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Sull’energia gli Usa con Europa e Italia: “Vi aiuteremo”

Joe Biden (ansa)
La Casa Bianca non è sorpresa dalla mossa di Putin. Hodges: “Sarà un boomerang”
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NEW YORK - "Ci aspettavamo che la Russia usasse l'energia come arma, è possibile che colpisca altri paesi. Nelle ultime 24 ore siamo stati in contatto con Polonia e Bulgaria. Da mesi lavoriamo per diminuire la dipendenza dell'Europa e continueremo a farlo". È la reazione della portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, all'ultimo ricatto di Putin, ma Washington non è sorpresa: "È il tipo di passi che avevamo previsto". Perciò le iniziative per provi rimedio sono già in corso: "Siamo al lavoro da mesi con i nostri partner per diversificare le fonti di gas naturale e rimpiazzare i volumi dalla Russia. Il presidente Biden ha costituito una task force per fornire gas liquido all'Europa, diminuire la sua dipendenza, e assicurare che Mosca non possa usare l'energia come strumento coercitivo. Polonia e Bulgaria hanno altre risorse e stiamo lavorando con loro".

Gli Usa avevano già promesso a…

NEW YORK - "Ci aspettavamo che la Russia usasse l'energia come arma, è possibile che colpisca altri paesi. Nelle ultime 24 ore siamo stati in contatto con Polonia e Bulgaria. Da mesi lavoriamo per diminuire la dipendenza dell'Europa e continueremo a farlo". È la reazione della portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, all'ultimo ricatto di Putin, ma Washington non è sorpresa: "È il tipo di passi che avevamo previsto". Perciò le iniziative per provi rimedio sono già in corso: "Siamo al lavoro da mesi con i nostri partner per diversificare le fonti di gas naturale e rimpiazzare i volumi dalla Russia. Il presidente Biden ha costituito una task force per fornire gas liquido all'Europa, diminuire la sua dipendenza, e assicurare che Mosca non possa usare l'energia come strumento coercitivo. Polonia e Bulgaria hanno altre risorse e stiamo lavorando con loro".

Gli Usa avevano già promesso aiuto all'Europa durante l'incontro del 25 marzo tra Biden e von der Leyen, impegnandosi a fornire entro la fine dell'anno almeno 15 miliardi di metri cubi del loro gas liquido, ossia circa il 10% di quanto il Vecchio Continente importa dalla Russia. Psaki aveva spiegato anche le iniziative in previsione di un blocco totale: "La nostra assistenza include la richiesta ad alcuni paesi asiatici che hanno un eccesso di forniture di inviarle all'Europa. Lo abbiamo già fatto e continuiamo a farlo".

Ieri il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano era a Washington, dove ha incontrato i rappresentanti della LNG Allies, la "Confindustria del gas americano". Alla fine del colloquio ha dichiarato che "le aziende americane hanno detto di poter incrementare fino al 15% aggiuntivo la produzione rispetto a quella attuale, entro il 2030. Chiaramente sanno che l'Italia ha una capacità importante in questo ambito e quindi sono aperte a investimenti per aumentarla". Nella sostanza si tratterebbe di investimenti americani effettuati in partnership con gli italiani, allo scopo di indirizzare l'aumento della loro produzione più verso il nostro Paese.

Sul piano politico la reazione Usa è stata negativa, ma le azioni del Cremlino non hanno sorpreso. L'ex comandante delle forze armate in Europa, Ben Hodges, ha commentato che "questo è un nuovo errore strategico di Putin. È vero infatti che nell'immediato crea problemi agli europei, ma si trasformerà in un boomerang, spingendoli a liberarsi dalla dipendenza energetica dalla Russia più rapidamente".
La situazione si sta già complicando per il Cremlino, anche prima che Bruxelles vari la sesta ondata di sanzioni. La produzione di petrolio di Mosca è già calata del 17% nell'ultimo anno. Il Wall Street Journal poi ha rivelato che nelle settimane scorse la Rosneft ha cercato di vendere 38 milioni di barili, ma non ha trovato acquirenti. Le misure stanno già avendo un effetto, prima ancora di essere varate, perché parecchie aziende e paesi si tengono alla larga dal greggio di Mosca, temendo che porti problemi. Se questa tendenza fosse accentuata dalle nuove sanzioni, Putin potrebbe trovarsi presto senza i soldi di cui ha bisogno per continuare la sua aggressione.