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Guerra Ucraina-Russia: si lavora a un viaggio di Macron e Scholz a Kiev

Il presidente francese, Emmanuel Macron (ansa)
L'idea dell'Eliseo è collegare la visita a Berlino con una tappa successiva nella capitale ucraina insieme al cancelliere tedesco, un modo per dire agli ucraini non c'è solo l'America
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PARIGI - Una visita congiunta a Kiev di Emmanuel Macron e Olaf Scholz. È l'ipotesi che si fa strada nel dialogo di queste ore tra il presidente rieletto e il cancelliere tedesco. Macron aveva già indicato la visita a Berlino come primo viaggio all'estero, una tradizione che celebra l'amicizia franco-tedesca. Scholz, tra l'altro, ha firmato qualche giorno prima del voto un appello in favore del leader francese insieme ai premier di Spagna e Portogallo. Come da tradizione, la conferma dell'asse Parigi-Berlino sarà il primo segnale del Macron 2 in politica estera.

Il leader francese ha però anche promesso durante la campagna elettorale di rispondere all'invito più volte lanciato da Volodymyr Zelensky. Macron era stato in Ucraina prima dell'inizio del conflitto. Nella sfilata di leader europei a Kiev in questi ultimi due mesi è spiccata finora l'assenza del presidente francese e del cancelliere ted…

PARIGI - Una visita congiunta a Kiev di Emmanuel Macron e Olaf Scholz. È l'ipotesi che si fa strada nel dialogo di queste ore tra il presidente rieletto e il cancelliere tedesco. Macron aveva già indicato la visita a Berlino come primo viaggio all'estero, una tradizione che celebra l'amicizia franco-tedesca. Scholz, tra l'altro, ha firmato qualche giorno prima del voto un appello in favore del leader francese insieme ai premier di Spagna e Portogallo. Come da tradizione, la conferma dell'asse Parigi-Berlino sarà il primo segnale del Macron 2 in politica estera.

Il leader francese ha però anche promesso durante la campagna elettorale di rispondere all'invito più volte lanciato da Volodymyr Zelensky. Macron era stato in Ucraina prima dell'inizio del conflitto. Nella sfilata di leader europei a Kiev in questi ultimi due mesi è spiccata finora l'assenza del presidente francese e del cancelliere tedesco. L'idea dell'Eliseo è collegare la visita a Berlino con una tappa successiva nella capitale ucraina insieme a Scholz. Nulla ancora di certo. "Stiamo verificando le condizioni di fattibilità" avvertono nell'entourage macronista. Il cancelliere e il presidente potrebbero unirsi per dare ancora più peso al viaggio. 

"Sarebbe un modo simbolico per dire agli ucraini non c'è solo l'America che vi sostiene. C'è anche l'Europa" osserva Dominique Moïsi. L'analista del think tank Institut Montaigne vede un "momento Macron" sulla scena internazionale dei prossimi mesi. "Nel 2017 il presidente era un giovane inesperto, schiacciato dall'ombra di Angela Merkel" ricorda Moïsi. "Ora ha acquisito la statura necessaria, occupa il vuoto lasciato da un cancelliere tedesco che ha avuto una partenza difficile". Anche la leadership americana potrebbe subire qualche scossone se Biden perderà le elezioni di mid-term, senza parlare del rischio di un rischio di un ritorno di Trump o del trumpismo alla Casa Bianca nel 2024. "Macron può apparire come il pilastro della razionalità nel mondo democratico". 

Macron non ha dovuto affrontare dibattiti interni sul sostegno militare all'Ucraina, persino la rivale Marine Le Pen si è detta favorevole. Il presidente è ormai più esplicito sulla consegna di armi all'Ucraina, tra cui missili anticarro Milan e cannoni Caesar in grado di colpire target fino a 40 chilometri di distanza. I missili Milan - di cui non è precisato il numero - sono già in Ucraina mentre i cannoni Caesar "saranno consegnati nei prossimi giorni" così come "migliaia di munizioni", secondo l'Eliseo. Una quarantina di soldati ucraini sono in corso di addestramento in Francia, ha aggiunto la presidenza senza ulteriori dettagli. "Penso che si debba continuare su questa strada, avendo sempre come linea rossa di non diventare cobelligeranti" ha precisato il capo di Stato che condivide una certa prudenza con Berlino.

"Macron parla come i tedeschi ma agisce come gli americani" nota Moïsi. Il leader francese si è rifiutato di usare termini forti contro Mosca e non ha ripreso il termine di "genocidio" usato da Joe Biden a proposito degli eccidi russi in Ucraina. Ma sul campo di battaglia è allineato con la Casa Bianca. Il contrario è forse un po' meno vero quando si tratta degli sforzi diplomatici di Parigi. "Visto da Londra o da Washington si guarda al tentativo di riprendere il dialogo francese con Mosca come un gesto sfasato, anacronistico" dice Moïsi. "Stiamo entrando in una prova di forza con Mosca - prosegue - Lavrov parla di rischio di terza guerra mondiale, brandisce l'arma nucleare per dissuadere gli occidentali dal continuare a mandare armi pesanti". Ma gli alleati americani o britannici non arrivano fino a criticare apertamente Macron. "Ci credono poco ma si dicono: se vuole provare, lo faccia pure". 

Da gennaio Macron è stato in prima linea per mantenere un canale aperto con Vladimir Putin. I due leader non si parlano più da quasi un mese, subito dopo i massacri di Bucha. Dopo la fine della campagna elettorale e aver battuto la "candidata di Mosca" il dialogo potrebbe riaprisi. Almeno è quello che ha promesso il capo di Stato. "Avrò l'opportunità, se il popolo francese ha fiducia in me, di chiamarlo già la prossima settimana" aveva detto prima del voto. Putin si è congratulato per la vittoria del presidente rieletto. "Ti auguro sinceramente successo nella tua attività di statista, buona salute e benessere" si legge nel telegramma mandato dal Cremlino. Al momento la telefonata con il presidente Putin non è in agenda.

L'escalation in corso nel Donbass, che potrebbe aumentare fino al 9 maggio, invita alla prudenza. Il contesto europeo è sempre più sbilanciato in favore della posizione Usa. Il fronte nordest è compatto, c'è stata la svolta di Mario Draghi su fornitura di armi a Kiev e dubbi a proposito del dialogo con Mosca. "Macron potrebbe rendersi conto che forse non è il momento giusto e Putin non è pronto a negoziare" conclude Moïsi. "Siamo all'inizio un ingranaggio che potrebbe rendere la situazione molto più pericolosa per l'insieme del continente europeo".