbass”, presunto “nuovo obiettivo” annunciato dal capo del Cremlino dopo il fallito attacco su Kiev, sarebbe appunto una finta. Il piano originale di Putin, mettere fine all’esistenza dell’Ucraina come nazione o come minimo limitarla fortemente, rimane invariato, affermano le fonti consultate dal quotidiano finanziario britannico. Putin in realtà mira a conquistare tutta l’Ucraina del sud-est (come del resto affermato pubblicamente nei giorni scorsi da uno dei suoi generali), tagliando fuori il resto del Paese dall’accesso al mar Nero, e a creare una piattaforma per ulteriori attacchi in futuro, dicono le stesse fonti.

Putin “è un tattico, un judoka, vuole fare una finta e gettarti sopra le spalle”, sono le parole esatte di una di queste fonti, con un’allusione alla passione del leader russo per il judo, sport che pratica fin da ragazzo e di cui è cintura nera. “Non è ragionevole, ha nella testa una visione distorta del mondo”, prosegue la fonte del Financial Times. “E gli scenari sono cambiati. L’appetito vien mangiando”. Come dire che, se Putin conquista il Donbass e un corridoio sul mar Nero fino alla Crimea, lo scenario potrebbe cambiare di nuovo e le sue ambizioni sull’Ucraina aumenterebbero: con il progetto di dividerla, un po’ come le due Coree dopo la guerra, e in futuro destabilizzarla o attaccarla di nuovo, mantenendo una situazione di conflittualità permanente lungo una frontiera flessibile.

Le persone a conoscenza dei negoziati interpellate dal quotidiano della City osservano che la catena di trasmissione delle informazioni dal fronte fornisce a Putin un quadro non realistico della situazione: in pratica, se gli ufficiali sul terreno segnalano difficoltà, il giudizio diventa assai più roseo quando arriva sul tavolo del Cremlino. In ogni caso, dice al Ft un anonimo magnate basato a Mosca, il conflitto andrà avanti per tutto il tempo necessario a Putin a venderlo a livello domestico come un successo: “Se non puoi farlo sembrare una vittoria elettoralmente, non puoi salvare la faccia”.

Parlando con lo stesso giornale londinese, Tatiana Stanovaja, fondatrice della think tank R. Politk, ne conclude che difficilmente la guerra finirà il 9 maggio, giorno in cui la Russia celebra la vittoria nella Grande Guerra Patriottica, come a Mosca chiamano la Seconda guerra mondiale: il conflitto in Ucraina è ormai per Putin “un episodio in un più ampio confronto con l’Occidente e fino a che non otterrà una nuova Jalta (il summit del 1945 in cui le potenze vincitrici si spartirono le rispettive aree di influenza in Europa), la Russia ci darà dentro e non si limiterà all’Ucraina, ciò non vuol dire che proveranno a conquistare la Moldavia o i paesi baltici, ma il conflitto potrebbe avere una escalation attraverso minacce, test di armamenti o addirittura il loro uso”.